Non più rifiuti, ma risorse. È la sfida che un gruppo di lavoro di detenuti del carcere di Bollate ha lanciato per ridurre gli sprechi all’interno del penitenziario. L’idea nasce nel 2015 da Fernando Gomes Da Silva e Matteo Gorelli, dopo aver constatato quanti sprechi di cibo si verificano nella struttura detentiva. “4000 kg di pane al mese buttati – racconta Gorelli – del cibo che viene consegnato ai detenuti, il 60 % finisce nel cestino”.

Così dopo mesi di rilevazioni di rifiuti pro capite, andando cella per cella con una bilancina da cucina, è stato presentato un report alla direzione del carcere per poter così sostenere la proposta di avvio della raccolta differenziata. La direzione si è mostrata fin da subito disponibile. Sono state coinvolte AMSA, azienda milanese che gestisce servizi ambientali che ha fornito i cassonetti per la raccolta differenziata, e Novamont che ha garantito una quantità di sacchi in bioplastica MATER-BI.

Dopo un periodo di sperimentazione, nel novembre 2017 la raccolta differenziata è stata estesa a tutto il penitenziario. È nata così l’associazione Keep the Planet clean, tra i soci fondatori Gorelli e Da Silva, insieme a Chiara Maffioletti della cooperativa sociale Articolo 3. Il progetto è stato presentato a Fa la cosa giusta, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che si è tenuta dal 23 al 25 marzo 2018 a Milano a Fieramilanocity.

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Approda a Il Refuso nel 2008 dove rimane in pianta stabile dal 2014, dopo una serie di esperienze lavorative nel giornalismo, la comunicazione e il management. Nel 2010, diventa giornalista pubblicista, per Giornalisti Nell'Erba ricopre prima il ruolo di responsabile relazioni esterne e coordinatore generale, in occasione di Expo è coordinatrice di #gNeLab e dal 2015 vicedirettore di giornalistinellerba.it. Ama il cibo, la musica (rigorosamente antecedente agli anni 2000) e condividere i primi due in buona compagnia.

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