“Ma toglietemi na cuorisità, che ve siete magnati?” – “Dottò, se semo magnati tutto”. Così sentenziava Alberto Sordi nel film “le vacanze intelligenti”. Espressione che coglie in pieno il concetto di Overshoot Day. Da oggi, 2 agosto, abbiamo terminato il capitale naturale che la Terra mette a disposizione nel corso di un anno.

È una questione di domanda e offerta. In pratica, l’offerta di beni e servizi proveniente dall’ambiente, riesce a soddisfare la domanda della popolazione mondiale solo per alcuni mesi, solo fino ad oggi.
Come vivremo, quindi, da qui al 31 dicembre? A debito, andando a svuotare quegli “stock” naturali accumulati nel corso del tempo. Ma è un modello che non può reggere ancora per molto, non in grado di sostenere gli attuali stili di vita.

Sempre più presto
Prima degli anni ’70 non c’era alcun giorno dell’Overshoot. La nostra Impronta Ecologica (indicatore che valuta il consumo di risorse rispetto al tasso di rigenerazione del capitale naturale), infatti, non superava la Biocapacità del Pianeta.
Ma l’appetito vien mangiando e, da allora, la nostra fame è aumentata a dismisura: negli anni ’90 l’Overshoot Day cadeva in dicembre, negli anni 2000 si presentava agli inizi di novembre, fino ad arrivare all’8 agosto dello scorso anno.

Ma quanto consumiamo?
Secondo il Global Footprint Network, l’organizzazione che si occupa di calcolare l’Impronta Ecologica su scala globale, servono 1,7 pianeti Terra per soddisfare la domanda mondiale. Ad incidere maggiormente sono le emissioni di anidride carbonica che pesano per il 60% dell’intera Impronta Ecologica dell’uomo.
Ma dato che parliamo della quantità di risorse pro-capite messe a disposizione dal pianeta, c’è chi consuma meno e c’è chi consuma di più.
A risultare “sostenibili” sono le nazioni più povere, quelle che ancora devono essere investite dal fenomeno della

Fonte: Global Footprint Network

crescita economica.
Tutte le nazioni sviluppate e quelle in via di sviluppo, invece, superano di gran lunga il proprio budget.
Questo significa che se non dovessimo cambiare nei prossimi anni il modello economico e sociale al quale ora facciamo riferimento, le cose andranno inevitabilmente peggio: maggiori richieste e minor disponibilità di servizi ecosistemici (altro modo per definire beni e servizi offerti dall’ambiente).

Due i grafici utili a comprendere meglio la situazione.
A destra è mostrato quanto terreno nazionale è necessario per soddisfare la

Fonte: Global Footprint Network

domanda interna, quella della popolazione residente. Se guardiamo all’Italia, spicca il numero 4,3: se volessimo soddisfare il bisogno degli italiani solo con il terreno a disposizione servirebbero 4,3 Italie.
Per gli statunitensi, invece, basterebbero 2,3 Stati Uniti. Ma, come specificato prima, questo non significa che consumiamo più degli Stati Uniti ma che, semplicemente, hanno un territorio nettamente più vasto del nostro.

Infatti, dal grafico sulla sinistra che risponde alla domanda “di quante terre abbiamo bisogno se volessimo tutti vivere come… ?”, si evince che gli Stati Uniti possiedono uno stile di vita nettamente più impattante del nostro, ci servirebbero giusto 5 pianeti Terra. Rimane comunque il fatto che, al momento, neanche noi italiani possiamo essere tanto presi da esempio: 2,6 Terre proprio non ce le abbiamo.

 

 

Per saperne di più: questa la pagina facebook del Global Footprint Network

Qui per calcolare la propria Impronta Ecologica

 

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