boldrini
Roma 30 novembre 2015
– Oggi è iniziata COP21, la Conferenza delle Parti sul clima (vedi qui la sintesi del primo giorno). I rappresentanti di ogni nazionale del mondo sono arrivati a Parigi per discutere un accordo sulla riduzione delle emissioni di CO2, cercare di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e il surriscaldamento globale sotto i 2°C, individuare strategie per consentire ai popoli di adattarsi alle conseguenze che comunque saranno inevitabili.

Ieri il mondo si è mobilitato.

Partita per prima la Nuova Zelanda, con una grandiosa Haka, la danza dei maori.  Nelle Filippine manifestazioni nelle 6 grandi città che conoscono bene gli effetti del climate change ed hanno subito l’impatto devastante di svariati cicloni. A San Paolo carnevale per il clima. Lo Yemen dimentica per un attimo la guerra e manifesta a Sanaa.  In Tanzania, mille masai marciano per ottenere energie rinnovabili in Ngorongoro, al confine con il parco di Serengeti, dove hanno dovuto affrontare siccità estreme. A Berlino i manifestanti si riuniscono al Branderburg Gate, a Bogotá, in Colombia, in programma una cerimonia per la madre terra. In Messico 5 mila ciclisti attraversano i trenta chilometri  della capitale: da COP21 si vuole 100% energia pulita. A Parigi, nonostante la cancellazione della marcia per ragioni di sicurezza, tante scarpe sparse su quello che sarebbe dovuto essere il percorso, e gli scontri con la polizia.
Anche la rete è mobilitata, c’è ovviamente anche l’appello della campagna di Avaaz per il 100% energie pulite.

A Roma, in testa al corteo, Laura Boldrini, Ermete Realacci, Alfonso Pecoraro Scanio, Rossella Muroni e tanti altri.

In uno stop della marcia, abbiamo chiesto alla presidente della Camera cosa si aspetta da COP21.

Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente, invece:

Rossella Muroni di Legambiente alla #marciaperilclima ieri a Roma

Posted by Paola Bolaffio on Lunedì 30 novembre 2015

 

Tra i marciatori di ieri, anche la biologa epidemiologa Paola Michelozzi, che da anni si occupa di cambiamenti climatici e impatto sulla salute.

Effetti dei cambiamenti climatici sulla salute, intervista all’epidemiologa Paola Michelozzi, servizio di Alice Attiani

Posted by Paola Bolaffio on Lunedì 30 novembre 2015

 

La Marcia per il clima, e COP21, sono occasioni uniche anche per i giornalisti. La Fima, presente in forze a Roma e non solo, chiede agli organi di stampa che dedichino la giusta attenzione a questo duplice evento e sottopone alla consultazione pubblica la Carta dell’informazione ambientale. “La Cop21 che si apre il 30 novembre a Parigi è uno snodo fondamentale nella definizione delle politiche globali sul clima. E la Marcia che si terrà domenica 29 a Roma, in contemporanea con altre città d’Italia e del mondo, rappresenta un momento di cruciale importanza per riaffermare il no al terrore, il bisogno di pace fra i popoli e far sentire alla politica la giusta pressione dell’opinione pubblica sui cambiamenti climatici“, dice Mario Salomone, presidente della FIMA. Per questo la Federazione italiana dei media ambientali (Fima), alla quale aderisce la nostra testata e che raccoglie giornalisti, blogger, operatori del social network e comunicatori d’impresa, invita le testate generaliste locali e nazionali a cogliere questo duplice evento come un’opportunità per avviare in forma continuativa e competente un’opera d’informazione sulle cause, le conseguenze e le soluzioni praticabili sul piano politico, economico, sociale e tecnologico al problema degli sconvolgimenti climatici.

Il clima che cambia, infatti, fa notizia soltanto quando i fenomeni meteorologici estremi provocano danni e vittime con frequenza sempre maggiore anche nel nostro Paese. I negoziati degli ultimi anni, inoltre, sono stati sostanzialmente ignorati, spesso da soggettiche avrebbero tutti i mezzi per erogare un’informazione ampia e circostanziata, come avviene da parte di diversi organi di stampa stranieri. È una grave mancanza che trascura peraltro l’interesse verso queste tematiche da parte dell’opinione pubblica, confermato da diverse ricerche sociali e anche dall’attenzione che riscuotono le testate specialistiche, i blogger e gli operatori del social network che comunicano l’ambiente. Una mancanza resa ancora più evidente oggi al cospetto dell’assoluta carenza di dibattito e informazione sullo sfruttamento delle fonti fossili nelle aree geografiche, a partire dal Mediterraneo, in cui attecchisce il fondamentalismo.

La Fima-Federazione italiana media ambientali ha aderito alla “Coalizione italiana per il clima” per testimoniare il bisogno di un’informazione più continuativa e competente sul tema, in particolare da parte del servizio pubblico. Invita tutti gli operatori dell’informazione a partecipare per raccontare dall’interno questo evento di partecipazione civica che guarda verso l’economia a emissioni zero. Il Comitato scientifico dell’associazione, insieme a tutti i soci è inoltre a disposizione degli organi d’informazione per fornire chiarimenti, materiali e opinioni utili a interpretare nella forma più compiuta gli esiti del summit sul clima di Parigi.

Oggi si è aperta COP21. QUI TUTTI I NOSTRI SERVIZI 
(foto di Sergio Ferraris)

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