Direttori, inviati speciali, redattori, blogger, editori, uffici stampa… insomma, tutti gli operatori dell’informazione e della comunicazione ambientale, ma anche tutti coloro che sono comunque interessati a promuovere la diffusione di una cultura dell’ambiente e della sostenibilità ed una corretta nonché sempre più efficace informazione sui temi dell’ambiente, sono invitati a Rimini il 7 novembre (all’interno di Ecomondo) per partecipare all’assemblea nazionale della FIMA, Federazione italiana media ambientali, nata ufficialmente lo scorso 24 aprile a Perugia durante il Festival Internazionale del Giornalismo, per volontà di svariate decine tra testate, giornalisti e blogger che si occupano di ambiente.  L’appuntamento del 7 novembre, oltre a costituire un momento ufficiale che prevede nomina della commissione elettorale, l’approvazione del regolamento elettorale, la ratifica dello Statuto e delle quote di adesione per il 2014 nonché le elezioni del Presidente, del Segretario Generale e dell’Ufficio di Presidenza per il prossimo triennio, è occasione di discussione sulle attività da mettere in cantiere per il 2014 e sugli strumenti utili da predisporre per poter raggiungere gli scopi statutari. (QUI l’ordine del giorno)

La FIMA, che conta ad oggi, dopo pochi mesi dalla sua costituzione, un centinaio di soci tra testate, giornalisti, editori, comunicatori e blogger,  vuol essere un punto di riferimento per gli “attori” dell’informazione ambientale, che sono  ormai molti. Come dice il presidente protempore Mario Salomone, direttore di .Eco, sono “giornalisti coraggiosi dentro le grandi testate, blogger ostinati, testate online, riviste storiche, pazienti tessitori di reti, giovani sperimentatori delle potenzialità dei social network. Un mondo variegato in cui giornalisti   professionisti si incontrano con free lance ed ecocronisti senza tessera, militanti con manager,   attivisti “verdi” con educatori, formatori, studiosi e professori universitari. Ci sono volti noti come le folte nuove leve che stanno salendo alla ribalta. Tutti hanno un ruolo importante: grandi firme, personaggi televisivi, ricercatori, reporter “di base”, blogger, divulgatori. Tutti insieme parlano a milioni di persone, totalizzano numeri impressionanti di lettori,  di ascoltatori o telespettatori, di visitatori dei siti web e di followers sui social network. E tutti hanno cittadinanza piena nella Fima, che non è  un’organizzazione solo di giornalisti o editori ma punta a rappresentare quanti operano, a qualsiasi titolo, nell’informazione e nella comunicazione ambientale, compresi quanti intendono sostenerla anche se non vi hanno un ruolo attivo”.

Scrive ancora Salomone, docente di Sociologia ambientale ed Educazione ambientale:”Il lunghissimo elenco dei primi aderenti (che cresce di giorno in giorno) testimonia l’interesse per la Federazione e la giustezza della scelta di aprire il più possibile le porte. I promotori della Fima (tra cui i Giornalisti Nell’Erba ndr), insomma, hanno colto un bisogno, qualcosa che era nell’aria e che doveva diventare realtà. Da   un lato, i media ambientali sono uno strumento fondamentale per l’affermazione di nuovi modelli   di produzione e consumo e danno visibilità alla ricerca del campo delle “scienze della sostenibilità” e all’innovazione tecnologica.   Dall’altro, il fermento nel campo dei mezzi di informazione – tradizionali, nuovi e nuovissimi – è parte della vivacità che riscontriamo   nella società civile, dove sorgono iniziative e si moltiplicano i casi di innovazione sociale di cui le tecnologie sono supporto e fattore di moltiplicazione. La società ecologica sta nascendo più dal basso che dalla lungimiranza dei decisori politici ed economici, che spesso appaiono culturalmente vecchi e prigionieri degli stessi schemi che hanno prodotto i problemi che stiamo vivendo.  

PROGRAMMA DI LAVORO  

Nei media ambientali trovano invece  sponda e alleati preziosi le imprese che hanno creduto nella green economy, le filiere corte, i   sistemi di condivisione o ridistribuzione di beni (dal bike al car sharing, dal cohousing al food sharing), così come i cittadini che con tanti piccoli gesti rendono ogni giorno il mondo un po’ migliore, i movimenti e i comitati impegnati per la giustizia ambientale e   un’economia equosolidale e nella lotta contro i disastri ambientali, l’inquinamento, le illegalità ambientali. Il programma di lavoro   della Fima? Accrescere la visibilità e il peso dei media ambientali, sostenere quanti coprono i temi dell’ambiente nelle testate non   specificatamente ambientali, attivare servizi utili per gli associati, organizzare opportunità formative, favorire scambi e collaborazioni con colleghi e testate di altri paesi, creare sinergie. I media e i mediattivisti ambientali, insomma, hanno voglia di collaborare, di conoscersi meglio e farsi conoscere meglio, gettando ponti anche verso il resto del mondo. 

OLTRE I PARTICOLARISMI
Non era così scontato: frammentazione e particolarismi sono un   male storico dell’Italia. Non è piccola cosa: dall’efficacia dei media   ambientali e da un’accresciuta attenzione di tutto il mondo dell’informazione dipendono dimensione e velocità di una transizione   ecologica, necessaria e urgente. Necessaria e urgente perché il   mondo è a una svolta e cambiare strada è ancora possibile, perché   è dall’ambiente che viene la speranza del cambiamento, in un momento in cui vediamo intorno a noi disagio sociale, paura, degrado morale, inadeguatezza culturale, con enormi sfide in un orizzonte molto prossimo quali acqua, cibo, energia. Sfide che il mondo dell’informazione (anch’esso colpito dalla crisi, nonché dal traghettamento verso un sistema misto tradizionale-digitale) affronta in   parte senza sufficiente coscienza  (o sotto i condizionamenti di   potenti interessi antiecologici) e per la sua parte migliore, quella   ambientale, con tutte le difficoltà e gli entusiasmi di chi sta aprendo la strada al rinnovamento. Il compito per il gruppo di coordinamento eletto a Perugia e per tutti i soci fondatori è dunque coniugare   ambizioni e concretezza, in vista del congresso nazionale che entro l’anno preciserà l’assetto definitivo della Federazione.  “Federarsi” vuole dire mettere insieme diverse visioni e diversi punti di vista, nonché le specificità di ognuno: c’è chi si rivolge al campo delle energie rinnovabili, chi fa il “watchdog” contro le minacce alla salute, chi educa   all’ambiente, chi dà voce a nuovi   stili di vita, chi informa sulla green economy, chi fa ricerca, chi forma i comunicatori. Ecco, dall’unione di queste visioni può nascere una visione generale basata   sul denominatore comune di un nuovo paradigma economico e culturale, nel cammino verso una “green society”.

Share this article

Redazione centrale di giornalistiNellerba.it Giornalisti Nell'Erba è realizzato dall'associazione di promozione sociale Il Refuso. Nel tempo ha collezionato tanti riconoscimenti e partnership come ad esempio quelle con ANSA, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Federazione Italia Madia Ambientali FIMA, European Space Agency (ESA), Agenzia Spaziale Italiana, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Lega Navale Italiana, Marina Militare, Università di Roma Tor Vergata. Ha i riconoscimenti della Presidenza della Repubblica, del Ministero dell'Ambiente e tante altre istituzioni.

Facebook Comments

Post a comment