Gli errori e le incertezze che si celano dietro i servizi. Tutto quello che non avreste mai dovuto vedere, da ExpoMilano2015 (fino a fine luglio 2015).
Servizio di Sara Leone per Giornalisti Nell’Erba

Cosa accade dietro le quinte delle interviste di #gNeLab? Se ci si trova ad Expo2015 da soli, armati di tablet cavalletto e microfono, la vita non è tanto semplice. Tantissimi gli eventi da seguire, persone interessanti da intervistare, l’adrenalina della voglia di fare che ti assale (e talvolta anche qualche visitatore sbadato), insomma, è un correre infinito. Allora abbiamo pensato di raccontarvi la prima top list del backstage degli inviati gNeLab di Giornalisti Nell’Erba ad Expo Milano 2015.

1. Difficile “sostenibilità”

Ci sono intervistati d’eccezione, famosi in tutto il mondo, conosciutissimi per la loro partecipazione a programmi tv, che non puoi certo lasciarti scappare. Uno di questi è Joe Bastianich, il critico gastronomico giudice di Masterchef Italia e Masterchef USA. L’argomento principale dell’intervista: la sostenibilità. L’unica parola italiana che Bastianich non riusciva proprio ad articolare: sostenibilità, ovviamente. “Con il suo accento americano, non riusciva proprio a pronunciarla – dice Martina Cavallaro, seconda inviata #gNeLab – alla fine le parti in cui diceva sostenibilità le ho dovute tagliare”! Ma pur di intervistarlo, qualsiasi cosa!

2. L’intervista in toilette

Non sempre, anzi quasi mai, le personalità individuate per le interviste sono facili da fermare. E quando la tua preda è Vandana Shiva, costantemente circondata da bodyguard che le aprono la strada tra la folla, il pensiero che non abbandona è “lasciare ogni speranza”. E’ capitato proprio alla sottoscritta, e dopo un’intera giornata di inutili inseguimenti, quando ormai la speranza era perduta, vado a seguire, ormai rassegnata una conferenza solo come ascoltatrice. E chi scorgo nel pubblico? Proprio Vandana Shiva, ma penso “Anche stavolta non me la lasceranno avvicinare”. Ma ad un certo punto, vedo che l’attivista si allontana da sola dalla sala conferenze, senza nessuno a seguirla. La lampadina si accende, scatto da velocista, la rincorro pensando “Per stare da sola, secondo me sta andando al bagno”! Svolta l’angolo, la perdo di vista, mi affaccio e vedo ciò che in quel momento mi sembrava proprio l’immagine più bella del mondo: la porta del bagno! La preda a quel punto non aveva scampo: aspetto Vandana Shiva fuori dalla toilette, e finalmente riesco ad intervistarla! Ecco il risultato.

3. Il cavalletto smarrito

Correre da una parte all’altra a volte gioca brutti scherzi, e può capitare che nel momento in cui ti siedi per magiare qualcosa al volo, ti rendi conto che ti manca qualcosa. “E non è qualcosa di filosofico o esistenziale, no no – ci racconta Matteo Isidori, quarto inviato #gNeLab (che tra le varie cose ha perso ben 3 chili durante la sua “missione” a Expo) – È proprio un pezzo dell’attrezzatura che ti viene data in concessione: il cavalletto… Il direttore questa volta mi uccide”! Così inizia la corsa disperata verso il Media Centre, dove pensi di averlo lasciato, e non lo trovi. “Se lo sono rubato, sono fritto”. E invece no, dei volontari ti comunicano che è stato portato dalla polizia al deposito oggetti smarriti. Era la sua giornata fortunata evidentemente, e il direttore lo sta scoprendo soltanto ora!

Per concludere, mi immolo: un breve video con alcuni MIEI errori negli stand up. Siate clementi! 😉

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Sono laureata in Scienze della Comunicazione ed iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Lazio, sezione pubblicisti. Ho studiato Fisica per tre anni, ma ho deciso di reinventarmi per seguire la mia strada. Raccontare, comunicare, rendere partecipi tutti di quello che succede nel mondo, senza pregiudizi, solo con passione. Perché è l’informazione l’arma più grande che abbiamo a nostra disposizione.

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