Presentato alla Camera il 22 novembre il volume “Storia del Diritto Ambientale” (Primiceri Editore 2018) di Tullio Berlenghi.

A parlarne bene c’erano il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il Capo Legislativo del MATTM Amedeo Speranza, il giornalista Marco Gisotti, il segretario all’Ufficio Presidenza Montecitorio e Membro della Commissione Ambientale Federica Daga e, ovviamente, il Capo Segreteria Tecnica del MATTM Tullio Berlenghi, l’autore del libro, giurista ambientale.

Tullio Berlenghi, che il ministro Sergio Costa ha voluto al suo fianco come capo della segreteria tecnica al Ministero dell’Ambiente, ripercorre i passi giuridici che hanno segnato la storia della tutela ambientale, una storia che parte da lontano, dalle primissime organizzazioni sociali al codice di Hammurabi, ma che per la società post rivoluzione industriale di fatto è – giuridicamente e culturalmente parlando – molto molto recente. Si pensi, ad esempio, che nella prima versione della nostra costituzione la parola Ambiente non compare neppure una volta.

Fino a ieri, era una parola percepita come ostacolo a Economia. Oggi si parla di Sviluppo Sostenibile, ma Berlenghi fa notare che il sostantivo è ancora “sviluppo”, mentre “sostenibile” è per ora solo un aggettivo. L’Economia circolare è storia troppo recente, ma Berlenghi è certamente tra coloro che lavorano sulle norme da scrivere. 

L’autore organizza il suo scritto in modo da poter essere consultato come strumento da addetti ai lavori e allo stesso tempo regala una lingua fluida, morbida e aperta alla lettura di chiunque, quasi fosse un buon romanzo.

Sottolinea in modo chiaro come l’esigenza di tutela ambientale abbia condizionato l’evoluzione del diritto internazionale e come questa necessità, recepita a livello dell’Unione Europea, a sua volta abbia positivamente influenzato quello del nostro paese. Dice che tutto sommato, in quanto a diritto, “non siamo messi poi così male”, considerando i pochi anni passati da quando se n’è davvero sentita la necessità.

“Il libro che mancava”, secondo l’avvocato Amedeo Speranza, capo ufficio legislativo del Ministero dell’Ambiente.  Un libro che va adottato, “paragrafo per paragrafo”, e che è destinato a crescere di anno in anno, come spiega il giornalista Marco Gisotti, “un po’ come il Signore degli Anelli”.

vedi anche l’intervista al ministro Costa

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giornalista professionista, è direttore responsabile di Giornalisti nell'Erba, referente per la formazione dell'ufficio di presidenza FIMA (Federazione Italiana Media Ambientali) e membro Comitato Scientifico per CNES UNESCO Agenda 2030. Presidente de Il Refuso a.p.s.. In precedenza ha lavorato come giudiziarista per Paese Sera, La Gazzetta e L'Indipendente. Insieme a Gaetano Savatteri ha scritto Premiata ditta servizi segreti (Arbor, 1994). Collabora con La Stampa, per le pagine Tuttogreen.

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