Con questo articolo, il nostro giornale inaugura una rubrica dedicata a Educazione e Didattica con Metodo gNe, condotta dalla giornalista e insegnante Ilaria Romano e che raccoglierà contributi di docenti ed esperti. 

Incendi in Australia, immagine realizzata da Anthony Hearsey

L’immagine realizzata da Anthony Hearsey che è diventata virale sul web

Alzi la mano chi ha visto l’immagine degli incendi in Australia che è stata diffusa ultimamente. Alzi la mano chi ha pensato “sta bruciando tutto”. Alzi la mano chi si è chiesto come hanno fatto a fotografare tutti quei fuochi. Alzi la mano chi ha pensato che l’immagine fosse da verificare. Alzi la mano chi ha pensato “devo verificare” ma poi non ha avuto il tempo di farlo. Chi di voi ha cercato di saperne di più? Inizierà così la mia lezione, domani in terza media. Sento grida di giubilo in sottofondo: “professoressa, allora la verifica di comprensione del testo non la facciamo?!” La comprensione – non solo del testo ma delle informazioni in generale – è la competenza indispensabile per orientarci nella giungla comunicativa in cui ci muoviamo, per essere cittadini consapevoli, per prendere decisioni informate e per tanto altro che occorre fare nel mondo d’oggi.

Per l’insegnante giornalista che applica il metodo Giornalisti Nell’Erba, l’immagine sugli incendi in Australia è materiale didattico perfetto e pronto all’uso per elicitare consapevolezza culturale, competenze di cittadinanza globale e di verifica delle notizie attraverso l’uso delle tecnologie e di internet. Il caso ha anche il suo “correttore”, perché è stato chiarito (e ripetuto da vari “sbufalatori”, anche in Italia) che è un errore ritenere l’immagine una fotografia dell’Australia che va a fuoco. Infatti, come ha dichiarato il suo autore, Anthony Hearsey, sul suo account Instagram, la presunta foto dell’Australia che brucia è in realtà una visualizzazione 3D di dati NASA provenienti dal FIRMS (Fire Information for Resource Management System), riguardanti gli incendi scoppiati in Australia fra il 5 dicembre 2019 e il 5 gennaio 2020.

Molti utenti di internet hanno giustamente colto il sottotesto di preoccupazione ambientale che l’immagine suscita, però a troppi è sfuggito il fatto che non si trattava di una foto satellitare ma di una modalità di visualizzazione dei dati, tanto espressiva quanto esplicitata dal suo autore. Resta l’allarme per gli incendi, piaga in Australia come in tanti luoghi del mondo. Sono da sviluppare le competenze di indagine, di analisi dell’immagine (“In tempi di social la lettura delle immagini dovrebbe essere materia scolastica”, ha scritto su Facebook il nostro lettore Massimo Viegi), di collegamento logico e interdisciplinare delle informazioni in nostro possesso per ricavare la verità oggettiva dei fatti, o almeno una verità basata sui fatti nel modo più accurato possibile.

Vediamo quindi di fare qualcosa. Ecco come didattizzerei l’immagine degli incendi in Australia in una classe terza di scuola secondaria di primo grado, utilizzando il metodo Giornalisti Nell’Erba. Come si sa, i compiti li fa prima l’insegnante, informandosi in dettaglio (sull’immagine, sul suo autore, sui dati NASA/FIRMS utilizzati per realizzarla, sugli incendi in Australia, su come l’immagine è stata diffusa ed è diventata virale fino ad arrivare a noi…). Ipotizzo due linee di indagine e quindi di discussione: l’evidente tematica ambientale (gli incendi) e la tematica informativa (verifica della notizia e capacità di accesso alle informazioni e ai dati), che per il momento mi sembra prioritaria. Seleziono alcuni articoli, significativi e da fonti autorevoli, sui temi che metterò in luce in classe. Mi pongo per prima le domande che porrò ai miei alunni. Per esempio:

  1. L’immagine è una foto satellitare? Cosa te lo fa pensare? C’è differenza tra questa immagine e una foto dal satellite?
  2. Come sono rappresentati gli incendi nell’immagine? Secondo te stanno avvenendo tutti contemporaneamente? Cosa te lo fa pensare?
  3. Dov’è apparsa per la prima volta l’immagine? Chi l’ha creata? Come si è diffusa? Che strumenti puoi usare per verificarlo? (hint: ne forniamo molti nel libro Il metodo Giornalisti Nell’Erba. Una cassetta degli attrezzi per l’educazione allo sviluppo sostenibile, nel capitolo dedicato a fake news e verifica delle notizie).
  4. Trova il profilo Instagram del creatore dell’immagine: cosa ha spiegato a proposito dell’immagine?
  5. Dopo aver acquisito le informazioni per rispondere alle domande precedenti, puoi spiegare meglio l’immagine e dire cosa rappresenta?
  6. Abbiamo verificato bene la notizia? Leggiamo uno o due articoli sull’argomento (ci si informerà così anche su Australia, climi e ambienti del continente australiano e molto, molto altro)
  7. Che difficoltà hai incontrato nello svolgimento di questa attività? Cosa ti sarebbe utile per smussarle? (Per esempio: per verificare al meglio una notizia occorre avvicinarsi il più possibile alla fonte. In questo caso la fonte è in inglese, e ciò dimostra – anche all’insegnante – che ci sono cose che oggi non si possono non sapere).

Prevedo il materiale di lavoro:

–       l’immagine, idealmente in formato digitale

–       internet e un supporto su cui gli alunni potranno operare.

Al termine dell’attività si produrrà un elaborato giornalistico per comunicare agli altri (resto della scuola, genitori…) quanto appreso. Produrre informazione è il modo migliore per verificare se nella nostra testa la notizia è chiara.

Già così c’è materiale per un’esercitazione/attività/verifica complessa, coinvolgente, transdisciplinare (si spazia dall’inglese alla geografia alla digital literacy, all’arte, all’italiano, per elencare solo i collegamenti più immediati con altre discipline). L’insegnante che voglia fare educazione allo sviluppo sostenibile di valore non può fare a meno di inquadrare il complesso delle tematiche alla luce degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS o SDGS) dell’Agenda 2030 ONU. L’attività può poi aprire infiniti altri sviluppi e collegamenti che ogni docente saprà declinare secondo attitudini, interessi, contesto didattico.

Se la tecnologia non dovesse assisterci in classe o a scuola (o se, come me, volete dare un’altra piega all’attività per sorprendere i vostri alunni che probabilmente leggono questo giornale 😉 ), ricordiamoci che gli studenti sicuramente hanno un telefonino: possiamo quindi assegnare la verifica della notizia come compito a casa, dopo avere sperimentato in classe la potenza degli strumenti digitali di verifica (che conosciamo tramite l’ebook Il metodo Giornalisti Nell’Erba). E se gli alunni lavoreranno con l’aiuto dei genitori, come accade, per questa volta meglio così: gli adulti si formeranno in verifica delle notizie insieme ai ragazzi. Anche questo fa parte del metodo gNe.

Ilaria Romano è insegnante di lettere nella scuola statale secondaria di primo grado e giornalista. Insieme a Giuditta Iantaffi coordina la Rete nazionale Docenti Giornalisti Nell’Erba e ha scritto l’ebook Il metodo Giornalisti Nell’Erba. Una cassetta degli attrezzi per l’educazione allo sviluppo sostenibile, Il Refuso, 2019. Su Instagram è @laprofromano.

 

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