20161115_091227

Marrakech, COP22 – “È la mia ultima COP“.
Sembra quasi rammaricato nel dirlo, il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-Moon che sarà succeduto all’inizio del prossimo anno dal portoghese Antonio Gutierres.
Intervenuto in conferenza stampa insieme a Patricia Espinosa (Segretario Esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici, UNFCCC), Ban Ki-Moon ha dato il via all’arrivo dei capi di Stato oggi attesi qui a Marrakech.
Ha ricordato come durante i suoi lunghi viaggi intorno al mondo abbia verificato di persona gli impatti generati dall’innalzamento della temperatura “il cambiamento climatico è ora, sta avvenendo“.
Si è soffermato soprattutto su una parola “unità”, fondamentale per rimanere all’interno dei 2°C, obiettivo stabilito nell’Accordo di Parigi dello scorso dicembre.
COP 22 è la prima occasione per gli Stati di iniziare i lavori che renderanno più ambiziosa la struttura del Paris Agreement, rivedere gli impegni di riduzione è decisivo perché “non abbiamo un altro pianeta, non c’è un piano B” ricorda Ban Ki-Moon.
Non sono mancate  parole sui padroni di casa: il Marocco “è un esempio da seguire per i Paesi africani, è democratico e sostiene lo sviluppo sostenibile attraverso le sue politiche“. L’ambizione è senz’altro un termine che si addice al Marocco: infatti, il Re Muhammad VI, poco prima del summit, ha dichiarato di puntare al 52% di energia rinnovabile entro il 2030.
Ma si è parlato anche di attualità e ovviamente, per Ban Ki-Moon, non poteva mancare la più prevedibile delle domande, il tormentone che si sente ripetere nei lunghi viali e nei padiglioni qui a Marrakech: Trump rappresenta un ostacolo per la transizione energetica in atto e le politiche di contrasto al climate change? (video)

[], [], []

Facebook Comments

Post a comment

sette + sette =