Cani col pelo blu. Un blu intenso, omogeneo che li ricopre dalle orecchie alla coda. Hanno cominciato a scodinzolare per le strade di Taloja, periferia di Mumbai, alcuni con aria decisamente affaticata. Non potevano di certo passare inosservati: gli abitanti della zona hanno cominciato a fotografarli e filmarli e una volta che le riprese sono finite sui social network hanno fatto il giro del mondo. The National Geographic, il The Guardian, tutti parlano di loro. Testate locali indiane e internazionali stanno cercando di fare luce su questo preoccupante fatto.

“È sconvolgente vedere passeggiare cani che erano bianchi e ora sono blu – ha commentato Arati Chauhan, responsabile del Navi Mumbai Animal Protection Cell– ci siamo preoccupati sia per la salute dei cani ma anche per la salute dei cittadini, così abbiamo chiesto al Pollution Control Board (organo del Ministero dell’Ambiente indiano) un sopralluogo tra le varie industrie”.

Che cosa si sospetta? Neanche a dirlo: un caso d’inquinamento del territorio. Taloja è una periferia industriale: si contano un migliaio di fabbriche relative al settore farmaceutico, alimentare e ingegneristico. In molte scaricano rifiuti nel fiume Kasadi. Quasi mai c’è un adeguato sistema di depurazione delle acque.

Per misurare lo stato di salute del Kasadi è stato calcolato il BOD (Biochemical Oxigen demand), vale a dire la domanda di ossigeno richiesta per sostenere la vita acquatica. È stato registrato un valore di 80 mg/l. Per fare un confronto, sopra i 6 mg/l i pesci muoiono e sopra i 3 mg/l l’acqua non è potabile per l’uomo. Un fiume non inquinato ha valori minori di 1 mg/l.

Tra i principali indiziati c’è una fabbrica di detergenti che utilizza coloranti blu. È stata aperta un’indagine. La fabbrica è sotto sequestro. La polizia non ha voluto diffondere il nome.  L’ipotesi è che gli sfortunati cani si siano tinti mentre facevano il bagno, rinfrescandosi tra le acque sporche attorno allo stabilimento.

Il fiume deve rimanere pulito perché è una risorsa per diverse comunità locali di pescatori, ma l’inquinamento sembra avere la meglio, anche perché è molto difficile abbattere il muro di silenzio eretto dai tantissimi operai, circa 76.000, che lavorano nell’area.

I cani randagi in India sono tantissimi: 30 milioni. Convivono con il tessuto urbano, fanno gli spazzini dei tanti rifiuti ai margini delle città, delle campagne, degli slum. Sono ben accetti, ma non si può dire che non costituiscano un problema, per questo il governo negli ultimi tempi sta affrontando il randagismo anche per porre fine alla trasmissione di malattie come la rabbia.

“Con adeguati lavaggi i cani ritornano bianchi – dichiarano i veterinari che collaborano con il Navi Mumbai Animal Protection Cell – sono pigmenti a base di acqua, non sembrano esserci gravi problemi di salute“. Ma altre testimonianze raccontano di aver visto i cani grattarsi o dagli occhi irritati e c’è chi sostiene che alcuni abbiano avuto problemi intestinali.

Per sapere la verità sugli effetti della tintura blu sono stati prelevati dei campioni di pelle, non resta che attendere gli esami di tossicità e il dossier ufficiale che fornirà nelle prossime settimane il ministero dell’Ambiente.

Di cani blu ne sono stati contati una decina ma pare sia una sottostima considerando l’entità dell’area inquinata e il numero di randagi della zona. Intanto per prevenire che altri cani si colorino, intorno alla fabbrica indagata sono state aggiustate le recinzioni che in più punti mostravano ampi buchi.

 

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Corrispondente dalla sua terra ligure. Approda a Giornalisti nell'erba dopo l'esperienza elettrizzante di inviato in "Expo Milano 2015". È laureato magistrale in Biologia a Milano. Gruppo sanguigno: giornalista ambientale e scientifico, ma ha scritto per diverse testate dalla cronaca, alla politica fino al settore ho.re.ca. Ama la natura sotto il pelo dell'acqua, con maschera e pinne, ma anche dall'alto, ottimo sul dorso di un cavallo. La comunicazione è l'ingrediente delle sue giornate. Collabora con Acquario di Genova (ha un passato da Whale watcher). Colazione rigorosamente focaccia e cappuccino. Aperitivo, spritz o Mohito. Appassionato di arte (debole per Caravaggio), bioetica, lettura e feste in spiaggia in buona compagnia. Contatto: g.vallarino@giornalistinellerba.it

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