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(dal nostro inviato) – Induno Olona – Tutti sanno che è molto più ecologico bere una bibita alla spina rispetto a quelle in bottiglia. I motivi sono semplici: meno imballaggio (dunque meno rifiuti) e meno ingombro, così durante la distribuzione viene trasportato più prodotto con meno peso riducendo l’inquinamento su strada.  Rispetto alle bevande di nuova generazione, la birra si beve tradizionalmente in boccali e dunque già si prospetta di per sé come la bevanda più sostenibile. Negli ultimi tempi però si è fatto un passo in più, segno che anche le cose buone possono sempre essere migliorate. Lo scorso anno la Carlsberg ha fatto uscire sul mercato un nuovo tipo di spillatore che non utilizza anidride carbonica ma la semplice pressione per far uscire la birra dal fusto, evitando il rilascio nell’atmosfera di una quantità di CO2 equivalente a quella “respirata” in un anno da un bosco grande quanto 500 campi da calcio, pur permettendo alla birra di mantenere il suo sapore originario e conservarsi per più tempo. L’utilizzo dei fusti in PET inoltre rende i fusti ancora più leggeri e facili da trasportare, oltre che da riciclare. La scommessa del drink different è subito stata accettata dai baristi, e adesso il draughtmaster si può trovare in quasi tutti i bar e i pub della Lombardia e in moltissimi italiani. Lo scorso settembre nel birrificio di Induno Olona (VA) è stato presentato il primo bilancio di sostenibilità dello stabilimento italiano dell’azienda in cui sono stati mostrati i risultati ottenuti da questa politica.

<Stavamo cercando il modo di migliorare la qualità del prodotto e ci siamo accorti che qualità e sostenibilità andavano di pari passo: la sostenibilità è per noi solo un dovere etico ma anche un valore aggiunto alla nostra birra>, spiega Alberto Frausin, amministratore delegato della Carlsberg Italia, smentendo coloro che ancora ritengono semplicemente un maggior costo i finanziamenti destinati alle innovazioni ecologiche e necessari solo a fini di immagine. <Il 96% dei materiali usati nel processo vengono infatti riciclati: dall’acqua usata per raffreddare gli impianti, ai fusti in PET vuoti che recuperiamo dai nostri clienti. In questo modo siamo diventati un modello di comportamento per le altre aziende Carlsberg all’estero e le nostre innovazioni diventeranno la base di lavoro negli altri stabilimenti in tutta Europa. La crisi sta cambiando i comportamenti e i consumi delle persone: è questo il momento di fare innovazione. Quelli della sostenibilità e dell’ecologia sono i temi su cui ci giocheremo la competitività nei prossimi anni; bisogna quindi fare quelle che in questo momento sembrano scelte coraggiose ma che saranno vincenti sul lungo periodo>>. I dati sono molto positivi: -20% di energia utilizzata, -29% di CO2 dispersa nell’atmosfera, un risparmio del 28% di acqua.

Presente alla presentazione del bilancio anche Anna Lidia Pansini, rappresentante del Ministero dell’Ambiente, che si sta battendo per portare nelle aziende italiane la cultura della sostenibilità e  ha espresso un parere positivo sulle novità introdotte dal birrificio italiano. Carlsberg Italia è tra le aziende, ancora poche, soprattutto tra le grandi, che hanno aderito al programma nazionale di valutazione dell’impatto ambientale

<Per permettere anche alle aziende di migliorarsi c’è bisogno però che l’intero sistema Paese sostenga l’innovazione ambientale>, spiega nel suo intervento Fabio Iraldo, professore di  sustainable management and Energy all’università Bocconi di Milano (e tutor di gNe). Potenziando la raccolta differenziata, incentivando i comportamenti eco-compatibili e potenziando le energie alternative, molte altre aziende in tutta Italia sarebbero spronate a seguire la via della sostenibilità e solo allora si potrà veramente parlare di una economy veramente green.  Sempre Iraldo mette infatti in guardia sul fenomeno del greenwashing, argomento del quale si era parlato anche a #gNe2013 al panel “Si fa presto a dire greeen” lo scorso maggio: <Si deve perciò fidare di quello che comunicano le aziende o affidarsi al controllo di enti terzi, come Legambiente o associazioni di consumatori no-profit, che eseguano per lui dei controlli approfonditi sulla veridicità dei dati. Per questo sono così importanti le certificazioni>>. Il Ministero dell’Ambiente, Pensini in primis, sta attuando proprio in questo periodo una task force, insieme alle aziende che hanno aderito al programma, per la raccolta dati e per mettere a punto un protocollo di valutazione dell’impatto ambientale così da poter rilasciare a tutte le aziende che lo richiedono un certificato di sostenibilità serio e affidabile. Per il momento la cosa è del tutto volontaria e solo poche imprese hanno deciso di aderire al progetto, alcune delle quali si sono ritirate in corso d’opera per l’oggettiva difficoltà di raccogliere dati, come quelli sulle emissioni o sul riciclaggio, che devono essere costantemente monitorati. La strada imboccata però è quella giusta: avere un unico ente che stabilisca criteri di valutazione ambientale validi per tutti -soprattutto se si tratta di un ministero dello Stato- non può che essere un passo avanti per l’intera economia del Paese. L’auspicio dunque è quello che questa certificazione possa presto diventare obbligatoria.

Martina Cavallaro


Qui sotto, il comunicato stampa di Carlsberg Italia in occasione della presentazione del bilancio di sostenibilità a settembre 2013.

Induno Olona (VA), 10 settembre 2013 – In un momento critico per l’economia nazionale, può l’innovazione tecnologica sostenibile attrarre investimenti e mobilitare le risorse presenti sul territorio in un circolo virtuoso che genera nuove opportunità di sviluppo in armonia con l’ambiente e le persone? Una risposta positiva a questo interrogativo emerge dalle pagine di “SustainaBEERity – i nostri risultati, l’impegno di tutti”, il Bilancio di Sostenibilità 2012 di Carlsberg Italia presentato oggi nella storica sede di Induno Olona (VA) durante una tavola rotonda moderata da Luigi Rubinelli alla presenza di un parterre d’eccezione: Alberto Frausin, Amministratore Delegato di Carlsberg Italia, Vittorio Gandini, Direttore dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, Fabio Iraldo, Direttore di ricerca IEFE – Università Bocconi, Annalidia Pansini, Esperto Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l’Energia e Fabio Renzi, Segretario Generale di Symbola.
Redatto secondo gli standard internazionali GRI e AA1000 (che pone al centro del processo di rendicontazione il coinvolgimento degli stakeholder) e certificato da parte di LRQA (LLoyd’s Register Quality Assurance), il Bilancio di Sostenibilità 2012 di Carlsberg Italia è disponibile in formato digitale sul sito aziendale www.carlsbergitalia.it per la consultazione e il download. In buona sostanza, il documento assolve egregiamente a una duplice funzione: restituire un profilo accurato della filiale italiana del Gruppo Carlsberg Breweries A/S, quarto produttore mondiale di birra, e fornire tutti gli indicatori utili a valutare le performance dell’Azienda nel 2012 sotto i profili della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Sostenibilità ambientale
Dal primo punto di vista, ciò che balza immediatamente all’occhio nel Bilancio di Sostenibilità 2012 è la peculiare connotazione glocal di Carlsberg Italia, ovverosia il suo essere senza soluzione di continuità espressione del Gruppo internazionale cui appartiene, di cui condivide policy, comportamenti e linee guida, e realtà d’impresa attiva e profondamente integrata nel tessuto del territorio in cui è insediata.

Non si tratta di un dettaglio ininfluente, poiché la cultura aziendale del Gruppo Carlsberg, improntata all’innovazione, alla tensione all’eccellenza qualitativa e al senso di responsabilità per l’impatto delle proprie attività sull’ambiente e le persone, si è tradotta nel rilancio e nel costante aggiornamento tecnologico degli impianti dello storico Birrificio Angelo Poretti, attivo da ormai 140 anni a Induno Olona, che oggi produce oltre 1 milione di ettolitri di birra annui ed è certificato secondo gli standard internazionali ISO 9001, ISO 14001, HACCP e – dal 2013 – ISO 50001.
Ancora più significativo della connessione tra respiro internazionale e radicamento locale è il progetto DraughtMasterTM Modular 20, l’innovazione di prodotto e di processo che sta rivoluzionando la distribuzione e la spillatura della birra. Nato da un’idea internazionale, il sistema di spillatura che elimina l’aggiunta di anidride carbonica e rimpiazza i tradizionali fusti in acciaio con fusti in PET riciclabile, garantendo vantaggi rilevanti per il consumatore finale (migliore qualità della birra), per gli operatori del settore Ho.re.ca (maggior semplicità di gestione, pulizia e risparmi economici) e per l’ambiente (minore impatto in termini di consumi di risorse e inquinamento), è stato sviluppato in Italia ed è divenuto vincente grazie soprattutto al coinvolgimento e al contributo di competenze di fornitori partner italiani. All’interno del Gruppo, Carlsberg Italia è oggi centro d’eccellenza per la tecnologia in PET, rappresentando il punto da cui la tecnologia, la formazione e il know-how si diffondono in Europa e nel mondo.
DraughtMasterTM Modular 20, perciò, dimostra come l’impulso internazionale possa attirare investimenti e attivare risorse presenti sul territorio in un “gioco di squadra” che crea innovazione e sviluppo nel nostro Paese.
I benefici ambientali del nuovo sistema di distribuzione e spillatura, per il quale Carlsberg Italia è stata insignita nel corso del 2012 di prestigiosi riconoscimenti quali il Premio dei Premi, il Premio Imprese per l’Innovazione e il Premio Innovazione Amica dell’Ambiente, emergono dal confronto tra le prestazioni dei fusti in PET con fusti in acciaio e bottiglie in vetro.

Unità di Misura

FUSTI M20

FUSTI ACCIAIO

VAR. % M20 vs. ACCIAIO

BOTTIGLIE VETRO

VAR. % M20 vs. VETRO

Consumi idrici

l

868,91

1.206,67

-27,99%

1.111,49

– 21,83%

Consumi energetici

MJ

1.971,39

2.460,07

-19,86%

3.342,49

– 41,02%

Potenziale di riscaldamento globale

Kg CO2 eq.

104,61

146,46

-28,58%

205,54

– 49,11%

Totale rifiuti

kg

5,09

6,28

-18,92%

35,49

– 85,66%

Totale rifiuti pericolosi

kg

0,19

0,34

-45,99%

0,33

– 43,51%

D’altra parte, la sezione di SustainaBEERity  i nostri risultati, limpegno di tutti dedicata alla sostenibilità ambientale conferma la leadership di settore di Carlsberg Italia, basata su innovazione, qualità e approccio responsabile alle risorse naturali.
Carlsberg Italia, infatti, è il primo tra i produttori di birra a livello mondiale ad aver conseguito, nel 2011, la Certificazione EPD – Environmental Product Declaration (Dichiarazione Ambientale di Prodotto, consultabile al sito www.environdec.com) per cinque dei principali marchi prodotti e commercializzati (Carlsberg, Tuborg, Birrificio Angelo Poretti Chiara Originale e Birrificio Angelo Poretti Bock – Chiara e Rossa). La certificazione, di valenza internazionale, consente di valutare la sostenibilità ambientale del prodotto in tutti i formati commercializzati dall’Azienda tenendo conto dellimpatto di ognuna delle fasi del suo ciclo di vita (analizzate secondo la metodologia scientifica LCA – Life Cycle Assessment), dalla coltivazione delle materie prime fino allo smaltimento del prodotto stesso. Ad ottobre 2012, inoltre, Carlsberg Italia ha firmato un accordo volontario con il Ministero dellAmbiente – il primo di questo genere nel settore della produzione e distribuzione della birra – per definire uno standard di misurazione delle performance ambientali attraverso lanalisi dellimpronta ambientale generata dal ciclo di vita dei prodotti realizzati allinterno dello stabilimento di Induno Olona.
Nel 2012, Carlsberg Italia ha superato, nella maggior parte degli indicatori dimpatto ambientale, i target di miglioramento fissati per l’anno dal Gruppo Carlsberg facendo segnare risultati positivi in tutti i principali indicatori, ovverosia i consumi di metano, elettricità e acqua, oltre alla produzione di rifiuti e alla quota di rifiuti avviata al riciclo (98,5%).
Dallanalisi dei volumi di birra venduti nel 2012 emerge che le bottiglie in vetro rimangono il materiale principalmente utilizzato (65%), ma si evidenzia la significativa crescita dei volumi venduti tramite fusti in PET (tecnologia DraughtMaster), quasi raddoppiata, che guadagnano quota rispetto ai fusti in acciaio e lattine. Cosa vuol dire in concreto? Un risparmio di 3.575.756 kg di CO2, il corrispondente una superficie coltivata ad alberi pari a 486 campi da calcio, oppure 125.245 viaggi in treno Milano-Roma.

Sostenibilità sociale
Altrettanto corposa è la sezione del Bilancio di Sostenibilità 2012 che tratta della sostenibilità sociale, a testimonianza dell’impegno di Carlsberg Italia nel creare e consolidare relazioni trasparenti, stabili e costruttive con tutti i suoi interlocutori: dai dipendenti e collaboratori ai partner e clienti, dalle comunità locali e le realtà associative attive sul territorio ai consumatori, secondo una coerente strategia di Corporate Social Responsability.
In evidenza, tra i dati riportati nel documento di rendicontazione, la riduzione del 62% negli infortuni sul lavoro, dovuta principalmente al significativo impegno profuso dallazienda in ambito di prevenzione e protezione, attraverso costanti attività di formazione, informazione e addestramento del personale. Inoltre, l’Azienda ha avviato un processo di gestione dei rischi legati alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, con lobiettivo di certificare il proprio sistema secondo lo standard OHSAS 18001 entro il 2014.
Carlsberg Italia, inoltre, sostiene il dialogo con il personale anche attraverso iniziative ed eventi che promuovono la condivisione della cultura aziendale e il senso di appartenenza. Ad esempio, uniniziativa particolarmente significativa del 2012 è stata ladesione alle Giornate di Primavera del FAI – Fondo Ambiente Italiano, in occasione delle quali lazienda ha realizzato unapertura straordinaria dello stabilimento di Induno Olona, accogliendo circa 5.000 visitatori in visita allo storico Birrificio Poretti.

Allo stesso tempo, Carlsberg Italia ha avviato e consolidato una serie di partnership strategiche con Aziende allavanguardia quali Electrolux, Ecolab, Petainer, RPC e Vinservice nellambito dello sviluppo del sistema DraughtMaster. Inoltre ha allattivo collaborazioni sviluppate con enti accademici e scientifici come UNISIG – Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, IEFE – Istituto di Economia e Politica dellEnergia e dellAmbiente e ALMA  Scuola Internazionale di Cucina ai quali si aggiungono realtà quali Banco Alimentare.

Sostenibilità economica
Per quanto riguarda, infine, la sostenibilità economica, il Bilancio di Sostenibilità 2012 evidenzia il contributo delle attività di Carlsberg Italia in termini di ricchezza trasferita nel circuito economico del territorio.
Malgrado il mercato birrario nel 2012 si sia presentato sostanzialmente stagnante rispetto al 2011, con un calo dei consumi alimentari pari a 2,5/3 punti percentuali (Fonte: Assobirra) e una penalizzazione delle vendite concentratasi nel canale Ho.re.ca, il Valore Aggiunto globale lordo, rappresentativo della ricchezza creata da Carlsberg Italia a favore dei diversi stakeholder (dipendenti e collaboratori, Pubblica Amministrazione, Finanziatori, Azionisti, ecc.) è ammontato a 26,3 milioni di Euro.
Sebbene il risultato dellesercizio 2012 sia stato negativo, la quota del Valore Aggiunto Globale andata a favore della collettività dopo la remunerazione del personale dipendente, della pubblica amministrazione e del capitale di credito è raddoppiata in valore assoluto rispetto al 2011, dimostrando così un progressivo aumento dellattenzione e del coinvolgimento dell’Azienda sul territorio.

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