La grande fotografia scattata da una polaroid: Carl Brave X Franco126 tornano nella loro Roma e firmano l’ennesimo successo sempre in due. Un pubblico, per lo più giovane, si scatena a  ritmo delle loro canzoni e li accompagna cantando anche i pezzi più romantici dove li illumina solo con l’ondeggiare di accendini e delle torce dei cellulari, come richiesto dai due artisti.

All’ ippodromo delle Capannelle anche la dodicesima data di RockinRoma porta soddisfazioni agli organizzatori e sottolinea l’ennesima scelta apprezzata dal pubblico. Del resto con una lineup composta da venti artisti, tra star internazionali come Macklemore, artisti italiani come Fabri Fibra e Caparezza e nuove star del panorama musicale come Coez ed, appunto, il duo romano, sembra  facile mettere d’accordo tutti.

Per Carlo Luigi Coraggio e Federico Bertolini, veri nomi dei due cantanti, è la seconda tappa del loro tour estivo dopo quella di Perugia alla manifestazione “l’Umbria che spacca”. La ripresa dopo il tour invernale nei club capace di fare sold out ovunque aggiunge alcune canzoni di “Notti brave”, l’album da solista di Carlo, a quelle del loro album “Polaroid”.

Il concerto mostra perfettamente come le fotografie scattate nelle loro canzoni siano ormai diventate scene di vita quotidiana per tutti gli italiani. Mancheranno nelle varie città villa Pamphili, le sciarpe della Roma ed il Tevere che pare l’oceano, ma il pubblico, proveniente da varie parti d’Italia, mostra partecipando attivamente al concerto come senta quelle canzoni sulle sua pelle.

Proprio questa è la forza della prima parte del concerto: versi brevi, linguaggio quasi colloquiale e con molte influenze del romanesco popolare,  grafiche proiettate sugli schermi del palco, semplici ma curate e rappresentative delle canzoni.  Scorrono  così veloci come stornelli di musica leggera le canzoni da “Solo guai” a  “Medusa”, passando per “Cheregazzina”, “Lucky Strike”, “Polaroid”, “Tararì Tararà” e  “Perfavore” rimanendo impresse come scatti di palco nella mente del pubblico. Scatti che poi si trasformano da un dialogo tra gli artisti ad una grande festa ricca di ospiti. Infatti dopo “Fotografia”, alla quale è stata tagliata per l’occasione la grande parte di Fabri Fibra, e che sul palco non ha potuto mostrare il featuring con il rapper né quello con Francesca Michelin, sono iniziati ad entrare i scena i vari artisti di “Notti Brave”. L’album di Carl Brave  si candida a diventare almeno l’album dell’estate, come “Polaroid” è stato nominato l’album dell’anno 2017 dalla rivista Rolling Stones Italia.

Frah Quintale entra a sorpresa solo nel ritornello di Chapeau, Giorgio Poi, tornato da poco dall’apertura del concerto dei Phoenix negli Stati Uniti, chiude la prima parentesi di Carl da solista sulle note di “Camel Blue”. In alcune parentesi di Carl si uniscono alla festa Emis Killa, con una coloratissima camicia piena di lettere, con  “Bretelle”, e Coez, che aveva fatto un concerto sullo stesso palco pochi giorni prima, sulle note di “Parco Gondar”. L’artista di Nocera si ferma anche per  “Barceloneta”, un brano amatissimo dai fan del duo, unendosi sia a Carlo che a Franco, cosi’ come faranno successivamente Federica Abbate  in “La cuenta” e Noyz Narcos con “Borotalco”, in cui questa volta sono i due artisti a fare il featuring. L’apprezzamento del rapper romano probabilmente è il più grande segno del successo di quella serata: “Fate n’applauso a ‘sti mostri. Sta città è importante e c’è bisogno che qualcuno la porti in alto sempre”, grida uscendo. Nella parte dove a cantare è solo Franco126, il cui album da solista uscirà a breve, salgono sul palco i membri della Love Gang, Ketama e Pretty Solero, per cantare “Non è un gioco” e “Misentomale”.

Per finire il concerto il duo si esibisce nei suoi pezzi forse più famosi e più rappresentativi. “Enjoy” , “Sempre in due” e “Pellaria”, lasciata cantare dal pubblico e resa più veloce nelle ripetizioni finali del ritornello, spiegano benissimo cosa vuol dire essere romani ed essere nella loro semplicità Carlo Coraggio e Federico Bertolini.

La prova di Roma può dirsi superata. Per i prossimi tour servirà forse qualcosa di più spettacolare. O forse no, forse è proprio la stessa semplicità che mostrano nelle canzoni, lo stile che si vuole portare appositamente nel palco, a renderli vincenti. Chapeau!

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