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Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico

Sta suscitando non poche polemiche la SEN, la Strategia Energetica Nazionale, che il governo presenterà durante il G7 energia in programma nel mese di aprile a Roma. Sembra che il governo, infatti, abbia scelto di affidarsi ad una società di consulenza privata estera, il Boston Consulting Group, per la stesura del nuovo piano energetico nazionale. Ma andiamo per ordine.

Il Fatto Quotidiano nei giorni scorsi fa filtrare la notizia che il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, avrebbe (il condizionale è d’obbligo, nonostante non sia ancora arrivata alcuna smentita) chiesto l’aiuto della società di consulenza BCG per la nuova SEN. L’articolo sottolinea anche un possibile caso di conflitto di interessi: il capo della segreteria tecnica di Calenda, Francesco Cuccia, proviene proprio dal Boston Consulting Group. Il costo della consulenza? Tutto a carico di Terna e Snam, due società dello Stato strettamente legate ai futuri piani energetici nazionali.
Se tutto questo fosse confermato, ci sarebbe da porsi (almeno) una domanda. Come mai il Ministero decide di dare l’incarico ad una società privata e per di più straniera invece di avvalersi delle competenze di enti pubblici italiani come, ad esempio, ENEA (l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile) per l’aggiornamento della Strategia Energetica Nazionale?
L’ENEA è un istituto di ricerca all’avanguardia, possiede i migliori dati climatici del mediterraneo ed è stata in passato coinvolta dal governo per la stesura di report sugli impegni nazionali energetici e per le politiche climatiche e sta già lavorando sulle modifiche e le innovazioni da apportare al sistema energetico nazionale per rientrare negli obiettivi italiani al 2030: -33% gas serra rispetto al 1990, +27%di efficienza energetica, +27% di energia rinnovabile. Inoltre è un organo impegnato nel fornire i propri contributi durante le Conferenze sul Clima organizzate dall’ONU e svolge diversi incarichi di rilievo su scala globale. Perché, dunque, non scegliere una società italiana pubblica, con le carte in regole e che conosce bene la situazione energetica nazionale?

La notizia è, poi, andata oltre le pagine dei giornali arrivando fino in parlamento dove il 10 gennaio Gianni Girotto del Movimento 5 Stelle e Giuseppe Civati di Possibile hanno presentato due interrogazioni sull’argomento chiedendo spiegazioni sula veridicità dei fatti al Ministro. Civati nel suo intervento chiede anche di “precisare le motivazioni di suddetta scelta e rendere immediatamente pubblici i criteri e i costi che hanno condotto all’affidamento per l’aggiornamento della Strategia Energetica Nazionale alla Boston Consulting Group”. L’intervento di Girotto è mostrato dal seguente video.

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