Sono polli seguiti e curati, fin dai primissimi pigolii e, dopo aver raggiunto i 28 giorni di età e messo su le piume, vengono lasciati liberi di razzolare e trovare ristoro all’ombra di ulivi e gelsi. Il cibo che ricevono è controllatissimo, ma nessuno gli nega di mangiare vermicelli o frutta di tanto in tanto.

La vita in allevamento

Stiamo parlando dei polli dell’Allevamento Pomario di Contrada Posta Conca, Segezia, in provincia di Foggia. Vittorio e Davide Pomario sono i due allevatori, per loro le giornate iniziano prima del canto del gallo, perché quando i polli si svegliano devono essere già lì, nel capannone, a vigilare che tutto sia sotto controllo. Beverini sempre pieni, mangiatoie funzionanti, la giusta temperatura e la corretta umidità, tutto è monitorato grazie alla strumentazione della struttura. Ogni giorno, cento animali a campione vengono pesati, per controllare siano sempre in benessere e non perdano peso. Nel loro allevamento è possibile trovare solo la varietà pollo campese, una razza a lento accrescimento, curata – quando necessario – per lo più con rimedi naturali. Per garantire il rispetto dei requisiti di allevamento sono coadiuvati da Luigi D’Orsi, il responsabile tecnico di Amadori che li affianca e presta loro consulenza in caso di necessità.

Il benessere dei polli

Perché possano definirsi “campesi”, i polli, durante la crescita, devono seguire pedissequamente numerose regole. All’interno dei capannoni, ci deve essere molto spazio, non possono esserci più di 13 pulcini per metro quadrato. Mentre all’esterno, per ogni animale deve essere garantito almeno un metro quadrato di prato pascolo. Inoltre, una volta trascorso il primo mese di vita, l’alimentazione deve essere costituita per almeno il 70% da cereali. I polli sono definiti “galli” o “galline” una volta raggiunta la maturità sessuale – dopo i primi sei mesi di vita – prima sono solo distinti in maschi e femmine. Nell’Allevamento Pomario sono destinati all’alimentazione al sesto mese, sono cioè animali che non hanno raggiunto la maturità sessuale. Esistono poi altri allevamenti che trattano galli e galline (ovaiole da consumo o da riproduzione) rispettando requisiti differenti. Per tutti i polli da carne, non solo il campese, da oltre 50 anni non è previsto altro tipo di allevamento se non quello a terra. Discorso diverso è per le galline ovaiole, per le quali sono consentiti altri tipi di allevamento, anche in gabbie purché ampie.

È sicura la carne che mangiamo?

Questo allevamento è certificato antibiotico free, ma in generale gli antibiotici non vengono somministrati se non in caso di necessità, come, ad esempio, in presenza di infezioni (proprio come avviene per gli uomini). In ogni caso, in quegli allevamenti dove ne è consentito l’uso, devono essere rispettati i tempi di sospensione prima della macellazione. Sfatiamo anche un altro mito: è vero che vengono utilizzati ormoni? La somministrazione di ormoni in Italia è vietata da oltre 30 anni. Ma, comunque, non servirebbero: data la relativa giovane età prevista per l’avvio al macello degli avicoli, gli ormoni non avrebbero effetto alcuno.

In Italia si mangia seriamente

Il nostro è un Paese in cui i controlli sulle produzioni alimentari sono numerosi e stringenti. Il consumatore deve imparare a saper scegliere, leggendo le etichette e valutando il rapporto qualità/prezzo di ogni prodotto. Se si hanno dubbi, meglio utilizzare i social network per chiedere direttamente alle case di produzione che sono tenute a rispondere in trasparenza ai consumatori, oppure fate come la redazione di Parola Nostra dell’IC di Bovino (FG) e andate a vedere con i vostri occhi come vengono trattati gli animali.

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