Esistono gli alieni? Sono già venuti a contatto con la nostra civiltà? Quanto i segni zodiacali influenzano la nostra vita?
L’uomo è sempre rimasto affascinato dalla luna, dai pianeti e dalle stelle, da tutto quello che stava sopra la sua testa, nel buio del cielo, nel misterioso e lontano spazio. I primi popoli navigatori seguivano le stelle per orientarsi e raccontavano miti e leggende riguardo ad ogni astro celeste.
Oggi, invece, gli uomini si spingono oltre con il pensiero immaginando contatti con altre popolazioni e vedendo i corpi celesti come un punto di approdo e non più solo come una bellezza da narrare.
Manlio Suvieri, un astrofilo dell’associazione umbra Paolo Maffei, ha passato la vita a curare la sua passione, fino a renderla quasi un lavoro effettivo. Da anni studia il cielo e lo illustra alla gente con l’uso di telescopi, puntatori laser e della sua voce, insegnando ai bambini “La bellezza dell’osservare il cielo. Purtroppo oggi troppo contaminato dall’inquinamento luminoso delle città” e facendo ricordare agli adulti “Quanto siamo piccoli ed insignificanti in rapporto all’intero universo”.
Proprio durante una serata dedicata all’osservazione, abbiamo iniziato una conversazione. Si è parlato del suo lavoro, di oroscopi, di alieni e di futuro dell’astronomia.

In base a cosa vengono scelte le date per le osservazioni astronomiche?
Chiaramente, prima, in base al meteo e poi in base alla luminosità: se c’è la luna piena non è una serata buona, se c’è la luna al primo quarto si può provare ad osservare. Se invece non c’è luna, questo è il momento perfetto per osservare il “profondo cielo” e dunque le cose più lontane, come le galassie.

L’oroscopo è attendibile, influenza la vita dell’uomo nel 2017?
L’oroscopo è una balla pazzesca, perché se noi andiamo a vedere dov’era il sole il giorno in cui siamo nati, la posizione non corrisponde affatto all’oroscopo fornito dai maghi. L’oroscopo nasce, però, come lavoro per gli antichi astronomi: Galileo per vivere faceva previsioni, ma grazie a quei soldi studiava il cielo ed ha scoperto i satelliti di Giove, gli anelli di Saturno…

Quindi l’astrologia è tutta da buttare?
Si’, se non per una questione psicologica. Quando uno trova un oroscopo a lui favorevole magari parte con una marcia in più.

Quanto è importante conoscere il cielo per l’uomo moderno?
Più che conoscere il cielo, direi è importante conoscere l’astronomia perché ha il vantaggio di far capire alle persone quanto siamo piccoli ed ininfluenti in questo vasto universo. Se noi pensiamo che la terra ha avuto cinque grandi estinzioni che hanno interrotto l’evoluzione della specie, dobbiamo pensare anche al fatto che tra cinque secondi potrebbe arrivare un asteroide e distruggere questa civiltà. L’astronomia ci insegna ad essere modesti.

Perché si è persa l’abitudine ad osservare il cielo?
Se noi pensiamo i nomi delle costellazioni e delle stelle che sono stati dati da Romani, Arabi, Greci, Persiani e alla mitologia che gira intorno all’astronomia, come quella che narra di una Via Lattea nata dalla perdita di latte da parte di un’alce o di un bufalo, capiamo che oggi si ha un’interesse minore.
Al giorno d’oggi abbiamo mille altre distrazioni e non abbiamo più il tempo per osservare il cielo. Un grande peccato, anche perché il cielo ce lo stanno togliendo pure con le illuminazioni della città.

Secondo lei, esistono forme di vita oltre la Terra?
Sicuramente si’, ma ci sono due grandi problemi: la contemporaneità e le distanze. Fra cinque miliardi di anni, probabilmente molto prima, la nostra civiltà non ci sarà più perché il sole ingloberà la Terra al suo interno. Se però una ulteriore forma di vita è vissuta cinque miliardi di anni fa non la incontreremo mai, non c’è contemporaneità. Mettiamo caso, però, che ci siano forme di vita contemporanee a noi, a quel distanza? Per raggiungere la stella più vicina al sole, Proxima Centauri, ci vogliono 10 mila anni con i mezzi che abbiamo oggi. Considerando la vita media dell’uomo di cento anni, si può capire quante generazioni servirebbero per arrivare ad incontrare altre forme di vita.

Pensa che la scoperta di acqua ghiacciata sul suolo lunare possa permettere la formazione di basi lunari fisse?
Sicuramente si’. La prossima missione spaziale verso la luna sarà nel 2020 e sarà per una questione economica. Perché hanno scoperto materiali utili e vendibili bene sulla terra. Però la scienza sta pensando di fare pure una base lunare fissa, dalla quale partire per la conquista sullo spazio. Sarà rilevante per sviluppi di tipo scientifico, se consideriamo che sulla stazione spaziale internazionale Nespoli farà dodici esperimenti su malattie come l’Alzheimer e  l’invecchiamento dei muscoli.
Altra missione cruciale è Marte, avrà tempi relativamente lunghi perché ci vorranno sei mesi per andare e sei mesi per tornare con personale umano.

A proposito di Marte, quanto di quello che viene raccontato sul film “The martian” può essere considerato fantascienza e quanto , invece, realtà?
Chiaramente è una storia romanzata e molto costruita, nel senso che partendo da una base scientifica hanno spinto al limite le cose che hanno costruite. Il fondamento c’è, però i film è esagerato.

Qualcuno afferma che i segni zodiacali a cui apparteniamo facciano riferimento a posizioni del cielo di duemila anni fa, è d’accordo?
Esatto, è proprio cosi’. Infatti noi quando facciamo le serate astronomiche con i nostri computer indichiamo alle persone il loro vero segno zodiacale.

Perché avete deciso di essere astrofili, invece di specializzarvi proprio nell’essere astronomi?
La differenza è fondamentale: l’astronomo è un professionista, l’astrofilo fa altri mestieri ma ha l’astronomia come passione. Con questo non sminuiamo certo la nostra attività, perché molti di noi lavorano con astronomi nel fare ricerche che normalmente gli astronomi non hanno il tempo di fare, come quella delle stelle variabili.

Quali scoperte future bisogna aspettarci nell’ambito dell’astronomia?
Le scoperte future sono quelle dell’approfondimento della conoscenza dei buchi neri. Sono realtà fisiche solamente teorizzate con dei calcoli matematici da Steven Hapwkings. L’evidenza del buco nero è arrivata grazie alla rivelazione di tre onde gravitazionali nel biennio 2015-2016, ognuna di esse derivava dalla fusione di due buchi neri. Grazie a queste rilevazioni si sono aperti scenari prima inimmaginabili, perché possiamo scoprire eventi avvenuti anche tredici miliardi di anni fa. Ma c’è ancora molto da capire, oggi si sa come nasce un buco nero ma non quello che accade subito dopo.

Come può un cittadino informarsi correttamente riguardo l’astronomia senza cascare nelle bufale?
La cosa migliore è frequentare le associazioni astrofili: fanno vedere il cielo con strumenti , anche piccoli, pochi e modesti, e molti sono molto preparati nello spiegare i fenomeni del cielo e nel riconoscere pianeti, costellazioni e stelle. Per esempio, quando facciamo vedere m27-la ring nebula, spieghiamo che è il residuo di una stella esplosa.