La COP23 ora per ora con gli aggiornamenti degli inviati di gNe

18 novembre

Inizia il momento degli approfondimenti:

Cosa “non” saprete di COP23

Risultati, iniziative e cose da definire

17 novembre

ore 6.40. Si chiude COP23

ore 5.50. La plenaria approva il testo.

ore 23.18. Sul monitor la plenaria viene data alle 23.30. Il punto che non è ancora stato definitivamente sciolto sul testo definitivo riguarderebbe questioni di finanza climatica.

ore 21.30. La plenaria viene rimandata alle 22.15

ore 20. La plenaria viene convocata e poi rimandata alle 21.30

ore 17.20. Voci di corridoio dicono che i negoziati probabilmente si prolungheranno fino a notte. Non ci sono certezze sulla riuscita della COP23.

ore 15. Va bene il dialogo, certamente è utile parlare in modo disteso e costruttivo. Il metodo imposto dalla presidenza Fiji per i negoziati di COP23 e di tutto l’anno che segue fino alla prossima conferenza sul clima però porta a risultati concreti? Cosa uscirà dalla COP fijana di Bonn? I negoziati di alto livello proseguono. La pausa dell’ora di pranzo non è stata per il pranzo, ma per continuare le trattative informali. I nodi riguardano questioni di finanza climatica – che vedono contrapposte le nazioni ricche e quelle in via di sviluppo, chi deve dare e chi deve avere soldi, insomma – e la valutazione e il monitoraggio degli impegni sul cambiamento climatico dei vari paesi prima del 2020, quando si dovrà seguire il percorso segnato dall’Accordo di Parigi. Accelerare sarebbe certamente meglio.

ore 11.30. Il Ministro Galletti incontra la ong e la società civile a COP23. Annuncia che il trentennale dell’IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change, tavolo intergovernativo degli scienziati di tutto il mondo sui cambiamenti climatici) si terrà a Bologna dal 29 gennaio al 1 febbraio 2018. E dice che l’Italia ha aggiunto 7 milioni al Fondo per l’Adattamento nei paesi in via di sviluppo più danneggiati dai cambiamenti climatici.

16 novembre

ore 19.00. Il governo italiano insieme all’ONU per i cambiamenti climatici (UNFCCC) lancia un nuovo programma di borse di studio per formare professionisti nei paesi insulari e vulnerabili per affrontare le questioni legate all’adattamento.

ore 18.00 Le isole del Pacifico lanciano la Ocean Pathway Partnership Membership

ore 13.30. Il ministro Gian Luca Galletti, a nome del governo, propone la candidatura dell’Italia ad essere sede della COP26. Dopo la COP24 in Polonia, la 25 potrebbe essere brasiliana e per la 26° i candidati sono Italia e Turchia.  (intervista con Galletti)

ore 13.15 Presidente COP chiede maggiore attenzione sui diritti umani 

ore 11.30. Canada e Regno Unito lanciano oggi un’alleanza globale per accelerare l’uscita dal carbone nel mondo. 21 i paesi che hanno aderito, tra cui l’Italia. Intervista con il Ministro Galletti.

ore 11.  Popolazioni indigene al centro del dibattito tra l’approvazione dell’Indigenous People Platform e i loro avvertimenti sulla situazione delle foreste: “È l’uomo bianco che perde“.

Il presidente di COP23 Frank Bainimarama con Patricia Espinosa, con il presidente di COP22 Salaheddine Mezouar e con Climate Justice parlano oggi anche di come integrare e potenziare il supporto per l’integrazione dei diritti umani nelle azioni per il clima e in particolare nei dialoghi facilitativi previsti a COP24 e negli aspetti rilevanti delle negoziazioni per l’implementazione dell’Accordo di Parigi.

I negoziati di alto livello proseguono fino a tarda notte e riprendono alle 10.

15 novembre

ore 22. Esce il primo Libro dell’Anno (2017) fatto da Global Climate Action sotto la Partnership di Marrakech che raccoglie le azioni sul clima fatte dal mondo del business, dagli investitori, dalle città, dalle comunità, dalla società civile.

ore 19. Il presidente delle Fiji nonché presidente di COP23 fa un appello a capi di stato, premier, presidenti e ministri di tutto il mondo affinché si facciano “rapidi progressi” alla COP23 mentre Antonio Guterres, segretario generale dell’ONU, celebra il 20° anniversario del Protocollo di Kyoto.

ore 17. Emmanuel Macron a COP23 promette che l’Europa sostituirà gli Usa nel finanziare le ricerche scientifiche intergovernative sul clima. Angela Merkel, impegnata in trattative interne per formare il governo, a COP23 ribadisce che gli impegni nazionali dei vari paesi del mondo a ridurre la CO2 non sono sufficienti per raggiugnere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Germania e Francia si impegnano con i loro leader. Per l’Italia il ministro Galletti arriva domani. Ma la Strategia energetica nazionale italiana viene commentata anche a COP23.

ore 15. Il presidente di COP23 ai delegati in apertura della sessione di Alto Livello di oggi: “Mancano due giorni, restiamo concentrati“.

ore 13. Approvato dopo varie discussioni l’Indigenous People Platform. Punto cruciale dell’accordo è l’accesso alle informazione e l’inclusione. Ora i popoli indigeni, che si dicono contenti del risultato, saranno coinvolti maggiormente nelle attivitá svolte sui loro territori.

ore 11 Riprendono oggi gli incontri “high level”. Previsto questa sera l’intervento in plenaria di Angela Merkel e Emmanuel Macron. Il Climate Action Network, in una conferenza stampa, chiede azioni concrete ai governi, anche in casa propria.

ore 9.30 Nulla di ufficiale è uscito dalle stanze dei negoziati, nessun documento al momento è reso pubblico, ma a quanto pare, dopo l’ennesima notte di dialogo, all’alba si è giunti ad un accordo sulla spinosa questione “loss and damage“. Questione spinosa, appunto, talmente spinosa che è stata estrapolata dal resto e dovrebbe venire trattata a parte, sia nel senso che a partire da maggio 2018 ne discuterà un gruppo di lavoro specifico che affronterà  quantificazione e regolamentazione dei contributi finanziari, sia soprattuto perché nell’estrapolarla, i paesi beneficiari hanno quantomeno ottenuto che si tratti di soldi extra rispetto a quelli che i paesi industrializzati dovranno versare per mitigazione e adattamento (i 100 miliardi all’anno al 2020). Fatto quest’ultimo tutt’altro che scontato.

Tolta di mezzo una questione che da tempo bloccava le trattative,  almeno temporaneamente e affidandola ad un percorso a sé stante, la scelta della presidenza delle Fiji si conferma dunque quella di voler dare un’accelerazione sul percorso di Parigi.

 

14 novembre

Nelle stanze e nelle plenarie della Bula Zone, intanto, si cerca di dirimere i nodi sulla finanza climatica, sui soldi per la mitigazione, per l’adattamento e per i cosiddetti “loss and damage”, ossia le perdite e i danni da cambiamento climatico che già ora pagano soprattutto i paesi in via di sviluppo.

Urgono soldi  per la Resilienza. Norvegia e Unilever lanciano un Fondo di 400 milioni.  Gli impatti devastanti della stagione degli uragani di quest’anno rendono evidente la necessità di investire urgentemente in società in grado di resistere al cambiamento climatico, un fatto che Norvegia e Unilever hanno preso a cuore alla COP23 con lo sviluppo di un fondo da 400 milioni di dollari per stimolare uno sviluppo sociale resiliente.

I negoziati del mondo sul clima vanno avanti da 10 giorni. Si discute, anzi, si dialoga, nella Bula Zone, quella dedicata alle delegazioni: è tempo di talanoa, che significa anche tentare di accelerare i tempi delle azioni previste dal Paris Agreement. Nel frattempo è la società civile ad essere protagonista, nella Bonn zone e nei grandi palloni montati da quell’America che è “still in”, nell’Accordo di Parigi.

 

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