15 DICEMBRE

ore 17.30 – La plenaria continua a slittare. Ora è prevista alle 21.

ore 13.00 – La plenaria è rinviata alle 15.15

ore 12.00 – La plenaria è rinviata alle 13.30

ore 04.00 – La plenaria è stata rinviata alle 12.30

ore 01.00 – La plenaria che doveva iniziare adesso è stata rinviata alle 4 di mattina.

14 DICEMBRE

ore 19.30 – Il presidente di COP24 Kurtyka annuncia ai media che la conferenza sul clima non si chiude oggi. “Andiamo avanti, stiamo lavorando duramente”.

ore 19.00 – È stata convocata la conferenza stampa della High Ambition Coalition, una rinnovata versione della coalizione che nella COP21 del 2015 ha aiutato a raggiungere l’Accordo di Parigi. La nuova coalizione comprende l’UE, il Canada, il Costa Rica, l’Argentina, la Nuova Zelanda, il Messico, la Norvegia, le Fiji e le Isole Marshall, ha affermato di essere determinata a intensificare le ambizioni al 2020. In una dichiarazione aggiunge: “Chiediamo ad altri governi e parti interessate non appartenenti al partito di unirsi a noi nel tentativo di aumentare l’ambizione entro il 2020 in risposta alla relazione speciale sulla 1.5 ° C”.

David Paul, ministro dell’Ambiente delle Isole Marshall, ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di tre cose da questo COP. Uno, è il rapporto IPCC deve essere anteriore e centrale che esce da questo COP e in tutti i lavori futuri. Due, ci deve essere un chiaro segnale che ci sarà un aumento delle ambizioni che escono da questo COP. Tre, abbiamo bisogno di un regolamento che applicherà pienamente tutti gli aspetti dell’accordo di Parigi e porterà all’ambizione”.

ore 17.00 – La bozza del libro delle regole finora scritta scontenta molti. Niente per le nuove generazioni, rigidità sulla trasparenza, poco sui diritti umani, vaghezza sullo stesso rapporto dell’IPCC. Si spera in un ammorbidimento della Cina… (qui)

ore 14.50 – Formalmente oggi è l’ultimo giorno di COP24 e dovrebbe uscir fuori il “rulebook” attuativo dell’Accordo di Parigi. Sono in corso proteste nell’area davanti alle plenarie: l’ultima bozza è deludente su molti fronti. Faremo il punto della situazione durante la diretta fb delle 17 organizzata da Italian Climate Network.

13 DICEMBRE

ore 18.30 – Youth Call for Climate Action. A COp24 una rappresentanza di giovani che arrivano dall’Australia, dall’Indonesia, dagli Stati Uniti, dalla Tasmania, dal Kalimantan e da vari altri paesi del mondo lanciano – in conferenza stampa – una chiamata all’azione climatica. La giovanissima Greta Thunberg, la tredicenne svedese che da tempo fa sciopero da scuola il venerdi per andare davanti al parlamento e chiedere azioni sul clima e giustizia climatica. E’ riuscita a farsi ascoltare in plenaria a COP24 e chiede ai ragazzi di fare come lei. Bisogna alzare la voce. (qui) e (qui)

ore 16.30 – Con il ministro Costa facciamo il punto sui negoziati, sulle ambizioni italiane, su “end of waste”. (qui)

ore 16.00 – I cambiamenti climatici creano destabilizzazioni politiche, ingiustizie sociali, migrazioni. Ne parliamo con Grammenos Mastrojeni. (qui)

ore 15.30 – Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa annuncia che l’Italia si candida per ospitare #COP26 nel 2020. (qui l’intervista)

ore 13.00 –  High-level event sull’educazione climatica. Tra i relatori, il ministro dell’Ambiente italiano Sergio Costa che lancia la proposta di una “Children COP” all’interno di COP25. (qui)

 

12 DICEMBRE

ore 19.30 – Il segretario di governo argentino, il rabbino Sergio Bergman, a nome della High Ambition Coalition, riguardo ai negoziati in corso, non usa mezzi termini: “Chi non vuol stare dentro l’Accordo di Parigi, lo dica chiaramente“. (qui)

ore 18.45 – Al padiglione europeo, conferenza stampa dei ministri della “High Ambition Coalition” (90 paesi, tra cui quelli europei, l’Argentina, le Isole Marshall, la Nuova Zelanda, riuniti dal 2015 COP21 in una coalizione della quale faceva parte anche l’America di Obama) per ribadire che è finito il tempo degli interessi dei singoli paesi: l’azione climatica deve accelerare, la scienza parla chiaro.

ore 18.00 – Il Premio Fossil of the day oggi va all’Australia. “Gli australiani – spiegano da Climate Action Network – sono grandi sulla trasparenza e dispongono di un solido sistema di contabilità dei gas a effetto serra e di rapporti sulle emissioni a casa, motivo per cui sappiamo che negli ultimi quattro anni hanno aumentato le le emissioni dopo aver demolito un sistema di scambio delle emissioni. Come faranno, quindi a raggiungere il loro obiettivo? Attraverso crediti di carbonio, ovviamente! Mentre il loro vicino, la Nuova Zelanda, questa settimana ha annunciato che non userà Unità di quantità assegnate di Kyoto (AAU) per raggiungere il loro obiettivo di Parigi, l’Australia è rimasta in silenzio sul tema trasparenza e contabilità, forse in previsione dell’utilizzo di centinaia di milioni di crediti per raggiungere gli obiettivi.  Parliamoci chiaro, l’Australia non è interessata a ridurre le emissioni”. Affascinata del mantra di Trump sul carbone per promuovere le sue esportazioni di combustibili fossili e la tecnologia Carbon Capture and Storage,  sta pianificando piani per utilizzare i dollari dei contribuenti costruire nuove centrali elettriche a carbone”. Miguel Arias Canete, invece dice chiaramente che l’Europa raggiungerà i suoi obiettivi senza utilizzare crediti.

ore 16.60Miguel Arias Canete, Commissario per l’azione per il clima e l’energia (EU) fa il punto sui negoziati: fase di stallo, nessuno si muove dalle proprie posizioni su adattamento e trasparenza. Invece sembra che ci siano schiarite sul fronte della finanza. (qui) 

ore 15.00 – E’ previsto in plenaria l’intervento del Ministro Sergio Costa.

ore 14.00 – Intervento del segretario dell’ONU Guterres: un appello drammatico ai ministri affinché superino lo stallo e scrivano il rulebook dell’Accordo di Parigi. (qui)

ore 12.30 – L’Italia viene ringraziata dall’Etiopia per il suo aiuto in azioni per l’adattamento ai cambiamenti climatici. “La modalità di questo aiuto può essere un utile esempio anche per la scrittura delle regole“, dice Francesco La Camera, direttore generale Ministero dell’Ambiente.

ore 11.00Al Gore, con tanti suoi climate leaders (Climate Reality Project) arriva a COP24 e interviene in una della sale della plenaria: “Non abbiamo tempo”.

Il punto sui negoziati. E’ iniziato il tempo della politica. I nodi irrisoldi sono ancora tanti e non è detto che si faccia in tempo a comporre il rulebook attuativo dell’Accordo di Parigi entro venerdi. Cosa accade se la presidenza polacca prende il mano le bozze? (qui)

11 DICEMBRE

ore 20.00 – Plant for the Planet è il progetto presentato oggi in uno dei side event. L’intento è quello di piantare un trilione di alberi entro il 2030, in grado di assorbire il 25% delle emissioni globali di CO2. Parlando all’evento, Mette Wilkie di UN Food and Agriculture Organization, ha detto: “Abbiamo bisogno di tutti gli strumenti disponibili nella nostra cassetta degli attrezzi per raggiungere l’obiettivo di non superare 1,5 gradi di riscaldamento globale rispetto ai livelli preindustriali e la piantumazione di alberi impianto è sicuramente uno di questi strumenti”. Ha aggiunto: “Abbiamo bisogno di piantare alberi molti nuovi alberi proteggere le foreste che abbiamo”.

ore 19.00 – Patricia Espinosa, capo di UNFCCC, invita ad un lavoro serrato sul libro delle regole, così da “liberare” entro venerdi l’Accordo di Parigi. Il presidente di COP24 affida a coppie di ministri il percorso di “facilitazione” nello sciogliere i nodi, spinosi, rimasti. (qui)

ore.13.30 – Anche a COP24 si festeggia il patto storico sui migranti adottato da 160 Paesi (USA, Australia e Italia no). C’è chi propone un “passaporto climatico” per chi è costretto a lasciare il proprio paese. (qui)

ore 12.15 – Dialogo di Talanoa, parla anche l’Italia, con la voce di Francesco La Camera, capo negoziatore del nostro Paese.

Oggi a COP24 è il “gender day”.

10 DICEMBRE

15.00 – L’industria mondiale della moda presenta a COP24 la sua Carta per il fashion sostenibile.  40 marchi leader si alleano per una filiera sostenibile. (qui)

13.15Scontro tra le due Americhe, a COP24, quella dell’amministrazione Trump, che propone fossili e innovazioni tecnologiche per il clima, e quella, piuttosto corposa, fatta di aziende, ambientalisti, finanza, stati, città, regione che invece lotta per rinnovabili e politiche climatiche. (qui)

11.00 – Il rapporto di Germanwatch sulle performance delle politiche climatiche di 56 paesi più Europa (ossia di chi è responsabile del 90% delle emissioni) resta ancora una volta senza paesi meritevoli della prima, seconda e terza posizione. L’Italia scende al 23° posto. (qui)

10.00 – I negoziatori tecnici proseguono il loro lavoro, affiancati dai politici: le decisioni spettano a loro. Dalle 300 pagine iniziati, si è scesi a circa 200. Ancora tante le parentesi quadre nella bozza del libro delle regole. Probabilmente solo mercoledì pomeriggio si avrà una bozza più limata e definita. I nodi sono sempre gli stessi: trasparenza, finanza, impegni nazionali. C’è persino qualcuno che vuole annacquare l’approvazione del rapporto dell’IPCC. Quali sono i nodi da sciogliere? (qui)

9 DICEMBRE

13.00 – “Cambiamento climatico” entra nei trend delle ricerche di Google. Finalmente la lotta al surriscaldamento globale sembra guadagnare terreno. Il nemico ha un volto e un nome: Satana. Il capo di gabinetto del Ministero per la Famiglia (?), Cristiano Ceresani, ospite della trasmissione Rai Uno Mattina, ha esposto la sua teoria riguardo il responsabile di quanto sta accadendo al clima. Avviata la macchina informativa per far giungere il messaggio ai negoziatori a Katovice.

8 DICEMBRE

9.20 – Pubblicata una bozza sui Contributi determinati a livello nazionale (NDCs), sulle loro caratteristiche, sulla loro chiarezza, la trasparenza e la comprensione, e sulla loro contabilizzazione.

8.23Esce una bozza sul capitolo che riguarda i contenuti, le fonti per la valutazione e le modalità di svolgimento del global stocktake, ossia l’appuntamento che, secondo l’Accordo di Parigi, si tiene ogni cinque anni, a partire dal 2023, per valutare i progressi collettivi verso gli obiettivi. 

I negoziatori lavorano anche durante la notte ai vari capitoli del libro delle regole. Devono consegnare oggi, perché da lunedì entrano in ballo i politici.

Consegnate al governo 60 mila firme per chiedere che l’Italia si candidi ad ospitare COP26 nel 2020, quella in cui si dovrà lanciare ufficialmente il percorso iniziato con l’Accordo di Parigi per cercare di fermare il cambiamento climatico e decarbonizzare l’economia cercando di mantenere le temperature globali sotto 1,5°C. Il ministro Costa: “Non abbiamo ancora deciso, sarebbe bello rifarlo. È anche vero che il numero di stati che hanno ratificato l’accordo sul clima è 196”, numeri diversi da quelli della COP del 2003, per fortuna. Abbiamo tempo fino a martedì per candidarci. In lizza ci sono anche la Gran Bretagna e la Turchia.

 

7 DICEMBRE

20.50 – Esce una nuova bozza di regolamento, che pospone al 2031 la data di “sincronizzazione” per gli intervalli di tempo comuni in cui depositare i Contributi determinati a livello nazionale a cui si fa riferimento all’articolo 4, paragrafo 10, dell’accordo di Parigi. E’ necessario partire da date e intervalli comuni, sincronizzati, appunto, così da favorire la valutazione e sviluppare la competizione virtuosa tra i paesi. Solo che il 2031 (o addirittura 2041) è un po’ troppo in là.

18.00 – Premio Fossil of the Day alla Germania e alla Svizzera (qui)

11.00 – Si fa il punto sui negoziati.

8.00 – Notte di negoziati. Escono nuove bozze. Lamentele da più parti. “Ancora non ci siamo”, dice uno dei negoziatori. I nodi (che si misurano in numero di parentesi quadre) sono soprattutto nel capitolo soldi: come vengono conteggiati, seguiti, monitorati, messi al sicuro i flussi finanziari dai paesi ricchi a quelli più poveri. I negoziatori tecnici, che lavorano su centinaia di pagine da un anno, devono limare entro sabato il testo da passare ai loro capi politici, nella speranza che giungano nella seconda settimana di COP24 ad un accordo sul “regolamento” di applicazione del Paris Agreement. (qui)

 

6 DICEMBRE

20.00 – A COP24 anche il tema della giustizia sociale e dei posti di lavoro: come si coniugano con le politiche climatiche? (qui)

18.00 – Ops, anche oggi il premio “Fossil of the day“, attribuito da Climate Action Network, va al Gruppo Arabo. (qui)

17.00 – La finanza climatica registra a COP24 qualche segnale di vita. (qui)

Si lavora sulle nuove bozze. I negoziatori tecnici, però, sentono la necessità di supporto politico per superare alcune impasse. Intanto, secondo Bloomberg, il presidente americano Donald Trump sarebbe pronto per cancellare anche i limiti imposti alle centrali a carbone.

5 DICEMBRE

18.00 – Il premio “Fossil of the day” di oggi, attribuito da Climate Action Network ogni giorno alle COP, va all’Arabia Saudita che a nome del gruppo arabo insiste a far togliere i riferimenti all'”Ambizione” dalle bozze dei documenti. Altro premio Fossil di oggi è per il Brasile.

Uno sguardo panoramico all’inizio delle due settimane di negoziati, “un colpo al cerchio e uno alla botte“.

13.30 –  “Rispettare gli impegni dell’accordo di Parigi potrebbe salvare milioni di vite umane e risparmiare centinaia di miliardi di dollari entro il 2050“, secondo il rapporto speciale per COP24 sulla salute e il cambiamento climatico dell’Organizzazione mondiale della sanità. Maria Neira di WHO, durante l’evento “7 milioni di morti inaccettabili“, dice: “Il vero costo del cambiamento climatico è sentito nei nostri ospedali e nei nostri polmoni. Il carico sanitario delle fonti di energia inquinanti è ora così elevato, che il passaggio a scelte più pulite e più sostenibili per l’approvvigionamento energetico, i trasporti e i sistemi alimentari si ripaga in modo efficace “. (qui)

13.00 –  Un nuovo rapporto del World Resources Institute (WRI) presentato a COP24 offre un “menu di soluzioni”  che vuole dimostrare com’è possibile nutrire i 10 miliardi di persone al 2050 in modo sostenibile (e senza per questo diventare tutti vegetariani) e prevenire la catastrofe climatica. Queste strategie includono la riduzione dei consumi, il miglioramento dell’efficienza agricola e la riforestazione. “Se solo 2 miliardi di persone che consumano diete ad alto contenuto di carne bovina riducessero il loro consumo del 40% entro il 2050, si otterrebbero effettivamente riduzioni massicce del divario di terra e delle emissioni di gas serra”.

7.00 – Esce dai negoziatori durante la notte la prima bozza di linee guida per l’applicazione dell’Accordo di Parigi, sulle quali lavorare nelle due settimane polacche.

 

4 DICEMBRE

20.30 – Presentato un nuovo report di We mean business, Un Global Compact e World Research Institute su come il mondo del business e i governi possono insieme accelerare la crescita di una economia zero-carbon. I businessmen chiedono che da COP24 escano obiettivi audaci e una chiara timeline da parte dei governi, così che si possa dare alle imprese la trasparenza e la fiducia necessaria per investire in un futuro resiliente, giusto e a zero emissioni. “Se le imprese aumentano l’ambizione e l’azione sul clima, a sua volta aiutano i governi a rafforzare e migliorare le politiche nazionali in materia di clima ed energia. Questi cicli di ambizione che si rafforzano reciprocamente e positivamente contribuiranno a guidare il cambiamento a livello di sistema necessario per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi”.

18.00 – I delegati hanno incontrato gli scienziati dell’IPCC per farsi spiegare bene il rapporto sul surriscaldamento globale a 1,5°C. Tra le domande, quella di un delegato cinese: “Ma è fattibile restare sotto 1m5°C oppure no?”. Jim Skea ha risposto che l’IPCC ha deliberatamente evitato una conclusione certa sì / no. Perché è complicato. Dipende, ad esempio, da quanto i responsabili politici siano pronti a chiudere le centrali a carbone prima della fine della loro durata tecnica. In altre parole, vedete che dovete fare… Cina per prima.

12.30 – Lanciata a COP23 da Polonia e Regno Unito la partnership Driving Change Together per la mobilità elettrica,  per supportare gli investimenti sulla e-mobility nei paesi in via di sviluppo e creare una rete di condivisione tecnologica.

11.30L’Europa a COP24, a pochi giorni dalla presentazione della propria strategia energia-clima al 2050 con nuovi obiettivi, dice che questi sono ambiziosi ma raggiungibili.

3 DICEMBRE

ore 13 – “Quella del clima è già oggi una questione di vita o morte” per diverse le regioni e paesi del mondo, dice Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. Cosa ci si aspetta che accada a COP24 (qui)

 

2 DICEMBRE

ore 11.30 – Prima plenaria. Patricia Espinosa, Segretario UNFCCC: “Gli impatti dei cambiamenti climatici non sono mai stati peggiori. Questa realtà ci sta dicendo che dobbiamo fare molto di più: COP24 deve fare in modo che ciò accada” (qui)

Arrivano le delegazioni, si apre COP24 a Katowice. I delegati registrati a COP24 sono circa 14 mila, meno che aParigi (circa 22.000) ma più che a Bonn (11.300). L’Africa ha inviato le cinque delegazioni più numerose (solo la Guinea ne ha 406), mentre Siria e Corea del Nord hanno record di ribasso, solo un delegato femmina e uno maschio.

 

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