di Lucia Giglioni, Valentina Maria Giubboni, Uesli Vishkulli*

Chi lo ha detto che il latte fa male? Sta prepotentemente prendendo piede la convinzione che colloca il latte in cima alla classifica dei quattro veleni bianchi insieme al sale, lo zucchero e la farina che, come tutti gli alimenti, sono da usare con moderazione, ma non da evitare. Infatti il latte di mucca, capra o pecora rientra da migliaia di anni nella dieta umana, al punto che il genoma umano si è modificato per consentire anche in età adulta la produzione dell’enzima deputato a scindere il lattosio, lo zucchero del latte. Questo alimento è tanto salutare per il nostro organismo che i medici ne consigliano l’assunzione regolare fin dalla tenera età; la presenza di calcio, potassio, fosforo e vitamine incidono, sulla crescita e lo sviluppo dell’organismo.

 Ad avvalorare l’importanza di bere latte c’è anche il fatto che questo è un alimento completo: le sue proteine, rappresentate da caseina (80%) e lattalbumina (20%), rappresentano un terzo del fabbisogno medio giornaliero di un individuo. Infine in esso sono anche presenti i carboidrati, sotto forma di lattosio, particolarmente importanti per lo sviluppo del tessuto nervoso nei primi mesi di vita.

In età adulta, salvo per quella percentuale di popolazione intollerante al lattosio (5 persone su 10 secondo i dati dell’AILI – Associazione Italiana Latto-Intolleranti ), cioè allo zucchero presente nel latte che non riescono a digerire, l’assunzione di latte rafforza il sistema immunitario e la buona digestione. Inoltre, i pochi grassi saturi (2,1 g su 100 g) presenti nel latte intero pastorizzato, hanno un effetto favorevole all’intestino riducendo il rischio di sovrappeso. Il latte è ricco di calcio e vitamina D (fondamentale per la formazione di ossa e denti), di vitamine del gruppo B e A e contiene tutti gli aminoacidi che servono al nostro organismo per rimanere in buona salute. 

Oltre ai numerosi vantaggi che il latte apporta al nostro organismo ve ne sono molti anche dal punto di vista estetico: ricordiamo che fin dall’antichità Cleopatra era solita fare il bagno nel latte per la cura del corpo, per levigare e idratare la pelle. La stessa abitudine fu ripresa da altre figure femminili degne di nota: Poppea e Giuseppina Bonaparte, fino ad arrivare a Mariah Carey che ha dichiarato di amare immergersi nel latte come rimedio di bellezza. Il latte oltre a essere un concentrato di grassi e proteine sane, è infatti ricco di vitamine e minerali che aiutano a rimuovere le cellule morte dal derma, prevenendo le rughe e migliorando il colore della carnagione.

Tra le varie false informazioni a proposito del latte vi è quella che lo associa all’insorgenza di gravi malattie come il tumore. L’American Institute for Cancer Research ha ampiamente dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra il consumo di prodotti lattiero-caseari e il cancro alle ovaie, e oltre a questo dalle recenti pubblicazioni di Annals of Oncology, sembra che le componenti proteiche abbiano effetto protettivo per il tumore del colon-retto.

L’unico rischio che gli amanti della dieta potrebbero incontrare con un’assunzione spropositata di latte è l’aumento di peso. Come tutti gli alimenti, il latte fa ingrassare se non viene inserito correttamente in un’alimentazione equilibrata e controllata. Il suo apporto calorico è minimo (circa 130 kcal per un bicchiere da 200 g, che scendono a 90 in caso di latte parzialmente scremato, mantenendo invariato l’apporto di calcio) se si tiene presente che il fabbisogno calorico giornaliero per un adulto è di circa 2500 kcal. Il latte, inoltre, consumato a colazione o come spuntino, è un ottimo alleato contro la fame e può essere sostitutivo di altrettanti piccoli pasti che potrebbero aggiungere inutili calorie. In questo senso quindi il latte non fa neanche ingrassare.

Quindi, per tutti gli amanti del latte, ben venga un buon bagno nel latte accompagnato da un calice di latte parzialmente scremato.

 

 

 

 

 

 

*Gli autori sono alunni della III media E, Istituto Perugia 9. Con questo articolo partecipano alla XIII edizione del Premio Nazionale Giornalisti Nell’Erba.

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