La svolta per il pianeta potrebbe avere inizio a Frascati, nel Comune dei Castelli Romani alle porte della Capitale d’Italia.

La Regione Lazio ha infatti presentato la candidatura per ospitare, nel Centro di Ricerche Enea della cittadina, il progetto europeo DTT, Divertor Tomakak Test, infrastruttura strategica di ricerca sulla fusione nucleare, progetto proposto dai ricercatori dei principali centri di ricerca italiani (ENEA, CNR, INFN, Università) che sarà l’anello di collegamento tra i grandi progetti di fusione nucleare ITER e DEMO e fornirà risposte scientifiche, tecniche e tecnologiche cruciali destinate a risolvere una delle maggiori criticità del processo di fusione. lo smaltimento dell’energia nei reattori a fusione.

Un progetto di dimensioni planetarie, ambizioso e innovativo, che potrebbe fare la differenza nella lotta al climate change dopo il 2050, sempre che al 2050 si arrivi con soluzioni già attuate. DTT è legato infatti al progetto ITER, il reattore in costruzione a Cadarache, nel Sud della Francia, che garantirebbe la produzione di energia elettrica in perfetta sicurezza da fusione nucleare proprio grazie al Tomakak a partire dal 2050. Il reattore sperimentale a fusione realizzato nell’ambito della collaborazione internazionale da Europa, Giappone, Stati Uniti, Russia, Cina, India e Coreache, sarà il primo impianto a fusione di dimensioni paragonabili a quelle di di una centrale elettrica convenzionale, ed ha il compito di dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione come fonte di energia, portando quindi alla produzione di energia pulita, economica e sostenibile.

La possibilità di ospitare DTT a Frascati avrebbe ricadute positive pari a 2 miliardi d’euro, di cui 500 milioni disponibili subito nella prima fase di progettazione grazie ai contributi della Bei, finanziamenti nazionali, del Consorzio Eurofusion e della Repubblica Popolare Cinese, e circa 1600 posti di lavoro Nel solo centro. Gli impatti positivi in termini di ricaduta tecnologica si avranno, non solo nel campo della fusione nucleare, ma anche della superconduttività, della robotica, dei materiali e della simulazione numerica, con la realizzazione di oltre 60 brevetti e la produzione di circa 10.000  fra articoli e documenti di ricerca. Tutto ciò porterà a numerosi vantaggi per l’industria e per l’economia di tutto il territorio. Il Lazio non è l’unica Regione ad aver presentato la candidatura, sono in 9 a concorrere: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna e Toscana con un sito comune, Liguria (con due siti), Piemonte, Puglia e Veneto

 

“Il Lazio è la Regione che ha maggiori chances e possibilità di vincere questa sfida. Primo per la presenza del centro Enea, inoltre la sede di Frascati è circondata da centri della ricerca italiana di grandissimo livello. E poi siamo alle porte della Capitale” a dirlo è il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e aggiunge “siamo molto fiduciosi”. I risultati si avranno tra la fine di marzo e gli inizi di aprile, “La fusione nucleare viene già studiata qui e il progetto nasce proprio nei laboratori di Frascati. Vincere significherebbe rafforzare la vocazione di un territorio” conclude Roberto Mastrosanti, sindaco di Frascati.

Share this article

Approda a Il Refuso nel 2008 dove rimane in pianta stabile dal 2014, dopo una serie di esperienze lavorative nel giornalismo, la comunicazione e il management. Nel 2010, diventa giornalista pubblicista, per Giornalisti Nell'Erba ricopre prima il ruolo di responsabile relazioni esterne e coordinatore generale, in occasione di Expo è coordinatrice di #gNeLab e dal 2015 vicedirettore di giornalistinellerba.it. Ama il cibo, la musica (rigorosamente antecedente agli anni 2000) e condividere i primi due in buona compagnia.

Facebook Comments

Post a comment

undici + 20 =