Lamezia Terme (dalla nostra inviata Sofia Cesaroni) – Si fa sentire anche qui la forte presenza del nuovo governo, definito nel panel di “destra”, che allude ad una “pacchia dei migranti”. È proprio questo il tema che hanno trattato Mario Incudine e Moni Ovadia attraverso il loro spettacolo teatrale. Spettacolo dal titolo “La terra è di cu la travagghia”, celebre frase poetica di Turiddu Carnivali, che arrestava i movimenti mafiosi alla fine degli anni quaranta. Quando Cosa Nostra manipolava gli agricoltori e i braccianti, sfruttandoli. Ed è qui che subentra l’attualità della mafia e della discriminazione. Ispirato alla storia di Soumayla Sacko, sindacato di USB proveniente dal Mali assassinato (secondo i sospetti) per stampo mafioso. Soumayla ha dato la sua vita per recuperare materiale per la sua tendopoli, secondo la dinamica del delitto che vede come artefice Antonio Pontoriero, agricoltore e ex socio dell’attività derubata. Secondo i nostri politici, sostengono Ovadia ed Incudine,  questi ragazzi vengono in Italia per trascorrere una bella vita, ricevendo soldi ogni giorno per lavori mai fatti. Ma come ci racconta Madihedrame, testimone delľomicidio, non è affatto così. Dopo aver sofferto un inferno per approdare nel nostro paese tramite barconi e giorni di viaggio a piedi per imbarcarsi, sono costretti a lavorare in modo sovrumano per sopravvivere (fino a nove ore al giorno per 25 euro, in media 3 euro alľora) e a versare un contributo ai centri accoglienza per vitto e alloggio. È qui che Moni Ovadia si indigna, ricordando che stesso noi italiani siamo stati soggetti di migrazioni verso il nord e verso altri paesi e per questo non vede il motivo di discriminare chi come noi è scappato per cercare fortuna. “Sono stato sempre dalla parte degli ultimi, forse proprio perché sono anche io un ultimo” racconta mentre lancia un appello a tutti quelli che odiano e che usano pretesti, come la religione, per farlo: ” nessuno dovrebbe odiare e essere odiato, ľunica chiave di tutto è ľamore”.
Non solo in Calabria è scoppiata una rivolta dei sindacalisti a causa delľingiusta morte del giovane, ma anche in tutta Italia con cortei e manifestazioni da Milano a Reggio e hanno come inno ľamore e la lotta contro la discriminazione.
“Per me Soumayla è vivo, lotta ancora al mio fianco e le sue idee non moriranno mai”, conclude Madihedrame.

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