La posta in gioco era troppo alta. La foca dagli anelli del Saimaa (Pusa hispida saimensis) è uno dei mammiferi più rari del pianeta e una delle poche specie di foca che vive in acque dolci. Dunque, a mali estremi: il cambiamento climatico; estremi rimedi: neve artificiale.

phoca piccoloÈ successo nel sud-est della Finlandia, dove la candida neve bianca si è fatta così tanto desiderare da mettere in pericolo la sopravvivenza dei cuccioli di foca. I ricercatori della University of Eastern Findald assieme ai volontari WWF si sono rimboccati le maniche per lunghe giornate e hanno costruito nel lago di Saimaa banchi di neve, simili a igloo.

Ne è scesa troppo poca, e di certo non bastava per le mamme foche che una volta partorito fanno grosse tane nella neve per mettere al riparo i loro piccoli. Per i neonati coi baffi il rifugio rappresenta tutto: protezione dal freddo, dal vento e dai predatori come le volpi.

Ieri, il problema era la caccia incontrollata: negli anni 80 la popolazione venne decimata a soli 120 individui. Ma oggi c’è un nuovo nemico, il cambiamento climatico, che rischia di vanificare gli sforzi di conservazione degli ultimi decenni e che hanno fatto crescere il numero  di foche a 360.

phoca 2Per quest’anno è andata così, ci sono stati gli “angeli della scarsa neve”, ma è chiaro a tutti che l’operazione salva cuccioli non è certo un piano efficace di resilienza. È necessario che “la scimmia nuda” oltre a ballare si assumesse anche le proprie responsabilità di fronte al riscaldamento globale, di cui l’assenza di neve in Finlandia è l’ennesima prova. Eppure tra le stanze potenti della Casa Bianca, il Global warming non è ancora entrato in agenda. Ma neanche tra le tavole rotonde geopolitiche italiane è tanto preso in considerazione.

A casa nostra – si legge dal report di Nimbus.it, portale italiano di meteorologia e clima – dal 2008 al 2016 i ghiacciai alpini non hanno smesso di battere in ritirata. Meno 3 metri di spessore per molte vette a 3000 metri e il ghiacciaio del Sabbione che si trova a 2800 metri in alta Val Formazza ha perso 7 metri e mezzo tra il 2011 a 2016. Il Giss (Goddard Institute for Space Studies) della NASA, cioè il centro di ricerca climatologica che raccoglie le temperature della Terra dal 1880 (anno da quando esistono rilevamenti meteorologici affidabili) al 2016, ha dichiarato che ci siamo appena lasciati alle spalle l’anno più caldo di sempre. Ha battuto il 2015. Si prospettano più 6 gradi entro fine secolo, se si continua di questo passo, alla faccia della promessa siglata dai leader riuniti a Parigi per la Cop21 di mantenere l’innalzamento della temperatura entro i due gradi. Insomma, non c’è più tempo da perdere, serve invertire la rotta….ce lo dicono anche i cuccioli di foca.

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Corrispondente dalla sua terra ligure. Approda a Giornalisti nell'erba dopo l'esperienza elettrizzante di inviato in "Expo Milano 2015". È laureato magistrale in Biologia a Milano. Gruppo sanguigno: giornalista ambientale e scientifico, ma ha scritto per diverse testate dalla cronaca, alla politica fino al settore ho.re.ca. Ama la natura sotto il pelo dell'acqua, con maschera e pinne, ma anche dall'alto, ottimo sul dorso di un cavallo. La comunicazione è l'ingrediente delle sue giornate. Collabora con Acquario di Genova (ha un passato da Whale watcher). Colazione rigorosamente focaccia e cappuccino. Aperitivo, spritz o Mohito. Appassionato di arte (debole per Caravaggio), bioetica, lettura e feste in spiaggia in buona compagnia. Contatto: g.vallarino@giornalistinellerba.it

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