“La vera sfida è cercare un equilibrio tra la salvaguardia delle culture e il trovare idee nuove e fresche per innovare”. Queste le parole di Sarah Smith e Rebecca Chesney, collaboratrici del Food Futures Lab, alla conferenza di presentazione tenutasi al padiglione USA questo pomeriggio. L’Institute for The Future (IFTF), di cui fa parte il progetto Food Futures Lab, si occupa di cercare di capire cosa accadrà nel mondo del futuro: un compito assolutamente non facile, ma allo stesso tempo un’informazione di cui tutti abbiamo bisogno. A questo scopo l’IFTF ha sviluppato delle vere e proprie “mappe di ricerca sul futuro”, in cui si cerca di collegare quello che oggi vediamo nel mondo con quello che pensiamo il futuro ci riserverà.  Per quanto riguarda la parte del progetto che riguarda il cibo, gli obiettivi sono ovviamente lodevoli: studiare strategie anche tecnologiche per un mondo in cui si abbia un migliore e un più equo accesso al cibo.

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Cinque le categorie da indagare: la produzione, la distribuzione, la manifattura, l’acquisto e il mangiare. Per ognuna di queste vengono attuate diverse strategie, con le quali si cerca di trovare soluzioni. Un esempio: una delle aziende prese in esame sta cercando di ricavare nuove proteine non dalle uova ma dalle piante e, per risparmiare sul trasporto e sui danni ambientali che esso provoca, i prodotti vengono sistemati negli spazi vuoti che ci sono nel packaging delle bottiglie della Coca-Cola, sfruttando così una sorta di “passaggio gratis”.

Uno dei punti cardine del lavoro dell’IFTF è l’intercettazione dei segnali di cambiamento. Alcuni ricercatori del IFTF sono in Italia: stanno studiando lazona di Reggio Emilia per applicare e verificare le tecnologie a loro disposizione anche in altri paesi e in altri contesti. “La tecnologia è fondamentale ma non è sufficiente a cambiare il futuro – hanno concluso le due collaboratrici di Food Futures Lab – per questo siamo venute qui, per imparare le diverse culture e tradizioni”.

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Innovazione, quindi, tecnologia, ricerca e scienza, alla base di questo interessante progetto americano, ma senza dimenticarsi che anche il cibo è espressione della cultura, e in quanto tale è di fondamentale importanza recuperare le tradizioni culinarie per modificare al meglio il futuro.

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Sono laureata in Scienze della Comunicazione ed iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Lazio, sezione pubblicisti. Ho studiato Fisica per tre anni, ma ho deciso di reinventarmi per seguire la mia strada. Raccontare, comunicare, rendere partecipi tutti di quello che succede nel mondo, senza pregiudizi, solo con passione. Perché è l’informazione l’arma più grande che abbiamo a nostra disposizione.

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