Aumentano in Italia le foreste certificate, e anche le aziende che producono tutelandole. La “guerra” dei numeri in rialzo tra FSC e PEFC è una bella guerra, perché il risultato è quello di verde più protetto.

Eccoli i numeri, e le novità dalle due certificazioni, arrivate nelle redazioni dei giornali a distanza di poche ore le une dalle altre.

Da PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), organizzazione volontaria del settore privato e senza fini di lucro, nata da incontri dei rappresentanti di proprietari forestali di alcuni Paesi promotori (Austria, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia e Svezia), il report 2018 che parla di un 9,8% in più di boschi e foreste certificate PEFC in Italia, nonostante l’abbattimento di 8,7 milioni di m3 di alberi in seguito alla tempesta Vaia. Gli ettari certificati PEFC sono a questo punto 819.017,06,73.000 in più rispetto al 2017 . Sono certificati PEFC i boschi alpini Latemar e Val d’Ega, Paneveggio e la val di Fiemme, la val Visdende e il Cadore, i boschi di Tarvisio, quelle dell’Alta val di Susa, tanto per fare qualche esempio, oltre a quelli dell’Amiata e delle Colline Metallifere in Toscana.

La superficie certificata più estesa si trova nel Trentino-Alto Adige con il 68% del totale italiano. Aumentano anche le aziende certificate (+4%). In totale al 2018 sono 1.040 sul territorio italiano, con all’arrivo di 87 nuove realtà, provenienti soprattutto da Veneto (11 in più, 248 in totale), Piemonte (10) ed Emilia Romagna (7). 

Da FSC (Forest Stewardship Council), organizzazione composta da gruppi ambientalisti e sociali (Greenpeace, WWF, Legambiente, Amnesty International, etc.), comunità indigene, proprietari forestali, industrie, aziende (come Ikea), la notizia di un progetto condotto insieme a  Etifor,  spin-off dell’Università di Padova

Sono in Veneto, Lombardia e Trentino Alto Adige le prime foreste su cui è stato calcolato scientificamente l’impatto che gli alberi hanno sulla collettività, sia in termini di salute sia per il contesto socio-economico del territorio. I primi 1.000 ettari interessati hanno ottenuto la prima certificazione di tutti i “servizi ambientali” secondo lo schema del Forest Stewardship Council (FSC). Il risultato è stato presentato al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentali, Forestali e del Turismo (MIPAAFT). Dopo una fase di test condotta su oltre dieci siti in otto Paesi, l’Italia è a quanto pare il primo ad aver ottenuto la certificazione a livello mondiale per tutti i cinque servizi ambientali, i “Servizi Ecosistemici”, che sono: conservazione delle specie animali e vegetali, miglioramento della qualità e quantità dell’acqua, aumento della stabilità e dei nutrienti contenuti nel suolo, aumento dello stoccaggio e sequestro del carbonio, miglioramento dei servizi turistico-ricreativi.

La notizia è interessante per la sperimentazione della certificazione omnicomprensiva. Al momento, dei 1.000 ettari di area boschiva che hanno ottenuto la certificazione FSC per i Servizi Ecosistemici, 65 ettari, ossia tanta superficie quanto 108 campi da calcio, sono stati ripristinati attraverso l’impianto di 110.000 nuovi alberi; mentre 40 ettari presentano un suolo più ricco, con effetti positivi sulla diminuzione dell’erosione, sulla fertilità e il miglioramento dell’attività microbica. Gli alberi che crescono nei boschi certificati appartengono a 36 specie diverse, selezionate tra quelle che più si adattano al contesto locale, tra cui pino silvestre, abete rosso, larice, quercia, faggio, frassino e nocciolo. Queste foreste conservano oggi con successo 220.229 tonnellate di CO2, pari alle emissioni medie annue di 110.114 automobili, a cui si aggiungono 1.747 tonnellate stoccate grazie agli interventi di riforestazione. I metri cubi di acqua, prima filtrata e poi trattenuta in falda dagli alberi con impatti positivi sulla sua disponibilità e potabilità, sono ogni anno 1.256.700 m3, come quella contenuta da 502 piscine olimpioniche. Complessivamente, ammontano a 7,5 le tonnellate di suolo la cui erosione viene evitata e 458 gli ettari di area naturale accessibile per lo svago ed il tempo libero.

Tra gli aderenti al progetto anche AzzeroCO2, società di consulenza ambientale nata per volontà di Legambiente e Kyoto Club, e molte realtà che hanno investito sulle prime foreste dagli impatti positivi certificati, come Q8, E.ON Italia, IKEA Retail Italia, Panguaneta S.p.A., Supermercati Alì, Agronomi e Forestali Senza Frontiere, Reforest’Action e circa 1.500 privati cittadini attraverso amministrazioni locali e portali di crowdfunding per l’adozione di alberi come il neonato wownature.eu.

I boschi nel nostro paese si estendono per 11 milioni di ettari. Ne mancano tanti.

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Redazione centrale di giornalistiNellerba.it Giornalisti Nell'Erba è realizzato dall'associazione di promozione sociale Il Refuso. Nel tempo ha collezionato tanti riconoscimenti e partnership come ad esempio quelle con ANSA, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Federazione Italia Madia Ambientali FIMA, European Space Agency (ESA), Agenzia Spaziale Italiana, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Lega Navale Italiana, Marina Militare, Università di Roma Tor Vergata. Ha i riconoscimenti della Presidenza della Repubblica, del Ministero dell'Ambiente e tante altre istituzioni.

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