di Sara Pieretti

“Forse Facebook non ci ama, in fin dei conti”: questa la riflessione di molte testate giornalistiche al giorno d’oggi. Perché? In parte per il rapporto difficile che il social ha con le redazioni: sembra infatti che sia solito interrompere le collaborazioni con i giornali da un giorno all’altro e con poco preavviso. Ma non è solo questo il problema, il direttore di La Repubblica Mario Calabresi, durante la conferenza “Facebook-editori fine di una storia?” ha sottolineato che ad incrinare questo rapporto sono in primis le opinioni che i giornali diffondono riguardo alla sicurezza sul social. A questo proposito il direttore ha portato l’esempio di BBC, servizio radiotelevisivo inglese che, in seguito allo scandalo Cambridge Analytica, ha dichiarato al proprio pubblico che “l’unico modo per salvaguardare i propri dati su Facebook è eliminare l’account”, facendone una pubblicità tutt’altro che positiva. Un altro motivo di conflitto tra Facebook e le redazioni è il metodo di pubblicità usato dal gigante di Zuckerberg, che rischia sovrastare quello comunemente usato dalla stampa. Calabresi, però, sostiene anche che sia sbagliato limitarsi ad accusare Facebook, poiché permette alle testate di migliorarsi notevolmente: le avanguardie che propone, infatti, le costringono a stare al passo coi tempi, perfezionandosi continuamente.

(videointervista di Margherita Esposito)

Un esempio calzante riguarda il sito web di La Repubblica: dopo l’introduzione degli instant articles da parte del social, i membri della redazione di Calabresi hanno dovuto velocizzare il caricamento della home page della testata, che dall’anno scorso è passata da 6 a ben 2 secondi. Piccoli cambiamenti, che si rivelano però decisivi quando si parla di competitività e modernità nei mezzi di informazione. Per quanto Facebook possa essere selettivo nella scelta delle proprie collaborazioni, insomma, va riconosciuta la sua importanza nel proporre continue sfide alle editorie di tutto il mondo, mettendone alla prova la duttilità e lo spirito di iniziativa.

Raju Narisetti è attualmente CEO Gizmodo Media Group (Univision Communications Inc), un gruppo di siti di giornalismo digitale, ha un curriculum lunghissimo e ricoperto numerosi ruoli, uno tra tutti quello di direttore editoriale per il Wall Street Journal Digital Network. Narisetti offre il suo punto di vista esperto sul rapporto tra informazione e Social Network.

 

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