Giornalisti Nell’Erba®, il progetto e il premio nazionale di giornalismo ambientale, è arrivato al suo 12° anno con un plotone di più di 8000 giovani e giovanissimi reporter, e con una rete di insegnanti di ogni ordine e grado che da ogni parte d’Italia si occupano di fare informazione su questioni ambientali, con l’ambizione di contribuire a creare una cultura della sostenibilità, facendo indagini, scrivendo, filmando, disegnando, elaborando dati, facendo sondaggi e opere letterarie.
La giuria ha valutato i loro lavori, in gara per il premio nazionale. Il 25 maggio, nel centro storico di Frascati, cittadina d’arte, di verde e di scienza, alle porte di Roma, alla Giornata Nazionale #GNE2018, manifestazione aperta e gratuita con decine di eventi, workshop, giochi, laboratori, dedicati a giornalismo, scienza e ambiente, saranno premiati.

Giornalisti Nell’Erba XII
Perché giornalismo ambientale. Prendiamo in prestito le parole di Gabriele Ripandelli, 17 anni di cui un po’ come giornalista Nell’erba. Quest’anno, in un editoriale, ha voluto spiegare: “Non si parla di esperienze mistiche-oniriche-orgiastiche da fauni in mezzo alla natura come in un qualsiasi libro fantasy. Non si richiede nemmeno di saper riconoscere le impronte animali o di arrivare dalle feci alla tana del lupo…”. Le questioni ambientali “possono sembrare noiose, ma se sei stimolato a informarti autonomamente facendo giornalismo ambientale, tutto è diverso. Dalla curiosità nasce l’essenziale. Dall’indagine nascono comportamenti positivi per adesso e per il futuro”.
Però,”viviamo in una società dove ormai tutti parlano di ambiente anche a sproposito. Dove anche chi non sa niente prova a dare consigli sui giusti stili di vita. Questo complica le cose. Bisogna fare lo slalom tra tante false informazioni per arrivare, quando e se ci si riesce, alla verità. La cultura di base deve essere quella della verifica”. Cultura in cui non c’è alcun dogma. “Cultura che a volte non appartiene agli ambientalisti”.

Il tema del Premio quest’anno è “Bilancio di sostenibilità”. La sfida lanciata ai 3-29enni di tutta Italia è stata quella coniugare educazione allo sviluppo sostenibile ad un esercizio di raccolta dati, pianificazione e progettazione per migliorare in sostenibilità ambientale, sociale ed economica, seguire trasversalmente i 17 obiettivi globali, e spingersi oltre, verso un’informazione scevra da dogmi e tecnicismi, restando corretta e pronta all’uso di ogni lettore.

Curiosità, Rete e niente dogmi.
Giornalisti Nell’Erba® accende curiosità, stimola a indagare. Gabriele dice bene: nulla di appicciato addosso, imposto, dettato, indottrinato, studiato per forza. I gNe vogliono capire e raccontare a modo loro problemi e possibili soluzioni. Spesso lo fanno in team, come meritano le inchieste, si dividono il lavoro, si scambiano informazioni, compongono il tutto. Ovvio, questo accade più facilmente se si sta in classe insieme. Ma talvolta, soprattutto in scuole che hanno messo gNe tra i progetti di POF, succede che gNe faccia da progetto fil rouge di un lavoro non solo interclasse ma pure tra ordini di scuola diversi che va oltre la cosiddetta “continuità” e che attraversa trasversalmente tutte le discipline. Come quest’anno è accaduto ad esempio all’Istituto Don Milani di Monte Porzio Catone (Rm): due quinte e una prima secondaria di 1° grado, una sessantina di ragazzi e una decina di docenti, hanno portato un report su alimentazione e agricoltura che ha messo in campo italiano, matematica, religione, storia, geografia, scienze e pure statistica, grafica, tecnica, arte e disegno. Non sono gli unici a lavorare così, nella rete gNe. Al liceo Galeazzo Alessi di Perugia come all’Erodoto di Corigliano Calabro, all’Istituto Comprensivo di Bovino (che coinvolge dalla prima elementare alla terza media tirando dentro anche gli ex alunni e gli adulti), al Pascoli di Nivola di Assemini, come in tante altre scuole gNe, mischiarsi tra età, saperi e discipline ha sempre portato risultati e soddisfazioni.

Ci si mischia anche facendo Alternanza Scuola Lavoro, collaborando con la testata giornalistinellerba.it, come capita ai liceali dell’Alessi già da anni; come sta capitando ai 100 ragazzi di School Of Media, progetto co-finanziato dalla Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dipartimento Gioventù: vengono da varie classi di 6 superiori dell’area di Roma Sud-Castelli Romani e da varie facoltà e seguono laboratori di giornalismo, video-making, montaggio, postproduzione, grafica, social media, MoJo e web. Saranno tra i protagonisti di #GNE2018 il 25 maggio a Frascati.

Da gNe nascono gemellaggi tra scuole e scambi di visite alle eccellenze sostenibili dei rispettivi territori. La rete nazionale docenti gNe si incontra ogni anno per formarsi e scambiare consigli e esperienze.
Persino i Comuni diventano gNe: Bovino  (Fg) ad esempio ha messo una targa all’ingresso del paese.

I piccoli.
Hanno spaziato da un disegno collettivo del “mostro dello spreco”, che coinvolge tutte le aree della sostenibilità e che con i suoi mille tentacoli la mette in pericolo (I e II primaria dell’Erodoto di Corigliano Calabro), ai calcoli accurati di bilancio della mobilità (V A di Bovino, Foggia) su tutti gli alunni dell’intera scuola, con specifiche sulle emissioni e differenze tra pulmino, auto o bici: “una media di 8000 km l’anno per andare e tornare da scuola, con 1600 litri di carburante: in pulmino significa 2240€, con 6400kg di biossido di carbonio”.
Qualcuno si lancia anche in battaglie ambientaliste. Come la V Primaria Manzoni di Marlia-Capannori, con l’aiuto del noto maestro Rossano Ercolini. Riportano la puntigliosa corrispondenza con l’editore  Panini sulla non-riciclabilità delle figurine dei cucciolotti, con consigli, discussi e votati a maggioranza, per ridurre plastica e inquinanti: dotare l’album di taschine o fare in modo d’attaccare le figurine con colla fai-da-te, acqua e farina.

Bilanci di comunità.

C’è chi chiede il bilancio di sostenibilità al proprio Comune, come Manuela Tugliani di Perugia che intervista il dirigente dell’area Risorse Ambientali e Innovazione. Come la redazione del liceo Carducci di Comiso che addirittura collabora, in alternanza scuola lavoro, alla stesura stessa del bilancio. O come la 1a e la 2a Media dell’IC di Frascati che intervista sindaco, assessore e presidente del consiglio comunale, propone un questionario ai cittadini, e li fa giocare a un quiz educativo.
“Ogni giorno nella nostra scuola in ogni classe vengono sprecati 120 litri d’acqua, quando buttiamo la solita decina di fogli di carta poco usati nel cestino”, sintetizza la IIIE di Castelluccio dei Sauri in “Io non m’incarto”, video in cui si pesano le proprie abitudini.
Di un bilancio futuro per un progetto da fare a Perugia parla Edona Xhaferri, mentre Sara Pieretti è alle prese con le microplastiche nei laghi. Il Trasimeno è pulito: 7.914 particelle/kmq, niente a confronto con le 560mila/kmq del lago Maggiore. A proposito di microplastiche, Edoardo Cucina intervista la chimica Daniela Riganelli, consulente Novamont, per districarsi tra le polemiche sui sacchetti in bioplastica (“Ambientalisti da due centesimi”).
Ci sono persino bilanci della merenda: la classe IC di Panni fa il conto dell’impronta idrica e del peso dei rifiuti di ogni ricreazione.

E di territorio
Analisi, dati, filmati, inchieste sul campo. Anche su territori che tengono a tradizioni, accoglienza, preservazione, come quello raccontato dalla redazione di “Parola Nostra” sui Monti Dauni e la Valle del Cervaro e su il Moleno ad acqua del Ponte.
La IIIE dell’Erodoto di Corigliano Calabro va per strada a distribuire volantini e raccogliere interviste ai cittadini su acqua e siccità e per capire in quanti sanno cosa sia un bilancio di sostenibilità (praticamente nessuno, tocca spiegarlo…)
I redattori dell’Urlo della Pascoli di Nicola di Assemini compongono un puzzle di servizi video: vogliono connettere realtà virtuose dando voce alla Laguna di Cagliari e alle Saline Conti Vecchi.

Bilanci di aziende
C’è chi li chiama Giornalisti in erba, chi giornalisti dell’erba: loro correggono ogni volta, tutte le volte: siamo Nell’erba, perché ci stiamo proprio dentro. Accade quando si va a fare interviste come quelle ai titolari di aziende. Federico Pirro, 12 anni, al Pastificio Pirro sente l’imprenditore dire di pannelli fotovoltaici che fanno risparmiare il 60% di costi, soldi reinvestiti in tecnologie per migliorare la qualità della pasta. Rossana Pia di 13 anni intervista il titolare della Biondino srl, in provincia di Cosenza e scopre che i 12kw di fotovoltaico consentono riduzioni dei costi dell’85% in estate e 70% in inverno.
Rebecca Vitelli, 22 anni di Carpineto Romano, invece prende in esame il bilancio del gruppo Volkswagen e scopre che, stando al gruppo, “nel 2016, le emissioni di CO2 prodotte dalle nuove auto lanciate sul mercato europeo, ad esclusione di Lamborghini e Bentley, si sono ridotte fino ad un valore medio di 120.4 g CO2/ km, al di sotto dallo standard UE per il 2015 di 130 g CO2/km”.

globali… e individuali.
L’indagine di Maria Luisa Orlandi sulle emissioni da web ci dice che ogni ricerca che facciamo su internet produce 7gr di CO₂. D’altro canto, però, stampare un giornale può esser peggio, dice Donatellonews, “house organ” della scuola media romana, che va online per parlare di sostenibilità.
L’inchiesta della redazione di Castelluccio dei Sauri sul Material Footprint spiega che le risorse minerali e organiche rimosse dall’ambiente per produrre un bene sono passate dai 48,5 miliardi di tonnellate nel 2000 a 69,3 miliardi nel 2010.
Qualcuno – come Alessandra Chiaradia e Ludovica Sosto – fa le pulci alle etichette dei prodotti nei supermercati tra succhi di frutta, creme alle nocciole, salse di pomodoro e aranciata; qualcun altro fa i calcoli degli sprechi della Grande Distribuzione (Sofia Stopponi e Giorgia Soriani, 15 anni).
C’è chi legge la sostenibilità anche nelle storie di 100 bambine ribelli (e di successo), intervistando Elena Favilli (la V Primaria Giuliotti di Greve in Chianti): la sostenibilità non è solo ambientale, ma riguarda tutti i 17 global goals.

Storie e romanzi.
Ci sono storie illustrate di famiglie inventate, virtuose e sciagurate, storie di bambine, persino di lattine di Coca-Cola (quelle di Filippo Labonia, Giulia Corino, Pierpaolo Casciaro, Linda Malfarà, Luigi De Bortolo, Francesco Ungaro, Ugo Serra, Mattia Feraco). Racconti di imprenditori pentiti come il Canto per la Primavera firmato da Raffaele Bianco, Mario Bucaneve e Leonardo Suvieri. E romanzi brevi, come il visionario Glotun di Gabriele Ripandelli, come La ballata di Nettlefield di Marco Zuaro, 17 anni, promettente scrittore come  è anche la giovanissima Francesca Geraci, 12 anni, che parla di una Genova sommersa.

Esplicativi/educativi
E video con infografiche esplicative, come quello sull’acqua di Pietro Falcone e Sergio Ferraro, 12 anni, o sulle lampadine a incandescenza con calcoli di consumi e ricadute sulla bolletta (Eliana Iaconis e Martina Marinò, 12 anni), video con animazioni e pianeti che parlano tra loro, come quello della II B del liceo Pizi di Palmi. Clara Marangoni, diciottenne veronese, sintetizza in un articolo i contro al consumo del suolo: l’oro del futuro non è nero, ma verde. Molto da web, anche l’articolo di Alessandra Orza e Valentina Diani, 16 anni di Piacenza, sui dati di inquinamento dell’aria.

“Bufale”
Tra le categorie del Premio, anche la “bufala”: per costruirle bisogna capirne le dinamiche. Ottimo modo per imparare a difendersene.
Ecco bufale seriose, come quella di Raffaele Bianco che dà notizia di una (falsa) promessa elettorale: se vinciamo aboliamo l’obbligo di bilancio di sostenibilità. O quella in Tg della II A del liceo N. Pizi di Palmi sulla bilancia di un’azienda (inesistente)
Bufale per allocchi (diffondibilissime) come quella di Valerio Bucciaglia, 14 anni di Pomezia: “frutta e la verdura contengono alte concentrazioni di ossidano, un agente tossico che se presente in concentrazioni elevate può anche provocare la morte”. Bufale educative in un tg con effetti speciali, come quello degli Ecohackers della Scuola Media Viale della Resistenza di Cesena, e quelle che mischiano storia e invenzione, come la storia dei bilanci di sostenibilità a partire dai Sumeri costruita ad arte da Edoardo Giraldi, 15 anni di Roma, per decifrare la quale consigliamo lettura delle avvertenze.

Sono esempi, questi, tra tanti meravigliosi che arrivano da tutta Italia, che segnano speranza e futuro e segnalano punte di qualità nell’istruzione, nell’educazione, nell’informazione. Esempi che, almeno stando all’analisi delle promesse elettorali fatta da Sofia Cesaroni prima del suo primo voto, andrebbero fatte studiare innanzitutto ai neoeletti in parlamento.

A questo link trovate tutte le opere finaliste. Buona lettura.

Invece a questo, il programma di #GNE2018

Share this article

Redazione centrale di giornalistiNellerba.it Giornalisti Nell'Erba è realizzato dall'associazione di promozione sociale Il Refuso. Nel tempo ha collezionato tanti riconoscimenti e partnership come ad esempio quelle con ANSA, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Federazione Italia Madia Ambientali FIMA, European Space Agency (ESA), Agenzia Spaziale Italiana, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Lega Navale Italiana, Marina Militare, Università di Roma Tor Vergata. Ha i riconoscimenti della Presidenza della Repubblica, del Ministero dell'Ambiente e tante altre istituzioni.

Facebook Comments

Post a comment

tre × 5 =