Servizio a cura di  Mario Bucaneve, Pietro Angelini, Riccardo Boschetti, Nicolò Brica, Lorenzo Spaterna

GLIFOSATO, FA MALE? QUESTIONE DI NUMERI

Perugia, Festival del Giornalismo Internazionale #IJF18 – Le fake news declinate al mondo dell’agroalimentare. È il panel moderato da Alessio Viola, volto televisivo di Sky tg24 e che raccoglie le opinioni di scienziati, giornalisti, agricoltori.  Il menù di fake news prevede innanzitutto una riflessione sul Glifosato, erbicida al centro di una rivolta mediatica per la sua eliminazione dall’agricoltura. Un’avversità fomentata, in particolare, perché è una multinazionale, la Monsanto, ad averlo brevettato e a difenderne l’utilizzo.

Il glifosato non fa male. O meglio  non fa così  male,  tutto  dipende  dalle  quantità. “A dirlo è Donatello Sandroni – giornalista  e divulgatore scientifico nonché da agrario esperto di agrofarmaci. “Il problema  non  è la molecola in sé ma i suoi usi talvolta indiscriminati: il modo in cui viene somministrato ai terreni. È il caso dell’Argentina dove “grossi aerei sorvolano le monocolture di soia, inaffiando a pioggia e mentre le piante ricevono una determinata concentrazione, uomini con bandierine segnalano agli aerei la corretta direzione, rincorrendoli, e continuando a bagnarsi di glifosato – spiega Sandroni – per questo  le loro analisi mediche risultano così alterate, un po’ come se facessimo delle analisi del sangue dopo una bottiglia di whisky”. Insomma, per Sandroni non ci sono basi scientifiche che sostengano la sua cancerosità. Sulla stessa linea il giornalista Luciano Capone de il Foglio che solleva le analogie tra i casi di viralità di bufale: “Tutte le fake news scientifiche fanno leva sull’emotività delle persone che si trovano a vivere problemi, malattie per le quali la causa non è nota, e fa comodo individuare un capro espiatorio”. E attacca: “I giornalisti sbagliano nel non approfondire i documenti scientifici e seguire l’onda della polemica in maniera superficiale, c’è stato solo un caso in cui hanno saputo mediare, soppesando le informazioni e smontando gli allarmismi ed è stato quando si gridava di non mangiare più carne e insaccati; perché per il glifosato non si fa lo stesso?”.  Al panel è ancora Sandroni a fare comparazioni cercando di mostrare incoerenze con  ben altri pericoli. Il primo esempio è rivolto al medicinale ibuprofene: “Molte donne lo assumo durante l’anno in grandi quantità ignorando che risulta 11 volte  più nocivo della molecola erbicida”. Altro commento è dedicato alla Germania che “si preoccupa per il glifosato usato per la produzione della birra, ma festeggia il suo “veleno”, l’alcol, all’oktober fest”.

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