#GNE2018, Frascati, 25 maggio – Mica facile fare il giornalista al tempo del web e delle sempre più discusse fake news. Ogni giorno vediamo costruire bufale raffinate, fatte ad arte. Dove spesso inciampano anche le grandi testate del mondo dell’informazione. Per questo diventa importante il lavoro di ricerca della “verità”, un fact checking, come ormai lo chiamano tutti, complesso e che forse diventerà una vera professione.
Di questo, e del suo mestiere di inviato di guerra per le reti Mediaset, ci ha parlato Alfredo Macchi, durante la lectio magistralis di gNe XII dal titolo “Giornalista al tempo del web e delle fake news” (video).

Di seguito il report sull’evento di Silvia Di Tora, ragazza del progetto #SchoolOfMedia

L’informazione: ieri, oggi e domani
Per Alfredo Macchi il mondo dell’informazione è completamente diverso da quello che era pochi decenni fa. Se una volta si andava sul posto per verificare le notizie, la cui diffusione era lenta, oggi la rete permette di ottenere e diffondere informazioni in tempo reale, anche per vicende avvenute in luoghi lontani. Se prima i direttori, e soprattutto gli editori, dei giornali selezionavano le notizie da trasmettere al pubblico, ora questa censura non c’è, tutti possiamo ricevere qualsiasi informazione sul web. In apparenza oggi è molto più semplice sapere cosa succede intorno a noi.
In realtà, invece, la grande diffusione di notizie ci ha sommerso in un polverone, in cui diventa sempre più complicato comprendere quale fatto sia vero e quale falso, anche a causa delle fake news, mirate non solo alla propaganda ma anche ad appropriarsi del denaro altrui, magari attraverso un clic su una pagina creata appositamente. Per farsi un’idea delle fake news, basti pensare alla foto che ritraeva alcune donne irachene in gabbia che l’Isis voleva vendere al mercato: ha conosciuto un’ampia diffusione prima che lo stesso Macchi ne svelasse la falsità. Infatti, la foto, scattata tre anni prima in Egitto durante una manifestazione, ritraeva alcune donne arrestate. Un altro fenomeno pericoloso per l’informazione è la manipolazione digitale di immagini e video, ormai divenuta semplice e alla portata di tutti. Proprio per questo la gente è sempre più diffidente: le notizie sono ora manipolabili. A questo punto ci si potrebbe chiedere: “quale sarà il compito del giornalista di domani?”
A suo parere, i futuri giornalisti avranno la responsabilità di raccontare la verità e quindi di verificare le notizie prima di pubblicarle, in modo da non fornire false informazioni. Documentarsi per spiegare al pubblico come si deve contestualizzare un evento. Non bisogna apprendere notizie come se fossero nozioni e darle per buone, bisogna farsi domande al riguardo.

 

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