Il trasporto dei prodotti è altamente inquinante. Essere “green” significa guardare all’intera produzione

gomma L’inquinamento che produce un prodotto, nella cultura collettiva, è dato dal suo consumo e dal suo conseguente processo di smaltimento. Niente di più sbagliato. Il danno che un prodotto reca all’ambiente va ricercato in tutto il suo ciclo vitale, “dalla culla alla tomba”. La ricerca delle materie prime, la fase di produzione del prodotto, il trasporto e solo in fine l’utilizzo e l’eventuale riciclo, sono tutte implicate in un processo di inquinamento “nascosto” del quale il consumatore non è a conoscenza. Il trasporto ad esempio è molto inquinante: se si considerano le tonnellate di prodotti che vengono trasportate su gomma nelle autostrade, enorme è la quantità di CO2 emessa dai camion. Una soluzione a ciò sarebbe la trasformazione del trasporto “su gomma” in trasporto “su rotaia”, attraverso la rete ferroviaria e l’utilizzo di treni al posto dei camion. Secondo quanto appreso da uno studio condotto da FerCargo  (l’Associazione di imprese ferroviarie private che rappresentano il 30% del traffico ferroviario delle merci), il trasporto su rotaia è lo spostamento più ecologico. Per ogni tonnellata di carico e per ogni chilometro percorso con un treno merci europeo, nell’atmosfera vanno mediamente 29 grammi di CO2.

Per ogni camion Euro 5, invece, le emissioni ammontano a 81 grammi, quasi il triplo.

In Italia, però, predomina ancora il trasporto su gomma. Unilever, multinazionale alimentare e di prodotti igienici e eper la casa, ha deciso di “viaggiare” nell’altra direzione, quella più ecologica. Nel 2010 ha lanciato il suo progetto per raddoppiare il fatturato e volumi di vendita entro il 2020 e mantenere invariate le emissioni derivate dal proprio sistema logistico. Una delle strategie per riuscirci è quella, in Italia, di stringere un accordo con Trenitalia e  far viaggiare le sue merci quanto più possibile su rotaia. Ecco cosi  il progetto Green Express, grazie al quale uno dei brand di punta della multinazionale, ovvero l’Algida, utilizzerà il treno come principale mezzo di trasporto dalla fabbrica produttrice dei gelati a Caivano (provincia di Napoli), all’hub logistico di Parma, distante circa 700 km, togliendo ogni anno dalla strada quasi 3500 camion e le relative emissioni di CO2.

Nel 2013 Unilever ha annunciato che dal 2008 sono state ridotte di un milione di tonnellate le emissioni di CO2 in Europa derivanti dalle operazioni di produzione e trasporto.

L’operazione Green Express in Italia ha tagliato a -45% la CO2 dovuta al trasporto sulla tratta e – 12% di CO2 sulla rete. Ogni treno utilizzato è formato da 30 vagoni mobili; ciascun vagone equivale ad un camion, il che significa aver tolto dalla strada 30 tir e averli sostituiti con un unico viaggio in treno, per un totale di 3500 camion in meno all’anno.

Così facendo l’azienda ha anche un ritorno economico: un risparmio annuale del 6% solo sul trasporto dei gelati. Seguire l’ambiente, quindi, si rivela sempre più necessario tanto da un punto di vista etico e morale, quanto da un punto di vista economico. Essere “green” non è mai stato più conveniente.

Matteo Isidori

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