Henry Cavill quando si mette la maschera è Superman, il pubblico lo ha potuto ammirare nel film L’uomo d’acciaio. Ma senza maschera non è soltanto Clark Kent: ai tanti fan non sfuggirà che in Henry Cavill batte un cuore green. Dentro di lui c’è una spiccata sensibilità per l’ambiente e la difesa degli animali. Per questo è diventato il più grande testimonial della Durrell Wildlife Conservation Trust. Ambasciatore dal 2014, a fianco dell’associazione, ha lanciato un progetto che porta il suo nome #Cavillconservation. Nel 2016 è arrivato persino finalista nella categoria Celebrity per il prestigioso JustGiving Awards.

Durrell e l'attoreÈ vero, non è certo il primo volto dello spettacolo a metterci la faccia, per la natura. Per il cambiamento climatico a fare da megafono c’è Leonardo di Caprio, a dire di mangiare meno hamburger ci sono Schwarzenegger e James Cameron, mentre col WWF a proteggere le tigri si sono fatti avanti l’attore Kevin Spacey e il tennista Andy Murray (leggi qui).

Ma ad ogni modo, di questi tempi – perché se ci sarà davvero la Trumpapocalisse, come la definisce The Guardian, a tremare più di tutti toccherà all’ambiente – testimonianze stellate come queste sono un toccasana per favorire la cultura ambientale.

L’organizzazione che ha come simbolo il dodo – il simpatico uccello non volatile delle Mauritius cacciato dai portoghesi e dagli olandesi fino all’estinzione avvenuta nel 1662 – è stata fondata dal grande britannico Gerald Durrell. Naturalista, esploratore, scrittore, Gerald Durrell è stato un uomo lungimirante. Nell’isola di Jersey creò uno zoo che non era affatto uno zoo, un’arca di Noé piuttosto. Una struttura col solo scopo di salvare le specie in pericolo di estinzione, farle riprodurre, per ripopolare le loro terre d’origine. Ad oggi sono stati rilasciati oltre 4.100 animali appartenenti a 23 specie. A Jersey non ci sono animali “da grande attrazione” da sfoggiare in vetrina, ma animali al centro di progetti di conservazione basati su rigore scientifico. La filosofia di Durrell, da lui messa in piedi nel 1959, solo negli ultimi decenni ha contagiato qualche altro zoo del mondo; Durrell con il suo intuito e la sua passione per la natura è stato un grande anticipatore, un genio della conservazione.

Durrell 2Nell’isola di Jersey non mancano i programmi di ricerca e di educazione al pubblico, ma l’impegno dei ricercatori non è racchiuso nel parco: a fianco di comunità locali e facendo pressioni sui governi sono ben 50 i progetti attivi in 18 nazioni. Con i fondi raccolti negli anni si sono messe sotto tutela 399.655 ettari di habitat nelle Mauritius e in Madagascar, l’equivalente di 562.402 campi da calcio. Neanche a dirlo, le due minacce più gravi che i ricercatori devono contrastare per la protezione dei loro animali sono la presenza di specie invasive (topi, gatti, conigli importati dall’uomo a danno della delicata fauna tropicale) e i cambiamenti climatici (sia il Global warming sia il disboscamento che altera il clima a livello locale).

Non solo chiacchiere. I numeri parlano chiaro: l’associazione – ed è la prima ad averlo fatto – è riuscita a misurare matematicamente i suoi piani di conservazione. Attraverso un indice proposto dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature), il Red List Index, si è osservato che le chance di sopravvivenza per 17 specie monitorate in 16 anni sono esprimibili in un indice che è aumentato da 0.31 nel 1988 a 0.52 nel 2012, cioè un aumento del 67%. L’indice senza la protezione scende del 23%.

Durell 3Fin da bambino, Henry visitava l’arca di Gerald Durrell, essendo originario dell’isola di Jersey. Ed ha sempre avuto un debole per l’aje-aje, una proscimmia simile al lemure. Cappellini, felpe, t-shirt sono i prodotti dello store online, tutti griffati col suo nome, coi quali cerca di coinvolgere i fan nella missione di sostenere il centro. Ma Superman ha avviato anche due simpatici “pacchetti adozione”: gli animali di Henry. Si può scegliere di adottare la famiglia intera di 5 gorilla o il piccolo Ben, un pipistrello della frutta di Livingstone, nato da mamma Claudia. Adottare un pipistrello non è di certo una strategia “commerciale” e la dice lunga sulla peculiarità dei principi della Durell. Si tratta di una specie endemica delle isole Comore ed è tra gli ospiti del parco il mammifero più minacciato. Cosa riceveranno i suoi fan? Il segnalibro autografato, la foto dell’attore coi suoi animali, il certificato di adozione e la lettera di ringraziamento da parte di Henry. “È terribile pensare che quando una specie si estingue la perdiamo per sempre. La colpa è solo dell’ignoranza. Distruggere un ecosistema può avere effetti a domino anche su quelli intorno: rischiamo di rompere i complessi equilibri che governano il pianeta. Ma abbiamo la possibilità di fare qualcosa”

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Corrispondente dalla sua terra ligure. Approda a Giornalisti nell'erba dopo l'esperienza elettrizzante di inviato in "Expo Milano 2015". È laureato magistrale in Biologia a Milano. Gruppo sanguigno: giornalista ambientale e scientifico, ma ha scritto per diverse testate dalla cronaca, alla politica fino al settore ho.re.ca. Ama la natura sotto il pelo dell'acqua, con maschera e pinne, ma anche dall'alto, ottimo sul dorso di un cavallo. La comunicazione è l'ingrediente delle sue giornate. Collabora con Acquario di Genova (ha un passato da Whale watcher). Colazione rigorosamente focaccia e cappuccino. Aperitivo, spritz o Mojito. Appassionato di arte (debole per Caravaggio), bioetica, lettura e feste in spiaggia in buona compagnia. Contatto: g.vallarino@giornalistinellerba.it

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