Dakota_Access_Pipe_Line,_Central_Iowadi Giorgia Coletta, Anastasia Bravetti, Yuri Santoni, Morgan Grossi*

Il rifiuto di Obama verso la costruzione del Dakota Access e del Keystone XL, non ha fermato Trump da dare il via libera alla loro creazione. L’ordine esecutivo è stato firmato il 24 gennaio 2017 a Washington. Ma cosa si nasconde dietro a questi due nomi quasi intimidatori? Oleodotti.

Il primo passerà attraverso la riserva Sioux di Standing Rock in North Dakota ma, dove sia gli indiani che l’associazione Water Protectors e Sierra Club, hanno lottato per difendere quei territori dato che i serpentoni violano luoghi storici e religiosi, importanti per la cultura. Inoltre, compromette anche le riserve d’acqua del popolo passando proprio sotto il letto del fiume Missouri, primaria fonte di approvvigionamento. Sfortunatamente però, la notizia è che pochi giorni fa, la battaglia fra Trump e gli indiani si è conclusa con la vittoria del presidente che ha obbligato i Sioux a sgomberare il proprio accampamento.

Il secondo oleodotto partirà dal Canada ed arriverà alle raffinerie texane, attraversando l’America. Se da un lato la nascita dell’oleodotto vuol dire, secondo Trump, nuovi posti di lavoro, dall’altro il danno ambientale è enorme. Per raffinare queste “sabbie bituminose”, molto costose già da estrarre, viene prodotta una quantità di anidride carbonica maggiore del 20% rispetto a un greggio convenzionale.

Trump, che non prova interesse nemmeno per il riscaldamento globale e pensa che sono “gli ambientalisti ad essere fuori controllo”, punta solo al guadagno economico.
Obama, invece, pensava che questi due oleodotti non avrebbero mai portato i benefici aspettati, soprattutto per due motivi: l’impatto sulla natura troppo forte e, a causa del ribasso del prezzo del petrolio, i posti di lavoro non sarebbero stati quelli che si credeva.

Questi due serpentoni, oltre a dividere l’America geograficamente, la stanno scindendo anche ideologicamente. Al contrario di Trump, esistono persone che hanno capito i rischi derivanti dai due oleodotti e si battono, sia nella vita reale che sul web, per impedirne la costruzione.

Noi ci schieriamo a favore dell’ambiente visto che, immettere così tanta anidride carbonica nella nostra atmosfera, non ci sembra la scelta migliore. Inoltre il rispetto della cultura altrui, dovrebbe essere sempre al primo posto. Il segreto per una buona convivenza, si sa, è il dialogo e Trump non ha nemmeno l’intenzione di parlare…

  • alunni III A Istituto T. Gulluni di Colonna, nell’ambito del progetto Ambientool
  • Il progetto #AmbienTool, dell’associazione Il Refuso con la collaborazione di Frascati Scienza e finanziato dal FSE Fondo Sociale Europeo – Programma Operativo regionale del Lazio 2014-2020, è vincitore dell’avviso “Fuoriclasse”

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Redazione centrale di giornalistiNellerba.it Giornalisti Nell'Erba è realizzato dall'associazione di promozione sociale Il Refuso. Nel tempo ha collezionato tanti riconoscimenti e partnership come ad esempio quelle con ANSA, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Federazione Italia Madia Ambientali FIMA, European Space Agency (ESA), Agenzia Spaziale Italiana, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Lega Navale Italiana, Marina Militare, Università di Roma Tor Vergata. Ha i riconoscimenti della Presidenza della Repubblica, del Ministero dell'Ambiente e tante altre istituzioni.

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