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Pisa, 12 ottobre 2014 – Com’è stato l’Internet Festival di Pisa questo anno? È stato molto interessante anche per i bambini ed i ragazzi come me, perchè ci sono stati dei “workshop” in cui potevi sperimentare tu stesso. Ma non soltanto questo: anche per gli adulti ci sono state conferenze interessanti, come ad esempio quelle sul cibo e sulla cucina mancina, un portale dedicato a tutti coloro che hanno problemi di alimentazione o che scelgono una alimentazione differente. Interessanti anche le presentazioni, da tutto il mondo, delle reti degli agricoltori contro il monopolio delle multinazionali, in particolar modo quella di Kristen Larsen che ha raccontato l’avventura di Open Food Network in Australia, durante l’evento sulla #smartrurality.

Poi ho sperimentato io stessa qualcosa di incredibile. Era proprio fantascienza: ho fatto muovere con la forza del mio pensiero una macchinina. Andava avanti quando mi concentravo su cose analitiche e andava in dietro quando mi rilassavo.Gli operatori di DiScienza, un’associazione che vuole divulgare la scienza appunto anche tramite il gioco, mi hanno messo in testa delle cuffiette come quelle per sentire le musica con in più un sensore sulla fronte e uno sul lobo dell’orecchio. La cuffietta è capace di registrare i diversi movimenti che la testa fa nelle varie fasi di pensiero e trasmettere i diversi comandi, via bluetooth, ai sensori della macchinina che a sua volta li traduce in movimenti in avanti o in dietro. Geniale.

Altrettanto geniale l’esperimento sulle leggi fisiche dell’equilibro, fatto sotto forma di spettacolo da circo. E divertentissimo il laboratorio nel quale ho potuto costruire un minirobot vibrante e velocissimo, collegando fili, batterie, pezzi di bottiglie di plastica di riciclo. Molto carino il personaggio digitale BIT, che anima la città della scienza di Napoli. Parla con i visitatori e sollecita domande e risposte, lasciando tutti a bocca aperta, ma non perché sa tante cose: lascia di stucco perché le sue domande spiazzano grandi e piccini. Ed elettrizzante è stato anche correre a tutta velocità per le strade di Firenze in bicicletta, schivando pedoni ed altri ostacoli, senza muovermi dalla sala, con la virtual bike, che è una bici normale ma collegata ad un computer.

All’incontro sulle Community – un appuntamento più per adulti che per ragazzi dal titolo “Creatività, Coesione e Qualità della vita” – ho sentito tante storie belle di comunità che grazie anche a internet hanno voltato pagina. Tra gli altri, c’era un professore di economia, o meglio un “commercialista etico” di Genova (Giovanni Lombardo) che dopo aver fatto il professionista in Svizzera aiutando società a girellare intorno alle leggi, è tornato in Italia ed oggi aiuta i suoi clienti a risparmiare, investire, trarre giusto profitto da azioni virtuose. C’era Rosy Battaglia, che noi Giornalisti Nell’Erba conosciamo da tempo, che ha raccontato la storia del suo progetto Cittadini Reattivi. cityzen journalism, anzi, community journalism contro i siti inquinati, su ambiente, salute e legalità che ha vinto nel 2013 il contest della Fondazione ahref per le inchieste multimediali ad alto impatto civico e sociale. C’era Francesca Casula, sarda, che ha fondato Liveros, una rete che unisce librerie, editori, scrittori, biblioteche e che ha “salvato il libro” in Sardegna.   Peppe Sirchia, invece, ha raccoltato un’altra storia, quella di Favara, in provincia di Agrigento, un paesino con più case diroccate che abitanti, che oggi invece è sede del Farm Cultural Park, un miracolo culturale e di recupero voluto, appunto, dalla comunità.

Il Festival, insomma, nei suoi quattro giorni e venti sedi nel centro storico di Pisa, si è dimostrato un appuntamento da non perdere. Ovvio, mi sono divertita di più alle attività dei T-Tour, ossia quelle educative e divulgative sulla cultura digitale destinate al pubblico più giovane, ma anche gli appuntamenti GO-Green, sulle alternative verdi per le imprese, i produttori, i cittadini, le comunità, quelli sulla gamification (i giochi e videogiochi, le realizzazioni grafiche 3D), quelli sul design e le nuove tecnologie disponibili e quelli sui diversi e nuovi modi per fare cultura sono stati interessantissimi.

Lara Attiani

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