Un Guido Meda in grandissima forma quello visto al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Il direttore di Sky Motori è stato protagonista del panel scoppiettante “Tutti in piedi sul divano!”, moderato da Omar Schillaci, vicedirettore di Wired Italia, incentrato sul giornalismo sportivo, la storia della carriera di Meda e condito con video di sue telecronache e di aneddoti di vita del paddock.

Il racconto inizia dai primi passi della carriera di Meda tra la passione per la moto, il non amar fare le telecronache – che all’epoca erano tutte sullo sci di Tomba-, il desiderio di diventare conduttore tg, anche se non si reputava sufficientemente bello per farlo, e poi l’acquisto da parte di Mediaset dei diritti del Motomondiale e l’occasione di diventare telecronista. Ha raccontato la situazione delle testate quando era agli inizi del percorso da giornalista e di Mediaset che, al tempo, aveva affittato un rete slovena da cui trasmetteva in Italia, con i giornalisti costretti nel weekend ad andare a lavorare in quella sede angusta slovena. Si è passati a discutere dei tecnicismi del mestiere, del suo stile e dei tormentoni come “gas a martello” oppure il celebre “Rossi c’è!”. Infine si è parlato molto della vita del giornalista al Motomondiale, con racconti del pre gara, l’amicizia con i piloti italiani. Ha risposto a domande che chiunque avrebbe voluto fare, come quella fatta da Schillaci: ”ma Marquez è veramente stronzo o solo furbo?” (la risposta nella nostra intervista), o se forse predilige un po’ troppo Valentino Rossi rispetto agli altri piloti, oppure, ancora, se il Valentino da lui conosciuto sia proprio quello reale. Meda si è fermato volentieri a fine conferenza per foto con il pubblico ed interviste alle testate. Non si è risparmiato nemmeno alle domande di un bambino appassionato di Rossi e dei suoi tormentoni. A breve online anche l’intervista ai nostri microfoni.

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