di Riccardo Boschetti
#ijf18 Perugia – Un argomento che ha scosso l’opinione pubblica, quello dei vaccini. È stato al centro del dibattito non solo medico e scientifico, ma anche politico: i vaccini sono stati infatti chiamati in causa anche nell’ultima campagna elettorale di cui ancora si sentono i postumi. Ma il problema parte da molto lontano.
Già dal post-guerra e negli anni ‘60 il tema vaccini inizia ad essere scisso dalla questione puramente scientifica; ma saranno i danni della tragedia Chernobyl a portare la questione nella pubblica piazza, mettendo al centro il problema della divulgazione e dell’informazione.
Oggigiorno, sono tanti i temi che si sono sviluppati attorno ai vaccini: prima di tutti la loro efficacia. Un problema di comunicazione, di intenti, di disinformazione.
Oggi il dibattito si apre sull’obbligatorietà di questa soluzione scientifica, su cui i cittadini si sono divisi. Tuttavia la scienza non è democratica: può aiutarci ma se raccontata male ci allarma. Perché tutto ciò su cui l’individuo non ha controllo viene percepito come lontano e irrisolvibile. La scienza tenta anno dopo anno di portare a soluzione le domande che ci poniamo e tentare di rendere risolvibile ciò che ci preoccupa. A conclusione si può puntare l’attenzione sulla parola fiducia, quella verso la scienza e verso la tecnologia medica e lasciare la parola agli esperti che probabilmente più di tutti possono rendere alla portata un problema di tutti.
Ne ha parlato ai nostri microfoni Roberta Villa, giornalista e scrittrice (video).