Katowice (dai nostri inviati ) – A Cop24 anche l’industria mondiale del fashion: oggi ha lanciato la sua Carta per la sostenibilità della moda. Sotto l’egida dell’Onu, quaranta leader tra cui adidas, Burberry, Esprit, Guess, Gap Inc. Hugo Boss, H&M Group, Inditex, Kering Group, Levi Strauss & Co., Puma SE, Target; associazioni tessili come Business for Social Responsibility, Sustainable Apparel Coalition, China National Textile and Apparel Council, Outdoor Industry Association and Textile Exchange; il colosso dei trasporti Maersk e il WWF si sono impegnati a raggiungere 16 obiettivi e a rispettare i principi su cui si fonda la Carta per la moda sostenibile.

La Carta, a cui possono aderire anche altre aziende e associazioni, riconosce il ruolo cruciale svolto dalla moda sia sul fronte delle emissioni di gas serra sia in termini di opportunità di ridurre tali emissioni e contribuire così a uno sviluppo più sostenibile.

In linea con gli obiettivi stabiliti dell’accordo di Parigi, la Carta elenca le questioni oggetto di attenzione e interventi da parte dei firmatari, tra cui spiccano la decarbonizzazione nelle fasi di produzione, la scelta di materiali sostenibili, modalità di trasporto a basse emissioni di carbonio, l’importanza di stabilire un dialogo con i clienti e di sensibilizzare i consumatori, la collaborazione con le comunità finanziarie e i responsabili politici con l’obiettivo di individuare soluzioni scalabili e promuovere l’economia circolare. Per compiere progressi concreti verso il raggiungimento di questi obiettivi, sono stati istituiti sei gruppi di lavoro incaricati di stabilire le fasi di attuazione.

I firmatari, tuttavia, non intendono perdere ulteriore tempo nell’attesa che queste questioni vengano definite nel dettaglio e hanno perciò fissato un obiettivo iniziale, il quale prevede la riduzione delle emissioni aggregate di gas serra del 30% entro il 2030, oltre a stilare misure concrete, come l’eliminazione graduale delle caldaie a carbone o di altre fonti di riscaldamento e produzione di energia a base di carbone presso i propri stabilimenti e quelli dei fornitori diretti a partire dal 2025.

“Il settore della moda è sempre all’avanguardia nella definizione della cultura a livello mondiale, pertanto sono lieta di sapere che la moda combatte in prima linea contro i cambiamenti climatici”, ha dichiarato Patricia Espinosa, Segretario esecutivo di UNFCCC.

“Siamo consapevoli del fatto che oltre il 90 percento dell’impronta di carbonio di PUMA deriva dalle catene di approvvigionamento condivise. Se vogliamo ridurre le emissioni di carbonio lungo le filiere, dobbiamo collaborare con i nostri colleghi”, afferma Bjørn Gulden, CEO di PUMA. “La Carta per la moda sostenibile rappresenta uno sforzo collettivo del settore finalizzato a sostenere gli obiettivi stabiliti dall’accordo di Parigi. Apprezziamo il fatto che l’ONU abbia creato una piattaforma globale e chieda ai nostri colleghi di aderire all’iniziativa”.

“Questa Carta ha lo scopo di riunire i marchi della moda e promuovere azioni comuni contro i cambiamenti climatici. Il nostro settore ha una portata globale e solo insieme possiamo mettere in atto il cambiamento di cui abbiamo urgentemente bisogno”, dichiara Karl-Johan Persson, CEO del gruppo H&M. “Siamo lieti di aver sottoscritto questa Carta a riprova del nostro obiettivo di esercitare un impatto positivo sul clima lungo la nostra catena del valore”.

 

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Redazione centrale di giornalistiNellerba.it Giornalisti Nell'Erba è realizzato dall'associazione di promozione sociale Il Refuso. Nel tempo ha collezionato tanti riconoscimenti e partnership come ad esempio quelle con ANSA, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Federazione Italia Madia Ambientali FIMA, European Space Agency (ESA), Agenzia Spaziale Italiana, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Lega Navale Italiana, Marina Militare, Università di Roma Tor Vergata. Ha i riconoscimenti della Presidenza della Repubblica, del Ministero dell'Ambiente e tante altre istituzioni.

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