Proprio nella giornata in cui 25mila persone si sono radunate in piazza del Popolo, a Roma, per il Friday For Future a cui è intervenuta anche Greta Thunberg, abbiamo appreso che la Commissione cultura alla Camera ha dato il via libera alla proposta di legge per il “reintegro dell’educazione civica tra le materie di studio. Manca solo il passaggio in aula, previsto per il 29 aprile – ha scritto il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti sul suo profilo Instagram, – e avremo ottenuto un altro grande risultato”.

Viste le vicissitudini dell’ex educazione civica – attualmente denominata cittadinanza e costituzione – nell’ordinamento della scuola in cui insegniamo, abbiamo voluto avvicinarci alla fonte per capire meglio la novità annunciata.

Sul testo base reperibile sul sito della Camera (qui la scheda del documento da cui si può seguire il dibattito con le varie osservazioni presentate) si leggono alcune cose che dal nostro punto di vista di docenti Giornalisti Nell’Erba rischiano di creare ancora più confusione.

Per esempio, il documento parla a più riprese di “educazione ambientale” e insiste sul rispetto “nei confronti di persone, animali e natura”, ma nell’elenco delle “tematiche” da tenere “a riferimento” i punti “b) Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile” e “e) educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari” sono distinti, non tenendo conto che l’Agenda 2030, nei suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (anche detti OSS o SDGs), racchiude proprio l’attenzione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, unitamente all’attenzione per i diritti umani, la pace, il lavoro, la salute e molti degli altri temi che nel progetto di reintroduzione dell’educazione civica a scuola rappresentano vari punti separati di un lungo elenco.

L’Agenda 2030 dell’ONU è stata recepita anche dal documento Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari emanato dal MIUR nel 2017. Questo documento è peraltro richiamato nella proposta di legge, a parer nostro senza però coglierne il punto nodale. Infatti le Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari, proprio nella sezione dedicata a “l’educazione alla cittadinanza e alla sostenibilità”, dopo aver richiamato documenti e Raccomandazioni europee, e ribadito l’importanza dell’insegnamento di Cittadinanza e costituzione (trasversale a ogni ambito della vita e quindi a ogni materia di insegnamento), precisavano che “Uno scenario del tutto coerente è delineato nei 17 obiettivi enunciati dall’ONU nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”.

L’impressione è che si torni su punti già toccati dallo stesso MIUR, rendendoli quando possibile ancora meno chiari e di più problematica attuazione per gli insegnanti, annullando inoltre l’attualità e la prospettiva globale delle Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari.

Se infatti nel passaggio tra Cittadinanza e costituzione e Educazione civica cambierà, nella sostanza, poco (entrambe trasversali), si è riusciti nel tentativo di rendere ancora più confuso il poco che era chiaro. Un punto che ancora una volta prevediamo resterà in balia dell’improvvisazione e ricadrà completamente sui docenti, già oberati da molteplici input e incombenze, è la questione della valutazione. A nostro parere il pericolo più grave è che ci si restringa a valutare le competenze di educazione civica in modo settoriale e semplicistico –  “lo studente sa a memoria la Costituzione italiana? butta la carta nel cestino?” – perdendo di vista la complessità insita nel tema cittadinanza, in un mondo dalle problematiche sempre più ampie e più interconnesse, come le Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari avevano sottolineato.

Gli studenti scesi in piazza per il Friday For Future del 19 aprile lo hanno capito: la battaglia contro i cambiamenti climatici non è distinta da quelle per i diritti umani, per i diritti delle donne, per il lavoro: sono le molte problematiche che ogni cittadino e cittadina, come abitante di questa Terra, si trova a dover affrontare quotidianamente utilizzando strumenti di competenze di cittadinanza e, insieme, di sostenibilità.

Giuditta Iantaffi e Ilaria Romano

Coordinatrici nazionali della Rete Docenti Giornalisti Nell’Erba e Delegate Educazione & Formazione.

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