img_1418“Ci farebbe davvero piacere se lo leggesse e firmasse la prefazione”.

Il direttore Paola Bolaffio al termine di una riunione a COP22 consegna al ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti la bozza dell’e-book Giornalisti Nell’Erba e la cultura ambientale nella scuola, curato da Ilaria Romano, giornalista e docente di scuola media. Sono giornate frenetiche a Marrakech, ma il fatto che il ministro abbia trovato il momento per riceverci e ascoltare il progetto ci fa ben sperare.

Diffondere la cultura ambientale con la cassetta degli attrezzi del giornalista. È questo il metodo alla base dell’insegnamento della cultura ambientale, raccontato da una rappresentanza di 14 appartenenti alla Rete Nazionale dei Docenti gNe.

Un metodo testato e collaudato da 10 anni di Giornalisti Nell’Erba e che ha dato vita alla più grande e giovane redazione ambiente del mondo e unito in network centinaia di insegnanti da tutta Italia di tutti gli ordini e gradi. “Ha il valore vincente dell’esperienza sul campo” il pensiero di Agata Maddoli insegnante di scuola primaria a Greve in Chianti, vicino Firenze. Con questi strumenti è possibile insegnare l’educazione ambientale e al contempo “fare attività laboratoriale, trasversale e completa che utilizza competenze chiave della cittadinanza, educazione ambientale, attività digitale, ricerca e comunicazione” è la testimonianza di Anna Maria Gesualdi da Bovino, in provincia di Foggia. Ed è proprio la tecnologia, l’innovazione e il cooperative learning, il filo rosso, anzi verde, che collega il giornalismo ambientale e la scuola secondo Paolo Aghemo, docente di scuola primaria e di digital storytelling e social network presso la Scuola laD dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Sono solo alcune delle  voci raccolte nell’e-book edito da Il Refuso.

Il metodo gNe è una delle risposte alle necessità che l’istruzione sta  fortemente manifestando. Infatti il prossimo 22 e il 23 novembre ci saranno in Italia gli Stati generali sull’educazione ambientale, proprio durante la Settimana Unesco DESS. Saranno due giorni per fare il punto della situazione sullo stato dell’educazione ambientale in Italia e fare un programma per capire come svilupparla al meglio. Inoltre fa il paio con la necessità di una generazione che nasce in un mondo che soffre gli effetti del climate change, ed è allo stesso tempo digitale. “I problemi ambientali si risolvono con l’educazione, altrimenti saremmo sempre alla ricorsa delle conoscenze sul tema”, sono proprio le parola di Gian Luca Galletti a COP22, “se avessimo una generazione di nativi ambientali come quella dei nativi digitali, se i ragazzi avessero conoscenze delle problematiche climatiche come del funzionamento dell’ipad o del telefonino avremmo risolto gran parte dei problemi ambientali dell’Italia”. La necessità di una educazione ai cambiamenti climatici è emersa in modo chiaro e condiviso da tutto il mondo anche durante la Conferenza di Marrakech, dove Unesco ha presentato la nuova guida per accelerare le azioni educative Azioni per la responsabilizzazione climatica, linee guida per accelerare le soluzioni attraverso l’educazione e la pubblica consapevolezza“.

Il Ministero dell’Ambiente, insieme a MIUR, ha redatto un protocollo e ottenuto una disponibilità di 20 milioni di euro sul PON, Programma Operativo Nazionale. “Questo ci darà la possibilità di mettere in campo azioni molto forti. La prima che verrà sarà quella di formare i formatori per avere dei docenti preparati” ha concluso Galletti.

“Sono certa che il ministro prenderà in seria considerazione il lavoro già svolto dalla rete docenti gNe” dice Paola Bolaffio, “il metodo gNe è collaudato, ha un’esperienza decennale e funziona”.

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Approda a Il Refuso nel 2008 dove rimane in pianta stabile dal 2014, dopo una serie di esperienze lavorative nel giornalismo, la comunicazione e il management. Nel 2010, diventa giornalista pubblicista, per Giornalisti Nell'Erba ricopre prima il ruolo di responsabile relazioni esterne e coordinatore generale, in occasione di Expo è coordinatrice di #gNeLab e dal 2015 vicedirettore di giornalistinellerba.it. Ama il cibo, la musica (rigorosamente antecedente agli anni 2000) e condividere i primi due in buona compagnia.

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