In Russia il riscaldamento globale è due volte e mezzo superiore che negli altri paesi.

A causa di ciò il permafrost, lo spessissimo strato di ghiaccio sotto la superficie terrestre della Siberia e di altre zone limitrofe si scioglie a ritmi sconcertanti.

Le stime si aggirano intorno ai 5 cm all’anno, una tale velocità rende il suolo instabile e non è raro infatti che case o tubature cedano insieme al terreno.

Gli scienziati però sono molto preoccupati per un’altra ragione, i batteri e i virus che si disperdono nell’atmosfera con lo scioglimento del permafrost.

Incastonati nel ghiaccio infatti risiedono innumerevoli specie di funghi, batteri e virus che si sono accumulati nel corso dei secoli.

In Siberia nell’estate 2006 ci fu la morte di un bambino e di duemila renne.

La causa dell’avvelenamento si scoprì che era l’antrace, fuoriuscito a seguito dello scioglimento del permafrost per i 35 gradi centigradi raggiunti.

L’antrace si sta diffondendo nella Jakuzia proprio a causa del riscaldamento globale che ne libera le spore nell’atmosfera. Nelle regioni del Nord è conosciuto come la Peste siberiana che stermina gli animali e colpisce anche l’uomo. La sua diffusione è facilitata dal fatto che la Jakuzia ha quasi 14 mila cimiteri di renne lungo i percorsi delle migrazioni. Dalle carcasse scongelate si liberano batteri che tornano in vita, diffondendosi nell’aria. 

«Se l’area di queste emissioni – ha detto Boris Kershengolts, biologo di Jakutsk – si sovrappone a quella dei cimiteri di animali o di umani che sono morti per infezioni nei secoli passati, le spore e gli agenti patogeni potrebbero spargersi per una zona molto vasta. Potrebbe trattarsi di un disastro non solo per l’Artico: la catastrofe potrebbe essere superiore a quella di Chernobyl». 

Il riscaldamento globale è una minaccia insidiosa che colpisce tanto nel macro quanto nel microscopico.

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