Alessandra Fasce ha 36 anni, lavora nella trattoria “Da Paulin” di Genova, è la vincitrice della VI edizione del  Campionato Mondiale di Pesto Genovese al mortaio.

Genova, 16 aprile – Tavole imbandite nel gremito salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, 100 concorrenti si sfidano a colpi di pestello nel VI Campionato Mondiale di Pesto Genovese al mortaio. Si tratta di un evento con cadenza biennale organizzato dall’associazione culturale dei Palatifini.

È “genovesissima” – come con orgoglio precisa – Alessandra Fasce, la vincitrice dell’edizione 2016, che è riuscita a convincere i 30 giudici a premiare il suo pesto tra i 10 finalisti del round finale. Manualità, aspetto, finezza della macinatura, consistenza ed equilibrio sono questi i criteri valutati dagli esperti. Se volete assaggiare il pesto più buono del mondo adesso dovete andare a Genova alla trattoria “Da Paulin“, dove Alessandra è aiuto cuoca, con alle spalle la sua esperienza ventennale nelle cucine di diversi ristoranti cittadini.

“Dal punto di vista professionale è il traguardo più bello della mia vita – ha dichiarato molto commossa alle telecamere di tutto il mondo – dedico la vittoria a mio marito, che mi ha sopportata in questi mesi di preparazione”. “Negli ultimi tempi addirittura la notte lo svegliavo con delle gomitate, forse stavo sognando di fare il pesto al mortaio” scherza Alessandra. “La passione è l’unico ingrediente segreto” ma anche il web fa la sua parte: “È guardando molti video in rete che mi sono perfezionata, sebbene il mio mortaio sia quello di mia nonna, sono perlopiù un’autodidatta e non ho imparato a fare il pesto in famiglia”.

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La campionessa Alessandra Fasce assieme agli assessori regionali liguri Ilaria Cavo ed Edoardo Rixi

Il pesto è la salsa che ha reso Genova famosa nel mondo. Basilico genovese Dop prima di tutto e poi pinoli di Pisa, aglio di Vessalico (Imperia), parmigiano reggiano Dop, fiore sardo Dop, sale marino delle saline di Trapani e olio extravergine di oliva Dop Riviera Ligure, si susseguono come in una danza all’interno del mortaio: un recipiente di marmo dove tutti gli ingredienti vengono amalgamati a colpi ripetuti dal pestello di legno. La parola vietata è frullino che ossida le foglie e scalda la crema: il vero pesto genovese si fa a mano, come vuole la secolare tradizione.

Lascia il titolo e fa il passaggio di consegne – ossia cede il “pestello”, vero e proprio scettro dell’evento – Alfonsina Trucco, regina del pesto 2014 all’età di 87 anni. La signora originaria di Montoggio (entroterra ligure) aveva affascinato il pubblico con il suo mortaio di famiglia di grosse dimensioni, antico 150 anni.

Nella carica dei 100 dell’edizione 2016 troviamo, come sempre, non soltanto rinomati chef, bensì gareggiano al titolo di campione mondiale persone dalle professioni più diverse, come un regista e una traduttrice simultanea. E sebbene i concorrenti liguri siano in netta maggioranza con 59 candidati, e altri 19 provengono dal resto di Italia, non mancano rappresentanti di tutto il mondo tra cui Giappone, Stati Uniti, Filippine, Spagna, Repubblica Ceca, Uruguay, Albania, Sri Lanka, Togo Ecuador e persino Honolulu. Per quanto riguarda le età hanno gareggiato due diciottenni, entrambi aspiranti cuochi, uno genovese e l’altro norvegese, mentre la più anziana partecipante è stata una pensionata genovese di 74 anni.

Tra i main sponsor del Campionato troviamo l’azienda agricola Paolo Calcagno che coltiva sulle alture di Celle Ligure, a due passi dal mare, il basilico rigorosamente DOP. Utilizzando, oltretutto, una moderna caldaia a biomassa (cippato) per riscaldare le sue serre, l’azienda produce un basilico davvero green, dato l’enorme risparmio energetico e azzeramento di emissioni di CO2.

Presenti nel pomeriggio in sala per il gran finale gli assessori regionali Edoardo Rixi (Sviluppo economico e Imprenditoria) e Ilaria Cavo (Comunicazione, Politiche giovanili e Culturali). Regione Liguria sostiene con orgoglio il campionato e appoggia l’associazione Palafitini nella sua battaglia affinché l’Unesco riconosca il Pesto genovese al mortaio best practice di un bene culturale immateriale dell’umanità.

Decretato il vincitore la giornata non si è mica conclusa, alle ore 20 ha preso il via il Pesto Party: Genova Liguria Gourmet, assieme ad artigiani del settore agroalimentare e all’Enoteca Regionale della Liguria, hanno servito specialità tipiche del territorio, dando a tutti l’appuntamento alla VII edizione nel 2018, o meglio appuntamento per le eliminatorie a Savona, Genova, Madrid (4 giugno) e a Parigi (10 giugno).

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Corrispondente dalla sua terra ligure. Approda a Giornalisti nell'erba dopo l'esperienza elettrizzante di inviato in "Expo Milano 2015". È laureato magistrale in Biologia a Milano. Gruppo sanguigno: giornalista ambientale e scientifico, ma ha scritto per diverse testate dalla cronaca, alla politica fino al settore ho.re.ca. Ama la natura sotto il pelo dell'acqua, con maschera e pinne, ma anche dall'alto, ottimo sul dorso di un cavallo. La comunicazione è l'ingrediente delle sue giornate. Collabora con Acquario di Genova (ha un passato da Whale watcher). Colazione rigorosamente focaccia e cappuccino. Aperitivo, spritz o Mojito. Appassionato di arte (debole per Caravaggio), bioetica, lettura e feste in spiaggia in buona compagnia. Contatto: g.vallarino@giornalistinellerba.it

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