di Benedetta Tedeschi e Matilde Zampolini

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Perugia – Festival del giornalismo – “C’è urgente bisogno di giornalismo vero”. Così esordisce all’International Journalism Festival Fiengo, autore del “cuore del potere“, perché solo attraverso questo mezzo si restituisce verità è utilità alle notizie.
C’è democrazia senza giornalismo?’ C’è libertà senza verità? “oggi ci sono i giornalisti ma non c’è il giornalismo”- continua Fiengo – è un giornalismo che opprime la verità, la soffoca con le sue parole. Con il suo libro i “campi di forze”, questo tipo di giornalismo viene denunciato. Chi avrebbe il coraggio di compiere un’azione simile senza i suoi decenni di esperienza alle spalle?
Il giornalismo e i giornalisti svolgono un compito difficilissimo: il contraltare di governi, stati, lobby di potere.
Napoleone diceva che c’è da avere più paura di tre giornali ostili che di mille baionette: il buon giornalista usa la penna e le inchieste per informare, per fare massa critica, per “liberare”.
La ricerca della verità è lo scopo, il mezzo e l’arma della Democrazia, nonché la ragione d’esistenza di un giornalista. Fiengo con “candore eversivo”continua raccontando l’esperienza nel suo giornale e non si nasconde, ne mette a nudo gli episodi di collusione col potere: più verità di così.
“Il ‘Corriere’ è una delle pochissime istituzioni di garanzia di questo paese… La libertà d’informazione è vista con insofferenza crescente” così scriveva, Ferruccio de Bortoli, nel giugno 2003, in occasione delle sue dimissioni da direttore del “Corriere della Sera” e proprio la “garanzia” di verità al centro del buon giornalismo.
La Bonsanti, a fianco di Fiengo, racconta la sua esperienza e si rivolge ai più giovani: «controllate tutto, non fidatevi di nessuno, i comunicati stampa sono falsi, perciò buttateli e ricominciate a cercare le informazioni».
Per questo, un giovane giornalista, oltre alle 5 W, ha tre imperativi ulteriori: ricerca, verità, garanzia.

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