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Era ottobre 2011 quando per la prima volta abbiamo conosciuto Samantha Cristoforetti, in occasione del rientro in terra del collega Paolo Nespoli, dove questa giovane ragazza si definiva allora “un’apprendista” astronauta che sperava di poter prendere parte ad una delle tante missioni spaziali che si faranno fino al 2020. L’abbiamo poi incontrata quest’anno in una conferenza stampa, dove ci presentava il sito Avamposto42 con cui tiene aggiornato tutto il mondo sui sui esperimenti scientifici sulla ISS. Oggi  non ci uniamo a tutto il mondo e le riconosciamo il legittimo appellativo di Astronauta.

Samantha Cristoforetti è entrata nella Stazione Spaziale Internazionale alle 3.45 (ora italiana) di lunedì 24 novembre e mettendo piede in quella base spaziale ha segnato l’inizio della missione futura (seconda missione di lunga durata affidata all’Asi) che, proprio come dice il nome, vuole spostare l’attenzione del mondo sul futuro e il progresso, facendo esperimenti sul cibo coltivato nello spazio, sulle reazioni del corpo umano in mancanza di forza di gravità, su materiale scientifico come il comportamento dei fluidi nello spazio o la potenza delle radiazioni in un ambiente diverso dal pianeta blu. Si è impegnata poi nella stampa di oggetti in 3d in assenza di peso, così che possa sperimentare la creazione di pezzi di ricambio per la stazione sulla stazione stessa.

Domenica notte, quando ha realizzato il suo sogno, noi giornalisti Nell’erba eravamo nella sede dell’Asi assieme al neopresidente Roberto Battiston, al ministro dell’Istruzione e della rRcerca Stefania Giannini, il direttore Esa dei voli spaziali abitati Thomas Reiter (astronauta a suo tempo), il capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare Pasquale Preziosa.

Dopo un video che ci mostrava la preparazione di Samantha per questa missione, una preparazione durata più di 3 anni, sono intervenute le autorità esprimendo orgoglio e fiducia nei confronti di questa giovane donna e nel nostro Paese.

 Il generale Preziosa ha definito Samantha “l’alunna esemplare che sa quello che vuole ed è determinata ad ottenerlo”, mentre il ministro Giannini si sentiva “fiera di essere una donna italiana”, e ha proposto Samantha come esempio che tutti,  non solo le donne, dovrebbero seguire: “una ragazza che ha sognato le stelle da bambina e si è sacrificata, ha faticato, sudato e ha rinunciato a molte cose per raggiungere il suo traguardo”. Un modello, secondo il ministro, da porre come esempio per tutti i giovani che sognano, che devono capire che vale la pena sacrificarsi per raggiungere il proprio obiettivo. A parlare poi è stato Thomas Reiter, astronauta tedesco nominato da 4 anni direttore dei voli abitati dell’Esa, che, in inglese, ha espresso la sua contentezza nell’avere un’eccellente astronauta quanto un’ottima ambasciatrice capace di avvicinare i giovani allo spazio.

Ma intanto il tempo procede, e dopo un breve excursus da parte del presidente Battiston sugli esperimenti programmati per Samantha, ecco che mancano 15 minuti, e a spezzare la tensione per l’imminente partenza della Cristoforetti sono i tre colleghi che prima di lei hanno viaggiato tra le stelle: Roberto Vittori, Paolo Nespoli e Luca Parmitano. i tre astronauti hanno vissuto le stesse emozioni di Samantha e, anche scherzando, hanno raccontato le più grandi emozioni da loro vissute, ma soprattutto commentato e spiegato ciò che l’astronauta stava facendo in quel preciso momento, negli ultimi momenti sulla terra prima di partire per le stelle.

Mancano 10 minuti al lancio e viene chiesto a Nespoli se scambierebbe mai la sua sedia con quella di Samantha. “Non vorrei mai privarla delle emozioni che sta provando. Tutti credono siano ansia e paura, ma a quanto pare ci sbagliano: Parmitano confessa infatti che dentro quella capsula Suyez si è rilassati, felici che tutto l’addestramento sia finito e pronti per la missione. Ci viene poi spiegato che Samantha occupa una posizione molto importante, quella di sinistra, è la co-capitano della missione, e questo compito deve essere svolto con la consapevolezza di tutti gli onori e oneri.

Il conto alla rovescia, come da tradizione, è partito da -10.800 secondi: puntualmente, tre ore dopo, c’è stato il decollo. La separazione del primo stadio è avvenuta dopo un minuto e 58 secondi dal lancio e a 42 chilometri di quota.

Tre minuti più tardi si è staccato il secondo, a 176 chilometri di altezza. Meno di nove minuti dopo la partenza, a 208 chilometri dalla Terra, è avvenuta la separazione del terzo stadio e l’inserimento in orbita, con la navicella lanciata a 25mila chilometri all’ora. A questo punto inizia la corsa all’ISS che è durata circa 6ore.

Grazie alla tecnologia, la sua partenza è stata osservata da più di 2milioni di persone, che l’hanno vista anche all’interno della capsula. “Sono stati gli 8 minuti più emozionanti della mia vita” ha detto Battiston subito dopo il lift-off e il raggiungimento della navicella nell’orbita, ed ha augurato a Samantha di godersi questa esperienza unica e di portare a compimento tutti gli esperimenti programmati.

Samantha è partita con altri sue astronauti: l’americano Terry Virts e il russo  Anton Shkaplerov. e noi dal basso facciamo loro i nostri migliori auguri affinché riescano a portare a termine tutti gli esperimenti e possano fruire del tempo a disposizione nello spazio nel migliore dei modi. Stanno vivendo il sogno di milioni di persone, tutti quelli che vorrebbero essere lì tra le stelle insieme a loro.

Caterina Stacchiola

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