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Gianluigi Angelantoni, Catia Bastioli, Francesco Ferrante, Gianni Silvestrini

Roma, 16 febbraio 2017 – Durante il convegno annuale Kyoto Club, tenuto in occasione dell’anniversario del Protocollo di Kyoto, l’associazione ha rilanciato le sue proposte sui temi della de-carbonizzazione e dell’economia circolare.
Il concetto che ruota intorno all’economia circolare è piuttosto semplice. L’obiettivo è quello di limitare il più possibile i rifiuti immessi nell’ambiente reintroducendoli all’interno del sistema produttivo. Uno strumento per lo sviluppo della Green Economy, sempre più necessaria se si vuole porre un serio freno alle emissioni climalteranti e raggiungere le finalità espresse dall’Accordo di Parigi.
Ma la Green Economy rappresenta anche un’importante opportunità da cogliere per il rilancio dell’economia nazionale. Perché, oltre ad un miglioramento delle performance ambientali, è in grado di influenzare positivamente il settore occupazionale, come sottolinea Francesco Ferrante (vicepresidente Kyoto Club): “fa bene anche all’occupazione. Nel 2016 le imprese che hanno investito green hanno assunto di più (330 mila dipendenti, pari al 43,9% del totale delle assunzioni, stagionali e non stagionali, previsti nell’industria e nei servizi). Parliamo di 2milioni e 964mila green jobs, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’, una cifra che corrisponde al 13,2% dell’occupazione complessiva nazionale”.

Le proposte di Kyoto Club per rendere reale la de-carbonizzazione del nostro Paese

1. Il passaggio dalla SEN (Strategia Energetica Nazionale) ad una vera e propria SEC (Strategia Energetica e Climatica)
Il  ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha annunciato l’uscita della prima bozza della nuova SEN (Strategia Energetica Nazionale): sarà presentata durante il G7 energia in programma per inizio aprile a Roma. Nata senza la collaborazione di associazioni, imprese di settore e società civile come, invece, avviene in altre nazioni e come auspicava Kyoto Club, la nuova SEN presenta già un vizio di trasparenza (ne avevamo parlato a questo link).
Le idee di Kyoto Club sull’argomento sono espresse nel documento Una Strategia Energetico-Climatica per l’Italia presentato insieme al Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica). Il documento fornisce una dettagliata analisi del contesto nazionale e vuole essere una guida per il futuro energetico sostenibile del Paese. Già la parola – climatica – presente nel nome della strategia rappresenta una svolta: comunica l’urgenza che si ha nel compiere azioni di contrasto ai danni generati dai cambiamenti climatici.
L’obiettivo è quello di far ripartire la transizione energetica italiana, ferma negli ultimi anni, attraverso l’adozione di misure nei settori direttamente connessi al sistema energetico: dall’industria alle infrastrutture, dall’agricoltura ai trasporti, dai centri urbani alla gestione sostenibile del territorio e del patrimonio forestale.
Secondo Kyoto Club, lo sviluppo della nostra economia deve indirizzarci verso una riduzione delle emissioni gas serra comprese tra l’80% e il 95% entro il 2050 (rispetto ai livelli del 1990). Questo può essere fatto soltanto con un forte sostegno alle fonti di energia rinnovabile in modo da renderle in grado di soddisfare l’intera domanda di energia intorno alla metà del secolo (a patto che si vada oltre l’obiettivo del 2030 concordato con l’Unione Europea che indica che il target della domanda totale di energia soddisfatta da fonte rinnovabile deve essere pari al 27%).

Il dibattito è stato anche un’occasione utile per parlare di attualità e meccanismi economici di “carbon pricing“. Uno di questi è la Carbon Tax, come spiega ai nostri microfoni Gianni Silvestrini (qui la sua proposta su Qualenergia), Direttore scientifico Kyoto Club (video).

 2. Efficiency Firts
Kyoto club lancia anche una proposta complementare alla SEC, quella relativa all’istituzione di un Piano Nazionale Straordinario per l’Efficienza Energetica. L’associazione ha raccolto le sue idee nel libro “105 buone pratiche di efficienza energetica made in Italy” in modo da chiarire l’enorme potenziale che il settore possiede. Kyoto Club afferma che grazie all’efficienza energetica si potrebbero creare 1,6 milioni di posti di lavoro.

3. Una regione decarbonizzata
L’Italia, grazie ad una “finanza sostenibile”, dovrebbe ambire alla leadership climatica in Europa perché ha sia le competenze che le tecnologie per farlo. Una dimostrazione potrebbe essere quella di creare per primi una regione fossil-free.

4. Le tecnologie e l’innovazione italiana nel mondo
Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero dell’Ambiente, Cassa Depositi e Prestiti dovrebbero sostenere le più avanzate esperienze nazionali promuovendole per la cooperazione internazionale italiana.

Economia circolare e bioeconomia

Attualmente è in discussione al Parlamento europeo il pacchetto sull’economia circolare. Di questo e di una sua importante applicazione, la bioeconomia, ne abbiamo parlato con Catia Bastioli, presidente Kyoto Club (video).

Sono 5 le proposte avanzate da Kyoto Club per l’economia circolare: adottare al più presto la Strategia Italiana per la Bioeconomia promuovendola con strumenti finanziari di supporto; implementare il programma rifiuti zero in discarica sia su piano nazionale che sovranazionale; riconoscere che le filiere innovative esistenti sono un’opportunità per la creazione di un nuovo modello di sviluppo; lavorare ad una nuova direttiva quadro UE sui rifiuti; tenere conto dei costi legati all’inazione (costi di tipo economico e sociale, generati dalle esternalità negative e che ricadono sul benessere delle persone) nel momento in cui si discute della politica economica da perseguire.

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Laureato in Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo. Houston, we have a problem: #climatechange! La sfida è massimizzare il benessere collettivo attraverso la via della sostenibilità in modo da garantire pari benefici tra generazioni presenti e future. Credo che la buona informazione sia la chiave in grado di aprire la porta del cambiamento. Passioni: molte, forse troppe.

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