altIo vado in barca a vela per tutta l’estate. Mi trovo bene, quando sono lì, perché c’è più aria, perché non spreco acqua, ma soprattutto perché mi godo la vita. Faccio il bagno in mare quando mi va, senza dover prendere la macchina per andarci. Basta che mi tuffo. E quando sono in acqua mi diverto molto senza bisogno di nulla. Sono io e l’acqua, basta questo per farmi stare bene.. 

In barca scopro posti nuovi, passando per il mare, posti che in macchina non vedrei mai. In barco non ho la televisione e neppure mi manca, mentre d’inverno a casa la vedo spesso. In barca non mi serve, perché  c’è sempre un panorama da godermi, perché sto all’aperto e perché ho sempre qualcosa da fare. Quando non ho da fare, leggo oppure gioco, oppure sto al timone. Non ho tanti giochi in barca, perché non c’è spazio per portarmeli dietro. Di solito mi porto la mia bambola, qualche vestitino, i miei colori, tanta carta per disegnare,  gli acquerelli e le tempere, e tanti libri. In barca ci sono anche le carte e due giochi di società ed è solo in barca che riusciamo a giocarci tutti insieme, anche fino a tardi la sera.

In barca andiamo a vela e non si sentono rumori. C’è solo silenzio, vento, acqua. Quando però si piega troppo, mi spavento e mi aggrappo a mamma o alle sorelle. Non c’è elettricità, la luce è con le batterie, quindi non dobbiamo consumarle troppo, altrimenti dobbiamo accendere il motore. Io sono un po’ arrabbiata con papà perché ancora non ha voluto mettere l’eolico e i pannelli solari: in questo modo non dovremmo accendere quasi mai il motore. Però il nostro motore non consuma tanto. Mamma dice che in un mese in barca mettiamo carburante come una settimana in macchina. Quindi per foruna non inquiniamo. In barca lo spazio è piccolo, quindi non mi posso portare tanti vestiti. Il mio gavone è il più piccolo di tutti, perché sono la più piccola della famiglia e i miei vestiti sono più piccoli e ingombrano di meno. Però devo dire che sto quasi sempre in costume e che ogni volta che torno dalle vacanze c’è sempre qualche vestito pulito e piegato, che non ho mai messo. Questo vuol dire che porto cose in più, che non mi servono. La prossima estate farò una valigia ancora più piccola.

In barca non abbiamo tante pentole. La padella per esempio è una sola. Mamma qualche anno fa ha detto che la barca insegna la filosofia della padella: voleva dire che c’è una sola cosa, non tante dello stesso tipo.  Voleva farci capire che in barca si deve pensare a portare solo le cose che servono veramente. 

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