L’ennesimo caso di una troppo approssimativa gestione del territorio arriva dal Trentino, proprio quella regione che, a parole si vanta della sua propensione alla salvaguardia della natura e della biodiversità ma che nei fatti non esita un istante a emettere un’ordinanza di abbattimento per un Orso, o un’Orsa che in fondo non stava facendo nulla di più che ‘l’orso’ appunto, nel SUO dove i due malcapitati (padre e figlio) si trovavano.

Tanto repentina è stata la richiesta di approvazione dell’ordinanza di abbattimento dell’animale che è stata emessa prima ancora di sapere di che sesso fosse il plantigrade, e prima di indagare sulle possibili ragioni della sua aggressione, la quale a dirla tutta, è stata anche moderata (fortunatamente) in quanto i due sono vivi; un animale di quella portata infatti avrebbe potuto non lasciare scampo a nessuno dei due malcapitati. Probabilmente si è trattata di un’aggressione per la protezione dei cuccioli o del territorio dagli intrusi, ma questo al Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti (Lega ex Nord) poco importa “È chiaro che un episodio del genere, che si aggiunge a numerosi altri casi di plantigradi che entrano sempre più spesso nei centri abitati a fondovalle, ci impone una riflessione sulla situazione presente sul nostro territorio – ha detto Fugatti in conferenza stampa -. In Trentino ci sono fra gli 82 ed i 93 esemplari a cui si aggiungono i nuovi cuccioli” (Nel 2019 è stata stimata infatti la presenza di 9-12 cucciolate per un totale di 16-21 cuccioli). “Questi numeri mettono in dubbio la possibilità di convivenza dell’orso con l’uomo” ha poi continuato.

Queste affermazioni trovano campo fertile in una politica che promuove un ampliamento economico urbano a scapito dell’inestimabile biodiversità che il nostro paese ci offre, la quale viene decimata di specie animali e vegetali a favore di una crescita economico demografica che in nuoce a una prospettiva economia sostenibile di convivenza dell’uomo con la natura.

Il ministro Costa ha comunque espresso il suo dissenso per un’approvazione di abbattimento senza verifiche più accurate, il confronto a distanza tra Ministero e Provincia comunque non è ancora sfociato in polemica. Anzi, il ministro ha “apprezzato il tono collaborativo, distensivo e istituzionale usato da Fugatti. Il dialogo è importante”. E si è dichiarato favorevole ad accogliere la richiesta di ridurre il numero degli orsi presenti in Trentino, ormai quasi un centinaio, spostandoli in altre zone.

Associazioni animaliste come la Lav, non ci stanno e replicano: “È l’ennesima ordinanza spara-orso, ma ci sono delle regole dettate dal Piano d’azione che non possono essere calpestate a piacimento da politici in cerca di visibilità” mentre l’OIPA Italia si prepara per un’azione legale di ricorso al Tar per impedire l’abbattimento dell’animale.

Il ministro Costa ha comunque espresso il suo dissenso per un’approvazione di abbattimento senza verifiche più accurate, il confronto a distanza tra Ministero e Provincia comunque non è ancora sfociato in polemica. Anzi, il ministro ha “apprezzato il tono collaborativo, distensivo e istituzionale usato da Fugatti. Il dialogo è importante”. E si è dichiarato favorevole ad accogliere la richiesta di ridurre il numero degli orsi presenti in Trentino, ormai quasi un centinaio, spostandoli in altre zone.

Associazioni animaliste come la Lav, non ci stanno e replicano: “È l’ennesima ordinanza spara-orso, ma ci sono delle regole dettate dal Piano d’azione che non possono essere calpestate a piacimento da politici in cerca di visibilità” mentre l’OIPA Italia si prepara per un’azione legale di ricorso al Tar per impedire l’abbattimento dell’animale.

 Il ministro Costa ha comunque espresso il suo dissenso per un’approvazione di abbattimento senza verifiche più accurate, il confronto a distanza tra Ministero e Provincia comunque non è ancora sfociato in polemica. Anzi, il ministro ha “apprezzato il tono collaborativo, distensivo e istituzionale usato da Fugatti. Il dialogo è importante”. E si è dichiarato favorevole ad accogliere la richiesta di ridurre il numero degli orsi presenti in Trentino, ormai quasi un centinaio, spostandoli in altre zone.

Associazioni animaliste come la Lav, non ci stanno e replicano: “È l’ennesima ordinanza spara-orso, ma ci sono delle regole dettate dal Piano d’azione che non possono essere calpestate a piacimento da politici in cerca di visibilità” mentre l’OIPA Italia si prepara per un’azione legale di ricorso al Tar per impedire l’abbattimento dell’animale.

Sviluppi maggiori ci saranno solo a seguito del monitoraggio dell’area e dell’identificazione dell’orso, noi ci auguriamo che vengano prese decisioni meno drastiche come per esempio il trasferimento dell’animale in altre zone così da non sopprimere un animale simbolo degli sforzi per l’attuazione di politiche di salvaguardia ambientale intraprese negli ultimi anni.

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