Nasce il sito “100 donne contro gli stereotipi”, un progetto che raccoglie alti profili di esperte nell’ambito STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Una banca dati tutta al femminile per ricordare ai media che le scienziate autorevoli non mancano e possono contribuire al dibattito pubblico come gli uomini.

Il Festival della Scienza si tinge di rosa con l’evento “100 scienziate vanno on line”. Il motivo di questa discesa in rete? Lo spiega il nome del progetto: “100 donne contro gli stereotipi”. Si tratta dell’inaugurazione di un sito che raccoglie 100 profili di donne che nella vita non solo fanno le scienziate, ma che lo fanno nel miglior dei modi, occupando posizioni di prestigio, conducendo super ricerche. Donne che hanno una carriera all’apice ma che nei giornali e in sedi istituzionali non sono mai interpellate: “Basta guardare un telegiornale per vedere soltanto esperti uomini. Mentre la donna predomina come vox populi che si lascia fregare durante la spesa al mercato o che si scotta distrattamente in spiaggia – segnala Monia Azzalini, responsabile del settore Media e Gender dell’Osservatorio di Pavia – le donne fanno sempre la figura delle sciocchine ma per fortuna i videoservizi proseguono con i consigli del medico nutrizionista uomo o del dermatologo uomo”.

Insomma il sito delle esperte vuole “levare l’alibi ai giornalisti di dire che non ci sono donne adeguate”, vuole essere uno strumento utile “contro la pigrizia di cercare dei curricula rosa”. Ma come è nata questa banca dati tutta al femminile? È stata un’idea condivisa dall’Osservatorio di Pavia e l’associazione GiULiA. E a scendere in campo al loro fianco c’è la collaborazione di Fondazione Bracco, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Centro Genders dell’Università di Milano e Wikimedia. “In Europa esiste un serio problema di genere – riporta Evelina Jelenkowska, Commissione Europea – basti pensare che solo il 5% degli amministratori delegati di grande aziende sono donne”. Eppure le donne studiano come gli uomini, e anzi “il 60% delle nuove laureate in Italia sono femmine”. Nello snocciolare i dati, Evelina denuncia con fermezza: “C’è un terribile divario di genere per le retribuzioni, a parità di tipo di lavoro. Nel 2015 le donne hanno guadagnato il 17% in meno. Per questo l’UE ha designato il 3 novembre Giornata europea per la parità retributiva”.

Il giorno non è casuale. La giornata cade ogni anno in un giorno diverso. La data indica che nell’arco di tempo che va dal 3 novembre al 31 dicembre le donne è come se stessero lavorando gratis. L’anno scorso è andata persino peggio, era il 2 novembre. “Certo che se continuiamo di questo passo – recuperando un giorno all’anno – arriveremo soltanto nel 2080 alla parità di remunerazione” spiega amareggiata Jelenkowska.

“È a tutti gli effetti un sito di eccellenze, per questo il Centro Genders ha portato avanti delle selezioni di altissimo livello. Il criterio di partenza è stato il database nazionale Top italian centre, poi si è guardato alla qualità delle pubblicazioni scientifiche, al fatto che si garantisse la rappresentanza territoriale e che si coprissero le tematiche di attualità – spiega Luisella Seveso, giornalista di GiULiA – questo è solo un piccolo passettino, ma abbiamo dato vita ad un processo che ha l’ambizione di colmare il gap”.

Si è deciso di far partire la piattaforma con 100 esperte tutte dell’ambito STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), proprio perché si tratta di un settore storicamente sottorappresentato dalle donne, eppure che ha degne protagoniste (ancora una volta alla faccia degli stereotipi).

“Non mancano donne italiane straordinarie, abbiamo a Ginevra alla guida del Cern Fabiola Giannotti, e a volare nello spazio l’astronauta Samantha Cristoforetti, ma guardando, ad esempio, alle percentuali in Università dei professori ordinari, le docenti sono ancora troppo poche – sostiene Gaela Bernini, Fondazione Bracco – e non è sempre una questione di far conciliare casa e famiglia, il problema è che spesso la leadership maschile perpetua se stessa”.

“La presenza femminile nei contenuti dei media è stereotipata, non solo sul piano ben noto della mercificazione del corpo  della donna, ma c’è un problema ignorato di stereotipi sottili che sono proprio pericolosi come le polveri sottili. Nei Tg italiani secondo i dati del Global Media Monitoring Project 2015, sono solo il 19% le esperte interpellate, e la percentuale scende al 10% se si restringe il campo alle professioniste del settore STEM. Mentre le donne entrano con un 43% come voce dell’opinione popolare anonima” racconta Monia Azzalini.

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Inaugurazione del sito al Festival della Scienza di Genova. Al microfono E. Jelenkowska, Commissione Europea

 

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Corrispondente dalla sua terra ligure. Approda a Giornalisti nell'erba dopo l'esperienza elettrizzante di inviato in "Expo Milano 2015". È laureato magistrale in Biologia a Milano. Gruppo sanguigno: giornalista ambientale e scientifico, ma ha scritto per diverse testate dalla cronaca, alla politica fino al settore ho.re.ca. Ama la natura sotto il pelo dell'acqua, con maschera e pinne, ma anche dall'alto, ottimo sul dorso di un cavallo. La comunicazione è l'ingrediente delle sue giornate. Collabora con Acquario di Genova (ha un passato da Whale watcher). Colazione rigorosamente focaccia e cappuccino. Aperitivo, spritz o Mohito. Appassionato di arte (debole per Caravaggio), bioetica, lettura e feste in spiaggia in buona compagnia. Contatto: g.vallarino@giornalistinellerba.it

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