Oramai è cosa nota, le api stanno scomparendo. La preoccupante diminuzione delle api in particolare, ma anche di  altre specie di insetti impollinatori è un fattore di rischio per moltissimi ecosistemi. Il declino degli impollinatori deriva principalmente dall’uso massiccio di pesticidi nelle coltivazioni, impattando ovviamente non solo gli ecosistemi biologici che dipendono dalle api, ma anche i sistemi economici che dipendono sempre dalle stesse, ad esempio la produzione di miele è crollata fino al 40% negli ultimi anni. 

L’armageddon degli insetti, ovvero l’enorme perdita di specie fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi, che da tempo terrorizza scienziati, ricercatori e apicoltori è oggetto di studi per cercare una o più soluzioni per evitare il punto di non ritorno. Ebbene, un’inaspettata soluzione è arrivata dagli States, nei quali dopo la legalizzazione della cannabis per uso medico e ricreativo, partita dalla California e che ora conta ben 11 dei 50 stati federali, si è visto un incremento considerevole di alveari e altre specie di impollinatori nei pressi dei campi coltivati destinati alla cannabis. 

16  specie salvate dalla Sativa

Uno studio condotto dai ricercatori della Cornell University e pubblicato su Environmental Entomology addirittura  ha rivelato la preferenza per un certo ceppo di cannabis, la Sativa nello specifico, che da quando è stata legalizzata ha attirato e aiutato ben 16 diverse specie di insetti impollinatori. A richiamare le api è il polline delle piantagioni di canapa, ricco e abbondante, che sostituisce per gli insetti la grande carenza floreale che si sta verificando nelle zone agricole soprattutto a fine estate. Un polline, quello della cannabis, che sembra molto apprezzato dalle api. 

L’Italia e il primato rinnegato

L’Italia dal canto suo cerca delle nuove soluzioni di salvaguardia di questi preziosissimi insetti a partire dalle ‘autostrade verdi’ o dai giardini sospesi, ma sembra che abbiamo dimenticato il nostro non così lontano passato di più grande e importante coltivatore e esportatore di canapa in Europa . Certo di canapa tessile si trattava all’epoca, ma ciò non toglie che magari un giorno potremmo tornare in cima alla piramide di mercato della produzione di questa pianta dalle (quasi) infinite risorse, superando le politiche proibizioniste che anziché diminuire rischi e consumi di sostanze potenzialmente pericolose, li aumentano. Tanto per dire, siamo tra i primi paesi in Europa (esclusa la Spagna che è a un passo dalla legalizzazione, e ha già avviato delle politiche per il controllo e la strumentalizzazione del prodotto, oltre che alla tassazione) per consumo di cannabis, più del 30% della nostra popolazione ne fa uso abituale. Ma non ci piace mostrare questa leadership, e a  quanto pare preferiamo alimentare un mercato nero in ascesa libera.  Forse le api ci faranno cambiare politica e liberare questa pianta?

Facebook Comments

Post a comment

12 + 16 =