Ci sono piante che ripuliscono i terreni. Tra queste, la canapa. Una delle sue molteplici proprietà, che potrebbe rivelarsi tra le più preziose, infatti, è quella di bonificare terreni con alti tassi di metalli pesanti e di altri agenti inquinanti.
Questo processo si chiama fitorisanamento ed è una tecnica di bonifica abbastanza recente. Si sta cercando di attuarla in zone soggette ad alti tassi di inquinamento, come per esempio nei pressi di zone industriali, o in terreni che accumulano rifiuti di acque grigie e o nere. 

Lo smaltimento di veleni a basso costo

La bonifica dei terreni tramite fitorisanamento coinvolge ovviamente una serie di piante e alberi in grado di assorbire dal terreno e poi demolire le sostanze tossiche: salice, pioppo, panico, canna comune, miscanto, vetiver, tifa (chiamata anche stiancia), ricino, mais, girasole, patate dolci, arachidi.. e la lista di questi ‘iper accumulatori’ continua. 

I contaminanti per i quali la canapa risulta essere la migliore controdifesa sono i radioisotopi di cesio (Cs137), lo zinco e i metalli pesanti come cadmio, piombo, mercurio, nichel, cromo, cobalto, rame e ferro per effetto iperaccumulatorio e in parte fitochelante di questa pianta, capace di mantenere inalterate le proprie fibre alle sostanze inquinanti che restano ‘aggrovigliate’ tra le fitte radici, permette dunque il proprio smaltimento e riutilizzo per altri scopi (materiali tessili, carta, biomassa ecc..) a costi e impatti ambientali bassissimi. 

Stando ad alcuni studi, in 5 anni i terreni interessati dalle opere di fitobinifiche sarebbero perfettamente utilizzabili come campi di terra ‘vergine’. 

Un progetto visionario

In Europa un primo progetto pilota fu introdotto negli anni novanta per riqualificare le zone limitrofe a Chernobyl ma senza investitori il programma andò scomparendo in poco tempo. 

In Italia esiste qualche realtà che tenta di muoversi per vie sostenibili cercando di riqualificare il proprio territorio, come nelle campagne pugliesi vicino Taranto devastate dall’ILVA, con una ‘cintura di canapa’ depurativa che sembra dare risultati.

La problematica delle bonifiche è certamente complessa e diffusa e necessita di piano di riqualificazione dei terreni contaminati su vastissima scala, a livello nazionale e internazionale, con un adeguato stanziamento di fondi perché vengano bonificati i 242 siti riconosciuti contaminati (riconosciuti tali dall’Agenzia europea per l’ambiente nel 2013 e che non rilascia le coordinate dei restanti 1823 siti potenzialmente contaminati). Dei 242 accertati in Europa, molti sono in Italia (ne conta il 23,5% 57 per la precisione).

In qualche caso almeno, si potrebbe ricorrere a innovative pratiche sostenibili e più efficaci, sempre che non ci siano interessi di altro tipo in mezzo.

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