Apprendere come differenziare i rifiuti insieme a Boccioni, o come diminuire il consumo di acqua con Canova, e al tempo stesso passeggiare tra i capolavori dell’arte contemporanea riducendo emissioni di CO2 è possibile. Anzi è realtà, grazie al progetto per cui ha fatto da apripista la Galleria Nazionale di Roma in occasione del 2017, anno del turismo sostenibile, in collaborazione con Federturismo Confindustria.

Si chiama Galleria Sostenibile, ce ne parla la responsabile Ada Rosa Balzan, coordinatrice scientifica di Alta Scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dei progetti di turismo sostenibile green economy e smart city.

Ada Rosa Balzan

“In questo pilota siamo riusciti a coniugare le tre anime della sostenibilità: ambientale, economica e sociale”, racconta Balzan. Facciamo un passo indietro, al 2016: per raggiungere l’obiettivo ambientale si sono posti degli indicatori oggettivi che consentissero di misurare le performance nei musei, attraverso lo Studio Santi, dell’omonimo docente dell’università Sapienza di Roma. “Come primo step si è fatto un audit del sistema energetico, per capire dove erano gli sprechi e dove si poteva efficientare. Siamo riusciti a dimostrare che grazie all’efficientamento energetico di una parte della struttura museale, nel primo anno di progetto, c’è stato un risparmio di 530mila euro, con il 68% di abbattimento delle emissioni di CO2. Un risultato importante”, soprattutto in relazione agli obiettivi europei che prevedono una riduzione del 40% al 2030 delle emissioni rispetto ai livelli del 1990. 

A questa prima fase ne è conseguita la sostenibilità economica “La Galleria Nazionale ha uno statuto straordinario che prevede fondi per questo tipo di progetti – continua la responsabile di Galleria Sostenibile – ma avremmo anche potuto utilizzare un project financing per la fase di studio, per cui si sarebbe potuto rendere economicamente totalmente sostenibile”. 

L’ultimo step del progetto è quello che mira alla sostenibilità sociale “Adesso è il momento della comunicazione sia interna che esterna. I dipendenti devono comprendere di trovarsi nella realtà di un museo sostenibile, capirne le caratteristiche e saperle raccontare. Per i visitatori sono inoltre previsti progetti di sensibilizzazione all’interno del museo, e di educazione a buone pratiche comportamentali come la corretta differenziazione dei rifiuti o alla riduzione del consumo di acqua”.

“Esistono dei vincoli architettonici e storici legati alla struttura che non consentono una implementazione interamente a impatto 0 – ammette Balzan – però con il risparmio economico ottenuto, si possono creare fondi da investire in cultura di sostenibilità che si riversa sul territorio e non solo nella bolletta energetica. Il vantaggio in questo modo è che il museo stesso fa cultura della sostenibilità”.

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Approda a Il Refuso nel 2008 dove rimane in pianta stabile dal 2014, dopo una serie di esperienze lavorative nel giornalismo, la comunicazione e il management. Nel 2010, diventa giornalista pubblicista, per Giornalisti Nell'Erba ricopre prima il ruolo di responsabile relazioni esterne e coordinatore generale, in occasione di Expo è coordinatrice di #gNeLab e dal 2015 vicedirettore di giornalistinellerba.it. Ama il cibo, la musica (rigorosamente antecedente agli anni 2000) e condividere i primi due in buona compagnia.

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