Katowice (dai nostri inviati) – Uno dei temi caldi nella scrittura del Rulebook attuativo dell’Accordo di Parigi è quello dell’adattamento ai cambiamenti climatici, ossia le modalità per normare, verificare, finanziare e seguire le tracce delle azioni per far in mondo che i paesi che già subiscono e subiranno inevitabilmente gli effetti dei cambiamenti climatici possano costruire la propria resilienza. L’Italia può fornire un esempio utile anche nella scrittura di questo capitolo. E l’Etiopia, uno dei paesi in cui abbiamo attivato progetti comuni con i governi locali, a COP24 ringrazia l’Italia per il suo aiuto.

Il Ministero dell’Ambiente italiano ha promosso programmi e progetti di mitigazione e adattamento con circa 63 paesi, in particolare nei paesi più vulnerabili, come le Piccole isole del Pacifico e i paesi africani. Le azioni prioritarie si sono concentrate su 8 aree: gestione di eventi estremi, promozione di
energia rinnovabile ed efficienza energetica, gestione delle risorse idriche, gestione dei rifiuti, qualità dell’aria, degrado delle foreste, riabilitazione del terreno e il miglioramento del suolo e mobilità sostenibile.
Il Ministero dell’Ambiente lavora in stretta sinergia con il Ministero degli Affari Esteri e la
Cooperazione Internazionale, con l’Agenzia italiana per la cooperazione internazionale e con la
“Cassa Depositi e Prestiti” con cui ha sottoscritto un accordo per una piattaforma comune destinata a sostenere progetti e programmi nei Paesi in via di sviluppo con i quali il Ministero ha avviato relazioni di collaborazione bilaterali.
Nell’ambito della realizzazione di programmi, progetti e attività, è promossa la partecipazione del settore pubblico, privato e non profit, compresi, se del caso, le università e le organizzazioni di ricerca tecnica e scientifica.
Oltre agli accordi bilaterali, il Ministero dell’Ambiente italiano ha sottoscritto vari
accordi con le istituzioni finanziarie internazionali al fine di promuovere programmi di cooperazione
e progetti nei paesi in via di sviluppo. Attraverso questi fondi, l’Italia ha in mente di combinare
innovazione, sostenibilità, competizione e rispetto per l’ambiente. La sfida sta facendo
ambiente una grande influenza dello sviluppo economico, lanciando nuove opportunità e
prospettiva del lavoro con tecnologie pulite, risparmio energetico ed energie rinnovabili.
IMELS e il Fondo di adattamento
Dal 2015, l’Italia contribuisce con il Fondo di adattamento (AF) tramite IMELS. L’Italia ha fornito
contributi per complessivi 14 milioni di euro per il periodo 2015-2017. Questi contributi hanno aiutato il Fondo per aiutare gli sforzi delle comunità vulnerabili nei paesi in via di sviluppo per adattarsi ai cambiamenti climatici e superando il suo obiettivo di raccolta fondi di 80 milioni di dollari all’anno sia nel 2016 che nel 2017. Il ministro Sergio Costa ha dichiara, durante la plenaria a COP24, che l’Italia contribuirà per ulteriori 7 milioni.
IMELS – rende noto il Ministero – sta lavorando in sinergia con il Segretariato del Fondo di Adattamento al fine di potenziare i progetti di AF attraverso la sua cooperazione bilaterale
programmi e attività. Nel contesto della cooperazione bilaterale con il Ministero dell’Ambiente, delle foreste e del clima di Etiopia, IMELS fornisce 4,2 milioni di dollari di finanziamenti a sostegno del
attuazione di un progetto triennale denominato “Climate Smart Integrated Rural Development“, iniziativa complementare che si basa sul progetto finanziato dal Fondo di adeguamento nel 2017 per l’Etiopia. In particolare, il suo scopo principale è quello di gestire i rischi da ricorrenti siccità, alluvioni, sia quelli attuali che futuri, dovuti a cambiamenti climatici, attraverso una gestione dell’acqua integrata, azioni in agricoltura e approccio alla gestione delle risorse naturali. Questo approccio è completato con un programma di diversificazione dei mezzi di sussistenza resilienti al clima. Il progetto è mirato in due aree climatiche pastorali sensibili e vulnerabili dell’Etiopia, le regioni di Afar e Somali.
Inoltre, nell’ambito della cooperazione bilaterale con il ministero etiope, sono stati identificati altri cinque progetti.