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L’ultimo comunicato stampa, di oggi, dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) parla chiaro: “L’Italia non dovrebbe mettere in carcere i giornalisti per diffamazione”. La dichiarazione è del rappresentante Osce per la libertà dei media Dunja Mijatovic, che esprime preoccupazione per la normativa in discussione che avrebbe fatto del carcere la sanzione penale per al diffamazione in Italia. La decisione è stata approvata dal Senato con voto segreto il 13 novembre ed è ora alla Camera. “Questa recente decisione di reintrodurre pene detentive quali possibili sanzioni penali per la diffamazione va contro la tendenza generale nell’area OSCE a depenalizzare i reati che riguardano i media”, ha detto Mijatovic. “Sono convinta che tali decisioni dovrebbero essere discusse con tutti i soggetti interessati, compresi giornalisti e società civile, e discussi in modo trasparente”, ha proseguito Mijatovic. Il Rappresentante ha scritto  al ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant ‘Agata per chiedere al Governo di contribuire a invertire il disegno di legge , che limiterebbe la libertà dei media in Italia”.  Mijatovic ha sottolineato l’urgenza della questione, legata ad un sentenza della Corte d’appello che ha confermato la condanna penale e la pena detentiva di 14 mesi imposta ad Alessandro Sallusti, ex direttore del quotidiano Libero. Fin dalla sua istituzione nel 1997, l’Ufficio del Rappresentante OSCE per la libertà dei mezzi di informazione ha promosso la depenalizzazione della diffamazione nell’area dell’OSCE.