Roma – Si è tenuto in questi giorni presso il Senato della Repubblica, nella Sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro, l’incontro “L’Italia e la sfida del clima e dell’economia circolare. Dopo Parigi e verso gli obiettivi UE al 2030”, organizzato dal Kyoto Club.

Proprio in una città come Roma, paralizzata quotidianamente dal traffico, dagli scioperi, e dal trasporto pubblico insufficiente per la popolazione, è fondamentale capire in che modo la situazione possa migliorare. “Non abbiamo sfruttato la crisi per un cambiamento strutturale” ha affermato Anna Donati del gruppo mobilità Kyoto Club, e per questo dobbiamo attuare dei cambiamenti per rispettare il protocollo di Kyoto. “Roma in particolare ha il 40% di offerta dei trasporti in meno rispetto a Milano – ha continuato la Donati – Sono certa che i cittadini risponderebbero ai cambiamenti”.

Durante la conferenza si è discusso anche dell’importanza delle decisioni prese durante COP21, momento storico in cui i più grandi Paesi del mondo hanno preposto obiettivi ambiziosi da raggiungere per salvare il pianeta. Tra i vari interventi, Riccardo Valentini della Regione Lazio ha sottolineato l’importanza di aiutare le piccole e medie imprese nell’investimento nel parco macchine, in modo da essere maggiormente sostenibili. “Il punto più critico – ha affermato Valentini – è la governance integrale di questi approcci, perché le cabine di regia sono separate: bisogna far emergere una cultura dell’integrazione sulla sostenibilità nella Regione”.

Anche Stella Bianchi, Presidente Intergruppo bicamerale Globe Italia contro il cambiamento climatico, si è detta soddisfatta degli obiettivi individuati a Parigi. “Il problema – ha però sottolineato Stella Bianchi – è che i giganti dell’economia europea hanno una grande componente di energia rinnovabile, ma anche grandi componenti di emissioni di carbonio. L’unico modo per arginare questa crisi sarebbe dare un prezzo al carbonio, e quindi un costo dell’inquinamento, in modo tale da non rendere più conveniente investire in qualcosa che poi produce un danno economico”.

“I paesi dopo COP21 si sono divisi in due gruppi – ha affermato Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club – quelli che hanno capito che l’accordo rappresentava la necessità dell’accelerazione di una politica del clima, e quelli che non hanno avuto una reazione particolarmente vivace, come l’Italia”. In che modo allora l’economia circolare può risollevarci e aiutarci ad adeguarci agli obiettivi stabiliti a Parigi?
Per capirne di più lo abbiamo chiesto a Gianni Silvestrini, mentre da Anna Donati ci siamo fatti spiegare in che modo i trasporti possano adeguarsi agli accordi di COP21.

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Sono laureata in Scienze della Comunicazione ed iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Lazio, sezione pubblicisti. Ho studiato Fisica per tre anni, ma ho deciso di reinventarmi per seguire la mia strada. Raccontare, comunicare, rendere partecipi tutti di quello che succede nel mondo, senza pregiudizi, solo con passione. Perché è l’informazione l’arma più grande che abbiamo a nostra disposizione.

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