Uscita la seconda parte dell’indagine della Banca europea per gli investimenti (BEI) sulla percezione del climate change da parte dei cittadini. (qui una sintesi della prima parte)

Solo il 26% degli italiani considera che le misure da attuare per contrastare i cambiamenti climatici possono incidere positivamente sulla crescita economica e l’occupazione, rispetto alla media dell’UE del 21%. Per quanto gli italiani siano leggermente più ottimisti rispetto al cittadino medio europeo, questi numeri indicano che in Italia e in Europa in generale c’è ancora scarsa consapevolezza delle opportunità economiche che la lotta ai cambiamenti climatici può offrire. 

La seconda serie di risultati riguarda, appunto, come i cittadini percepiscono il climate change e la crescita economica, tema che sarà ampiamente dibattuto alla Conferenza mondiale sul clima (COP24) in programma per la prossima settimana in Polonia. Alla conferenza i decisori provenienti dalle varie parti del mondo si scambieranno pareri sulle vie da seguire per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi. 

Come i cambiamenti climatici – e le misure per contrastarli – incidono sulle economie? Dallo studio emerge che il 54% degli italiani ritiene che il climate change avrà ricadute sulle finanze personali (con maggiori spese assicurative, costi energetici, tasse, ecc.). Secondo l’indagine che BEI ha condotto in con collaborazione con YouGov, la società internazionale di analisi dell’opinione pubblica, i più preoccupati dell’impatto economico negativo delle misure di lotta ai cambiamenti climatici sono i cittadini con reddito più basso: il 46% degli italiani con un reddito familiare annuale lordo inferiore a 12 mila euro ritiene che le misure di contrasto gravano sull’economia, opinione condivisa solo dal 28% di coloro che hanno un reddito superiore a 24 mila euro. 

I cittadini dell’UE sono più preoccupati delle ripercussioni finanziarie causate dai cambiamenti climatici, rispetto agli americani e ai cinesi. Il 55% degli europei è dell’avviso che gli effetti finanziari del fenomeno incideranno su di loro personalmente, opinione condivisa dal 40% dei cinesi e dal 45% degli americani.

I cittadini statunitensi – nonostante il loro presidente remi contro – sono i più ottimisti riguardo ai benefici economici derivanti dalle misure attuate per contrastare i cambiamenti climatici: il 26% ritiene che l’effetto delle azioni anti climate change può essere positivo sull’economia, mentre solo il 21% degli europei condivide quest’opinione, percentuale che scende addirittura all’11% per i cinesi.   

La Banca europea per gli investimenti (BEI), pronta per la partecipazione a COP24, dichiara di impegnarsi ad essere tra i maggiori  finanziatori mondiali nell’azione di lotta ai cambiamenti climatici: ha “investito oltre 130 miliardi di euro in tutto il mondo, sostenendo investimenti in questo campo pari a 600 milioni di euro dal 2011, ovvero un ammontare all’incirca equivalente al PIL polacco”.

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